<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114</id><updated>2011-11-27T16:20:45.895-08:00</updated><category term='valutazione'/><category term='docenza'/><category term='Concorsi'/><title type='text'>Politica universitaria</title><subtitle type='html'>Sono qui svolte riflessioni personali, il cui obiettivo è di associare quanti più colleghi possibile in un “Comitato europeo per la difesa della libertà di pensiero”, sempre più minacciata in Europa.
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&lt;/center&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>38</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-3797537088230485526</id><published>2010-03-01T06:24:00.000-08:00</published><updated>2010-03-01T07:22:57.634-08:00</updated><title type='text'>I docenti in Italia: un dato statistico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4vbybJmXMI/AAAAAAAALlE/uQGmutvpKzE/s1600-h/un-paese-di-baroni.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 128px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4vbybJmXMI/AAAAAAAALlE/uQGmutvpKzE/s200/un-paese-di-baroni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443686233935338690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Traggo da un articolo di &lt;a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/28/%E2%80%9Cbaroni-e-assistenti%E2%80%9D/"&gt;Tonino Bucci&lt;/a&gt;, che a sua volta lo trae da fonte &lt;a href="http://statistica.miur.it/"&gt;Miur&lt;/a&gt;, i seguenti dati, che ci serviranno per le nostre analisi, ed ai quali rinvieremo ogni volta che ve ne sarà bisogno:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;• I docenti in Italia sono 61.929, raggruppati in ordinari, associati e ricercatori.&lt;br /&gt;• il 5,7 per cento ha meno di 35 anni;&lt;br /&gt;• il 25,5 è compreso in una fascia di età fra i 35 e i 44 anni;&lt;br /&gt;• il 26,6 tra i 45 e i 54 anni;&lt;br /&gt;• il 30,6 tra i 55 e 64 anni;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• il 12 per cento va oltre i 65 anni.&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scopro di far parte della fascia più numerosa del 30,6 per cento con la qualifica di ricercatore. Mi chiedo se sia una colpa. Ma non pare sia questo il senso della rilevazione. Anche per questo problema mi sembra che la vecchia proposta ANDU offra la soluzione: un unico concorso di ingresso, rigoroso e trasparente, ma con scorrimento verticale previa verifica dei risultati e senza passare per i meccanismi attuali di passaggio concorsuale da una fascia all’altra, con i problemi noti di budget e poi di sedi e chiamate. Si crea in tal modo un sistema perverso e corruttori di potere che è anche alla base del problema individuato da Tonino Bucci. Almeno così a me sembra. Credo che la colpa di tutta l’odierna situazione sia da attribuire alla docenza stessa che non ha mai voluto o saputo affrontare ed accettare un processo interno di riforma da imporre alla classe politica. Credo anche che in questo rapporto sadomasochistico fra le diverse fasce chi aveva meno potere sia stato egualmente responsabile rispetto a chi il potere lo aveva e lo gestiva. Da noi gli schiavi non si sono mai ribellati ed hanno accettato più o meno di buon grado la loro schiavitù.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-3797537088230485526?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/3797537088230485526/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=3797537088230485526' title='40 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3797537088230485526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3797537088230485526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2010/03/i-docenti-in-italia-un-dato-statistico.html' title='I docenti in Italia: un dato statistico.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4vbybJmXMI/AAAAAAAALlE/uQGmutvpKzE/s72-c/un-paese-di-baroni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>40</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-4498070913814973547</id><published>2007-03-27T12:03:00.001-07:00</published><updated>2007-03-27T12:03:49.143-07:00</updated><title type='text'>Il Rettore-manager-padrone</title><content type='html'>[in editing]&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RETTORE-MANAGER-PADRONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il 20 marzo 2007, sulla prima pagina del Sole 24-ore, sono stati&lt;br /&gt;'comunicati' i contenuti della "proposta che sta emergendo dal ministero"&lt;br /&gt;riguardante la modifica dei concorsi a ricercatore universitario, contenuti&lt;br /&gt;che l'ANDU ha diffuso e commentato il 21 marzo 2007 (v. documento "I&lt;br /&gt;'nuovi' concorsi di Mussi", nota 1).&lt;br /&gt;    Il 22 marzo 2007 il Ministero ha inviato alle Organizzazioni universitarie&lt;br /&gt;le "Linee-guida per il Regolamento per le procedure di reclutamento dei&lt;br /&gt;ricercatori", in vista del confronto col Ministro previsto per il&lt;br /&gt;pomeriggio del 26 marzo 2007 (per il testo delle "Linee-guida" v. nota 2).&lt;br /&gt;Il documento ministeriale inviato contiene alcune novita' rispetto alle&lt;br /&gt;'anticipazioni' ed e' molto piu' dettagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il provvedimento ministeriale ha come obiettivo principale quello di&lt;br /&gt;anticipare pesantemente la riforma della governance degli Atenei,&lt;br /&gt;costituendo la figura del rettore-manager-padrone al quale si attribuisce,&lt;br /&gt;di fatto, la gestione del potere fondamentale dell'accademia: la scelta dei&lt;br /&gt;vincitori dei concorsi. Il Rettore, infatti, presiedera' la "commissione di&lt;br /&gt;reclutamento", composta in maggioranza da non competenti della materia, che&lt;br /&gt;scegliera' TUTTI i nuovi ricercatori dell'Ateneo. Al Rettore spettera'&lt;br /&gt;anche il compito di verificare la legittimita' degli atti da lui stesso&lt;br /&gt;compiuti.&lt;br /&gt;    Con questa nuova procedura si vuole formalizzare del tutto il livello&lt;br /&gt;locale che attualmente caratterizza la scelta dei vincitori dei concorsi a&lt;br /&gt;ricercatore. Una novita' questa che certo non elimina la cooptazione&lt;br /&gt;personale (con gli annessi fenomeni nepotistici e clientelari), che&lt;br /&gt;consente al 'maestro' di reclutare il proprio allievo. Da ora in poi,&lt;br /&gt;infatti, il 'maestro', dovendo tenere conto del nuovo assetto di potere&lt;br /&gt;nell'Ateneo, dovra' 'rivolgersi' al Rettore per ottenere il risultato&lt;br /&gt;finale voluto, piuttosto che alla propria Facolta' dalla quale finora si&lt;br /&gt;doveva fare nominare membro interno di una commissione solo formalmente&lt;br /&gt;prevalentemente nazionale.&lt;br /&gt;    La volonta' di attribuire il potere di scegliere comparativamente il&lt;br /&gt;vincitore del concorso ad una commissione in cui solo due su sette&lt;br /&gt;componenti sono "appartenenti al macrosettore interessato", porta&lt;br /&gt;all'esercizio di un'attivita' giudicatrice 'incongrua' e illegittima, alla&lt;br /&gt;base della quale non potra' esserci il merito scientifico e didattico dei&lt;br /&gt;candidati. Peraltro la funzione marginale e di copertura dei due commissari&lt;br /&gt;'aggiunti' e' sottolineata dalla possibilita' che essi possano essere anche&lt;br /&gt;associati, anziche' solo ordinari come in tutti gli altri passaggi valutativi.&lt;br /&gt;    La volonta' accademico-ministeriale di imporre un riassetto&lt;br /&gt;anti-democratico degli Atenei (che il sottosegretario Luciano Modica&lt;br /&gt;definisce invece "una rivoluzione" che "sicuramente suscitera' molto&lt;br /&gt;clamore") ha come disegno generale quello di estendere le 'nuove' modalita'&lt;br /&gt;dei concorsi a ricercatore a quelli ad associato e a ordinario: "Ci stiamo&lt;br /&gt;pensando, - aggiunge Modica -, servira' pero' una legge e gli aggiustamenti&lt;br /&gt;del caso." (dall'intervista "Il ricercatore sara' selezionato da docenti&lt;br /&gt;esterni", sul Sole 24-ore del 24 marzo 2007, nota 3).&lt;br /&gt;    Inoltre, il progetto accademico-ministeriale, lasciando "molto spazio"&lt;br /&gt;alle "autonome determinazioni" degli Atenei "per quanto riguarda le&lt;br /&gt;procedure interne", introduce elementi importanti di delegificazione del&lt;br /&gt;reclutamento nella direzione dell'abolizione dello stato giuridico&lt;br /&gt;nazionale dei docenti, passaggio cruciale per lo smantellamento definitivo&lt;br /&gt;del Sistema nazionale delle Universita' statali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Gli altri aspetti della farraginosa e lunghissima (altro che aumento della&lt;br /&gt;"celerita' dei concorsi"!) procedura 'inventata' in sede ministeriale sono&lt;br /&gt;importanti, ma secondari rispetto al vero obiettivo di trasformare i&lt;br /&gt;Rettori in sovrani assoluti.&lt;br /&gt;    Una scelta che va nella direzione opposta a quella della partecipazione&lt;br /&gt;democratica di tutte le componenti nella gestione degli Atenei e che&lt;br /&gt;risponde invece alla richiesta della lobby accademica trasversale di&lt;br /&gt;accentramento del potere, a livello nazionale e locale, in poche mani. Una&lt;br /&gt;richiesta espressa da tempo dalla Fondazione TreeLLLe, che svolge&lt;br /&gt;"attivita' di lobby trasparente al fine di diffondere dati e informazioni,&lt;br /&gt;promuovere le tesi dell'Associazione presso i decisori pubblici a livello&lt;br /&gt;nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le&lt;br /&gt;istituzioni educative" (dal sito della Fondazione, nota 4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Una scelta antidemocratica che non puo' essere accettata dal mondo&lt;br /&gt;universitario che appena poco piu' di anno fa' si e' mobilitato compatto&lt;br /&gt;per fermare il precedente Ministro quando ha voluto imporre provvedimenti&lt;br /&gt;contro l'Universita' statale; provvedimenti di portata distruttiva minore&lt;br /&gt;rispetto a quelli che l'attuale Ministro sta imponendo con strumenti piu'&lt;br /&gt;autoritari (Decreto-legge, Finanziaria, Leggi-delega in bianco).&lt;br /&gt;    Contro questo progetto di controriforma e' necessario e urgentissimo che&lt;br /&gt;dalle Universita' emerga "molto clamore", al quale, siamo certi, daranno il&lt;br /&gt;loro contributo, come nella mobilitazione contro la "Legge Moratti", anche&lt;br /&gt;i Rettori, che non possono accettare che la figura del Rettore venga&lt;br /&gt;trasformata in quella di un 'dittatore elettivo'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Quanto previsto dal progetto ministeriale rende ancora piu' valida la&lt;br /&gt;proposta dell'ANDU sul reclutamento (qui di seguito riportata) che&lt;br /&gt;porterebbe al superamento della cooptazione personale, con scelte di merito&lt;br /&gt;realizzate attraverso procedure rapide e svolte in piena autonomia dalla&lt;br /&gt;comunita' scientifica competente.&lt;br /&gt;= Proposta dell'ANDU sul reclutamento.&lt;br /&gt;    I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo&lt;br /&gt;dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,&lt;br /&gt;'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari&lt;br /&gt;Atenei su fondi propri e/o ministeriali.&lt;br /&gt;    La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale&lt;br /&gt;composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi&lt;br /&gt;diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.&lt;br /&gt;    Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di&lt;br /&gt;attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,&lt;br /&gt;assegni, borse, incarichi, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    25 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi di Mussi":&lt;br /&gt;http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 22 marzo 2007&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;http://www.orizzontescuola.it/article14487.html&lt;br /&gt;- Nota 2. Per le "Linee-guida per il Regolamento per le procedure di&lt;br /&gt;reclutamento dei ricercatori" elaborate dal Ministero:&lt;br /&gt;(Attenzione, non interrompere la stringa!)&lt;br /&gt;http://www.ricercatoriprecari.org/public/modules/mydownloads/cache/files/0a9&lt;br /&gt;cd28d913f0e2f0a5c8146aa4d73b8-reclutamentoricercatorilineeguida.pdf&lt;br /&gt;- Nota 3. Per leggere l'intervista a Luciano modica  "Il ricercatore sara'&lt;br /&gt;selezionato da docenti esterni", sul Sole 24-ore del 24.3.07:&lt;br /&gt;http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-03/070324/DVA07.tif&lt;br /&gt;- Nota 4. Per conoscere l'attivita' e la composizione della Fondazione&lt;br /&gt;TreeLLLe:&lt;br /&gt;http://www.associazionetreelle.it/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-4498070913814973547?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/4498070913814973547/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=4498070913814973547' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/4498070913814973547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/4498070913814973547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/il-rettore-manager-padrone.html' title='Il Rettore-manager-padrone'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-919188134244721210</id><published>2007-03-27T12:01:00.000-07:00</published><updated>2007-03-27T12:02:23.941-07:00</updated><title type='text'>Il regolamento dell'ANVUR</title><content type='html'>[in editing]&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL REGOLAMENTO DELL'ANVUR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il 13 marzo 2007 il ministro Fabio Mussi ha incontrato le Organizzazioni&lt;br /&gt;dell'Universita' e della Ricerca per un confronto sulla Bozza di&lt;br /&gt;Regolamento dell'ANVUR, l'Agenzia per la valutazione (nota).&lt;br /&gt;    Rispetto ai contenuti delle "Linee-guida per il Regolamento ministeriale"&lt;br /&gt;presentate dal Ministro nel precedente incontro dell'8 febbraio 2007, la&lt;br /&gt;Bozza di Regolamento presenta due sostanziali novita':&lt;br /&gt;    1.    la nomina dei componenti del Consiglio direttivo dell'ANVUR non viene&lt;br /&gt;piu' effettuata dal Ministro, bensi' dal Consiglio dei Ministri, sentite le&lt;br /&gt;Commissioni parlamentari competenti (comma 3 dell'art. 12 della Bozza di&lt;br /&gt;Regolamento);&lt;br /&gt;    2.    l'ANVUR e' 'affiancata' da un Comitato consultivo che "da' pareri e&lt;br /&gt;formula proposte al Consiglio direttivo". I Componenti del Comitato&lt;br /&gt;consultivo sono designati da organismi universitari e degli Enti di&lt;br /&gt;ricerca, dal CNEL e da Organismi europei (art. 14).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La Bozza di Regolamento, con alcune modifiche gia' accolte dal Ministro&lt;br /&gt;nel corso dell'incontro, sara' presentata al Consiglio dei Ministri che&lt;br /&gt;l'approvera' e la inviera' alle Commissioni parlamentari competenti per il&lt;br /&gt;prescritto parere. Successivamente il Regolamento sara' definito e&lt;br /&gt;approvato dal Consiglio dei Ministri e quindi pubblicato sulla G.U.&lt;br /&gt;    Il Ministro si e' impegnato ad incontrare le Organizzazioni&lt;br /&gt;dell'Universita' e della Ricerca dopo i pareri delle Commissioni&lt;br /&gt;parlamentari e prima dell'approvazione definitiva del Regolamento da parte&lt;br /&gt;del Consiglio dei Ministri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    L'ANDU nell'incontro ha espresso le proprie prime osservazioni sulla&lt;br /&gt;Bozza, distribuita solo all'inizio della riunione.&lt;br /&gt;    L'ANDU, assieme ad altre Organizzazioni, ha chiesto che i componenti del&lt;br /&gt;Comitato consultivo designati dal CNEL non potessero essere dipendenti&lt;br /&gt;dell'Universita' o degli Enti di ricerca. Tale richiesta e' stata accolta&lt;br /&gt;dal Ministro.&lt;br /&gt;    L'ANDU ha pure chiesto l'eliminazione dal Regolamento dei commi 10 e 11&lt;br /&gt;dell'art. 4 perche' possono portare ad una pesante e inaccettabile&lt;br /&gt;ingerenza dell'ANVUR sull'attivita' di ricerca condotta dai singoli docenti&lt;br /&gt;e ricercatori.&lt;br /&gt;    Su questo e su altri contenuti del Regolamento l'ANDU esprimera' ulteriori&lt;br /&gt;considerazioni, tenendo conto del dibattito che auspicabilmente&lt;br /&gt;accompagnera' l'iter del Regolamento stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    14 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota. Il testo della Bozza di regolamento dell'ANVUR puo' essere letto&lt;br /&gt;cliccando l'intero seguente indirizzo nel sito della FLC-CGIL:&lt;br /&gt;http://www.flcgil.it/content/download/47652/310614/version/1/file/Universit%&lt;br /&gt;C3%A0+e+Ricerca+-++Regolamento+ANVUR+12+marzo+2007.pdf&lt;br /&gt;oppure puo' essere richiesto all'ANDU che lo inviera' in attach.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-919188134244721210?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/919188134244721210/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=919188134244721210' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/919188134244721210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/919188134244721210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/il-regolamento-dellanvur.html' title='Il regolamento dell&apos;ANVUR'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-3738847646163912502</id><published>2007-03-13T02:03:00.000-07:00</published><updated>2007-03-13T02:04:20.855-07:00</updated><title type='text'>Precari, concorsi, ANVUR, dottorati</title><content type='html'>[in editing]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su precari, concorsi e ANVUR, segnaliamo l'articolo di Anna Maria Sersale&lt;br /&gt;"L'universita' salvata dai precari - Voti agli atenei, ecco la bozza del&lt;br /&gt;ministro", sul Messaggero del 9 marzo 2007:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/09SIC5057.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su didattica, ANVUR, FIRST e dottorato, segnaliamo l'articolo di Benedetta&lt;br /&gt;P. Pacelli "Didattica, decreti in dirittura", su ItaliaOggi del 9 marzo 2007:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/09SIA5097.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;No virus found in this incoming message.&lt;br /&gt;Checked by AVG Free Edition.&lt;br /&gt;Version: 7.5.446 / Virus Database: 268.18.8/714 - Release Date: 08/03/2007&lt;br /&gt;10.58&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-3738847646163912502?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/3738847646163912502/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=3738847646163912502' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3738847646163912502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3738847646163912502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/precari-concorsi-anvur-dottorati.html' title='Precari, concorsi, ANVUR, dottorati'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-8451534185411243158</id><published>2007-03-13T02:02:00.000-07:00</published><updated>2007-03-13T02:03:10.010-07:00</updated><title type='text'>I ministri dell’università</title><content type='html'>[in editing]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MINISTRI DELL'UNIVERSITA'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    "Purtroppo i professori di economia che stanno al governo e quelli che&lt;br /&gt;sono anche grandi opinionisti e gli apparati del Tesoro da tempo sostengono&lt;br /&gt;che l'universita' riceve molti soldi. Ho vissuto anch'io da ministro, 10&lt;br /&gt;anni fa, questa grande fatica di far loro considerare i bisogni del mondo&lt;br /&gt;scientifico. Predicano tagli all'universita' perche' pensano che il&lt;br /&gt;dimagrimento aguzzi l'ingegno e produca efficienza. Forse anche per questo&lt;br /&gt;la ricerca scientifica in questa Finanziaria ha faticato a divenire&lt;br /&gt;priorita'. Le risorse sono SEMPRE state carenti, particolarmente&lt;br /&gt;nell'ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza".&lt;br /&gt;    Questo e' quanto ha dichiarato Luigi Berlinguer, in un'intervista al&lt;br /&gt;Corriere della Sera del 16 dicembre 2006. Berlinguer e' stato formalmente&lt;br /&gt;Ministro (anche) dell'Universita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    "Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza, ma se l'Italia, di fronte&lt;br /&gt;all'esplosione globale della spesa in ricerca e formazione superiore,&lt;br /&gt;annuncia provvedimenti di definanziamento" della ricerca, "si tratterebbe&lt;br /&gt;di un'altra politica" rispetto a quella con cui il centrosinistra si è&lt;br /&gt;presentato agli elettori. "La si potrebbe fare, ma in quel caso ci vorrebbe&lt;br /&gt;UN ALTRO MINISTRO" (dal Manifesto del 27 luglio 2006).&lt;br /&gt;    Questo ha dichiarato Fabio Mussi all'indomani del decreto Bersani che ha&lt;br /&gt;tagliato i fondi all'Universita'. Mussi e' ancora formalmente Ministro&lt;br /&gt;dell'Universita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    "Mi auguro di poter raggiungere un ACCORDO con il mondo delle universita'&lt;br /&gt;entro luglio. Vediamo cosa, per quella data, presenterete."&lt;br /&gt;    Questo ha detto Tommaso Padoa Schioppa concludendo il suo intervento in un&lt;br /&gt;incontro tenutosi a Napoli il 3 marzo 2007. Padoa Schioppa nell'incontro ha&lt;br /&gt;svolto un "attacco frontale" a Guido Trombetti, presidente della CRUI, che&lt;br /&gt;"aveva ripetuto il disagio delle universita' italiane e dei rettori che&lt;br /&gt;avevano detto 'Con questi tagli saremo costretti al blocco delle&lt;br /&gt;attivita''" (dal Corriere del Mezzogiorno del 4 marzo 2007). Padoa Schioppa&lt;br /&gt;non e' formalmente il Ministro dell'Universita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    7 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-8451534185411243158?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/8451534185411243158/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=8451534185411243158' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8451534185411243158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8451534185411243158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/i-ministri-delluniversit.html' title='I ministri dell’università'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-3761752667518875141</id><published>2007-03-13T02:00:00.000-07:00</published><updated>2007-03-13T02:01:35.913-07:00</updated><title type='text'>Commissariare i concorsi?</title><content type='html'>[in editing]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"COMMISSARIARE I CONCORSI", ABOLIRLI O RIFORMARLI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    "I concorsi universitari andrebbero commissariati per vent'anni". E'&lt;br /&gt;questa la proposta 'disperata' di uno studioso che a quaranta anni e'&lt;br /&gt;riuscito ad ottenere un dottorato senza borsa (v. "Io, cervello senza&lt;br /&gt;padrino, respinto per vent'anni" su QN dell'1 marzo 2007, v. nota 1).&lt;br /&gt;Questa proposta fa il paio con quella dell'abolizione dei concorsi perche'&lt;br /&gt;ritenuti non riformabili.&lt;br /&gt;    L'abolizione, formale o di fatto, dei concorsi e' richiesta anche da quei&lt;br /&gt;poteri accademico-confindustriali che vogliono completare lo smantellamento&lt;br /&gt;dell'Universita' statale a vantaggio dei propri centri di auto-proclamata&lt;br /&gt;eccellenza.&lt;br /&gt;    A sostegno del 'superamento' dei concorsi, da sostituire di fatto con un&lt;br /&gt;giudizio 'a valle' da parte dell'Agenzia di valutazione cosiddetta terza,&lt;br /&gt;e' in corso da mesi una campagna di stampa dei professori-opinionisti&lt;br /&gt;simile a quella che dieci anni fa e' stata condotta per imporre la legge&lt;br /&gt;Berlinguer sui finti concorsi locali (v. nota 2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Da anni l'ANDU propone, invece, una riforma della formazione, del&lt;br /&gt;reclutamento e della carriera dei docenti che ponga fine al precariato e ai&lt;br /&gt;fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo.&lt;br /&gt;    Per ottenere cio' e' indispensabile sottrarre TOTALMENTE la scelta finale&lt;br /&gt;dei vincitori dei concorsi a ricercatore e di coloro che devono progredire&lt;br /&gt;nella carriera alla 'responsabilita'' locale, affidandola invece alla&lt;br /&gt;comunita' nazionale.&lt;br /&gt;    Qualsiasi 'cambiamento' che mantenga a livello locale la scelta finale&lt;br /&gt;(come spostare la 'chiamata' dalla Facolta' al Dipartimento o ad un&lt;br /&gt;Organismo centrale dell'Ateneo) non impedira' la cooptazione personale,&lt;br /&gt;anche se tale scelta dovesse essere preceduta da una idoneita' nazionale a&lt;br /&gt;numero piu' o meno aperto. In tutti i casi si manterrebbe il carattere&lt;br /&gt;localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla&lt;br /&gt;base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il&lt;br /&gt;quale continuerebbe a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando&lt;br /&gt;promuovere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    La delega contenuta nella Finanziaria consentirebbe al ministro Fabio&lt;br /&gt;Mussi di cambiare radicalmente, entro il mese in corso, le attuali&lt;br /&gt;modalita' di svolgimento dei finti concorsi a ricercatore.&lt;br /&gt;    E' questa un'occasione che non va sprecata se il Ministro non vuole&lt;br /&gt;produrre il suo secondo flop, dopo quello che sta realizzando con l'ANVUR&lt;br /&gt;(l'Agenzia di valutazione), che, come e' stato scritto, "non e' terza&lt;br /&gt;rispetto al ministero, da cui viene nominata e al quale deve riportare: e&lt;br /&gt;questo e' uno strano caso di coincidenza fra giudice e giudicato" (da&lt;br /&gt;"Ricerca: chi valuta i valutatori?", su Economy datato 7 marzo 2007, v.&lt;br /&gt;nota 3).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RECLUTAMENTO&lt;br /&gt;    I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo&lt;br /&gt;dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,&lt;br /&gt;'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari&lt;br /&gt;Atenei su fondi propri e/o ministeriali.&lt;br /&gt;    La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale&lt;br /&gt;composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi&lt;br /&gt;diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.&lt;br /&gt;    Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di&lt;br /&gt;attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,&lt;br /&gt;assegni, borse, incarichi, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CARRIERA&lt;br /&gt;    La carriera dei docenti in ruolo (in tre fasce con uguali mansioni e&lt;br /&gt;uguali diritti e doveri) va riformata distinguendo nettamente l'avanzamento&lt;br /&gt;dal reclutamento. Le promozioni devono avvenire attraverso giudizi di&lt;br /&gt;idoneita' nazionali individuali (non comparativi e quindi a numero aperto),&lt;br /&gt;con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza&lt;br /&gt;l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e&lt;br /&gt;continuera' a lavorare. La composizione delle commissioni nazionali deve&lt;br /&gt;essere la stessa di quelle per i concorsi a ricercatore.&lt;br /&gt;    Per i passaggi di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget&lt;br /&gt;nazionale per i connessi incrementi stipendiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FORMAZIONE&lt;br /&gt;    Per risolvere il problema del precariato e' necessario cancellare&lt;br /&gt;l'attuale giungla di figure, sostituendole con un'unica figura per la&lt;br /&gt;formazione pre-ruolo. Per i giovani in formazione va prevista liberta' di&lt;br /&gt;ricerca, una retribuzione dignitosa e tutti i diritti (malattia,&lt;br /&gt;maternita'/paternita', ferie, contributi pensionistici). La durata del&lt;br /&gt;periodo pre-ruolo non deve superare i tre anni e si deve prevedere un&lt;br /&gt;numero di posti rapportato agli sbocchi in ruolo.&lt;br /&gt;    E' necessario, inoltre, nei prossimi anni, il bando straordinario, su&lt;br /&gt;nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti nel&lt;br /&gt;ruolo dei ricercatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TERZA FASCIA&lt;br /&gt;    E' inoltre necessario e urgente trasformare il ruolo dei ricercatori in&lt;br /&gt;terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai&lt;br /&gt;Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori&lt;br /&gt;di terza fascia non confermati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    4 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nota 1. Per leggere l'articolo "Io, cervello senza padrino, respinto per&lt;br /&gt;vent'anni", apparso su QN dell'1.3.07:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4155.PDF&lt;br /&gt;- Nota 2. Sulla 'propaganda' del 1996 a sostegno della legge Berlinguer v.&lt;br /&gt;il documento dell'ANDU del 29.1.07 "Le 'novita'' di Mussi":&lt;br /&gt;http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 29 gennaio 2007&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;http://www.orizzontescuola.it/article13726.html&lt;br /&gt;- Nota 3. Per leggere l'articolo "Ricerca: chi valuta i valutatoti?",&lt;br /&gt;apparso su Economy datato 7.3.07:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4174.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-3761752667518875141?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/3761752667518875141/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=3761752667518875141' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3761752667518875141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3761752667518875141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/commissariare-i-concorsi.html' title='Commissariare i concorsi?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-7291057468290303704</id><published>2007-03-01T06:54:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T09:47:39.955-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi'/><title type='text'>Favori e veleni</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 25 febbraio 2007&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnaliamo l’articolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Favori e veleni a Concorsopoli&lt;/span&gt; di Anna Maria Sersale, apparso sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messaggero&lt;/span&gt; del 25 febbraio 2007 e consultabile &lt;a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-02/070225/DKEBC.tif"&gt;Rassegna Stampa&lt;/a&gt; del CNR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Diffuso dall’Andu il 25 febbraio 2007&lt;br /&gt;-------------------&lt;br /&gt;Vedi anche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;a href="http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=33&amp;amp;id_articolo=2044"&gt; Concorsopoli tra veleni e favori&lt;/a&gt; di Ezio Alessio Gensini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-7291057468290303704?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/7291057468290303704/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=7291057468290303704' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/7291057468290303704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/7291057468290303704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/favori-e-veleni.html' title='Favori e veleni'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-606046965149384076</id><published>2007-03-01T06:52:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T09:59:48.167-08:00</updated><title type='text'>ANVUR. Regolamento e confronto</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 25 febbraio 2007&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANVUR. REGOLAMENTO E CONSULTAZIONE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;  Siamo certi che il ministro Fabio Mussi manterrà l'impegno di sottoporre, in un incontro, alle Organizzazioni dell’Università  il testo del Regolamento dell’ANVUR prima di presentarlo al Consiglio dei Ministri. Certo i tempi per l’incontro si starebbero facendo molto stretti se fosse vero che il Ministro porterà  il regolamento dell’ANVUR alla riunione del Consiglio del 23 febbraio 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Che il regolamento possa «arrivare a palazzo Chigi già in settimana» è scritto anche nell’articolo di ItaliaOggi «Valutazione atenei, pieno di polemiche sull’agenzia (Anvur)» qui sotto riportato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  L’ANDU, con la lettera qui in calce, ha comunque ricordato al Ministro l’impegno assunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;== Da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ItaliaOggi&lt;/span&gt; del 20 febbraio 2007:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Valutazione Atenei, pieno di polemiche sull’Agenzia (ANVUR)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Benedetta P. Pacelli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Allunga il passo l’Agenzia nazionale di valutazione dell'università e degli enti di ricerca. Il regolamento attuativo potrebbe arrivare a palazzo Chigi già in settimana. Intanto fioccano le polemiche: troppi i compiti, tempi di lavoro stretti, troppa dipendenza dallo stesso ministro dell’università e della ricerca. E soprattutto, secondo le organizzazioni unitarie dell’università, era necessario un confronto più serrato. Insomma, la grande rivoluzione annunciata da Mussi non sembra per ora nascere sotto i migliori auspici. Parla addirittura di flop Nunzio Miraglia, coordinatore nazionale dell’Andu, l'Associazione nazionale dei docenti universitari, che considera quanto meno anomalo il fatto che il direttivo preposto a sovrintendere un’attività così ampia sia interamente di nomina ministeriale. Nelle linee guida del regolamento si legge, infatti, che il consiglio direttivo sarà nominato interamente dal ministro, se pur con la base del metodo dei comitati di selezione. Inoltre, per assicurare l’internazionalità e qualificare la terzietà, due membri saranno scelti dal ministro in rose indicate da enti di ricerca internazionali. E, infine, gli altri cinque saranno scelti ancora dal ministro, anche se in una rosa&lt;br /&gt;indicata da un comitato di selezione appositamente nominato dallo stesso ministro. Il tutto, secondo l’Andu, si pone, tra l’altro, in netta contraddizione con le parole del sottosegretario all’università, Luciano Modica, che appena un mese fa aveva dichiarato che un membro sarebbe stato nominato dal presidente delle repubblica e altri due, non italiani, designati da enti internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché, a fronte di queste considerazioni, l’associazione dei docenti lancia il suo appello e invita il ministro «a fermarsi per confrontarsi con le componenti e le rappresentanze dell’università». Rilievi sull’Anvur arrivano anche dal segretario generale della Uilpa-Ur, Alberto Civica, persuaso che il ministro si sia mosso solo «con colpi di mano» e soprattutto che si è intervenuti con troppa fretta su questioni importanti, quali appunto la valutazione, «aumentando la confusione sull’interpretazione di quali sono le reali intenzioni del ministro e della maggioranza per il governo dell’università e degli enti pubblici di ricerca».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lettera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dell’ANDU al Ministro dell'UR&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Ministro dell’UR,&lt;br /&gt;on. Fabio Mussi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGETTO: Confronto su Regolamento ANVUR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Egregio Ministro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  abbiamo appreso da un’agenzia di stampa quanto segue: «l’Agenzia di valutazione del sistema universitario nazionale, il cui regolamento sarà presentato al Consiglio dei ministri del 23 febbraio» (Roma, 15 feb. 07 AP Com). Non avendo ricevuta ancora alcuna convocazione e avendo constatato che fino alle 18.30 di oggi nessuna indicazione in proposito è stata data alla sua Segreteria, ci permettiamo di ricordarle che nell’incontro dell’8 febbraio scorso Lei aveva assunto l’impegno di un confronto sul testo del regolamento dell’ANVUR prima che esso venisse presentato alle Commissioni parlamentari competenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  In attesa di un Suo cortese riscontro, Le invio cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  19 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Nunzio Miraglia - coordinatore nazionale dell’ANDU&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-606046965149384076?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/606046965149384076/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=606046965149384076' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/606046965149384076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/606046965149384076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/anvur-regolamento-e-confronto.html' title='ANVUR. Regolamento e confronto'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-45979819465465685</id><published>2007-03-01T06:50:00.001-08:00</published><updated>2007-03-01T09:59:00.270-08:00</updated><title type='text'>ANVUR. Dal Consigliere Ragone all'Andu</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[in fase di editing]&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANVUR. IL CONSIGLIERE RAGONE ALL'ANDU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Riportiamo in calce il messaggio che Giovanni Ragone, consigliere del ministro Fabio Mussi, ci ha inviato in risposta al nostro documento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La ‘rivoluzione’ di Mussi&lt;/span&gt; (nota 1).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;   Quando abbiamo diffuso il precedente messaggio del consigliere Ragone, del 9 novembre inviatoci 2006, avevamo scritto: «Vogliamo sperare che il messaggio del Consigliere del Ministro - che comunque ringraziamo per la personale disponibilità al dialogo diretto e pubblico - possa essere l’inizio di un vero confronto con l’intera compagine ministeriale sulle posizioni sostenute in tutti questi anni dall’ANDU, anche assieme alle altre Organizzazioni unitarie dell’Università». Nel diffondere il nuovo messaggio di Ragone - che ancora una volta ringraziamo per la sua disponibilità al dialogo diretto e pubblico - non possiamo non rammaricarci che il nostro auspicio di un confronto vero, organico e continuo, non sia stato finora accolto dal ministro Mussi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Nel documento dell’ANDU, al quale si riferisce ora il consigliere Ragone, c’era scritto: «Le Organizzazioni unitarie dell’Università  avevano detto che era assolutamente da evitare che l’Agenzia nascesse con un colpo di mano, come è stato quello di imporne l’istituzione col blindatissimo Decreto Legge (Decreto fiscale) di accompagnamento alla Finanziaria, e, per giunta, con una delega praticamente in bianco». A questo proposito Ragone sostiene che l’ANDU è  «praticamente» sola «a intendere l’istituzione della Agenzia come un colpo di mano del Ministro». Premesso che  riteniamo non ci sia nulla di male a essere soli ad avanzare una critica di cui si è profondamente convinti, in questo caso ad essere “soli” sono ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, RNRP, SNALS-Università, SUN e UILPA-UR che insieme, nel documento del 14 settembre 2006, avevano scritto, riferendosi anche all’Agenzia, che era «improponibile, in tutti questi contesti, l’uso della legge delega, a maggior ragione nell’ambito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blindato&lt;/span&gt; di una legge finanziaria». Le stesse Organizzazioni il 13 ottobre 2006 hanno ancora scritto: «Le OO.AA. valutano in modo del tutto negativo quanto finora previsto dal Governo, sia sul piano del metodo sia sul piano dei contenuti. Sul piano del metodo, le OO.AA. considerano improprio l’inserimento in una legge finanziaria di norme che disciplinano contenuti, come lo stato giuridico, che devono  trovare la loro disciplina in una legge ordinaria ad essi solo finalizzata. Altrettanto impropria è la introduzione in un decreto legge dell’Agenzia di valutazione. Dietro questi provvedimenti vi sono poi deleghe generiche e gravi manchevolezze».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Ma andiamo al merito delle questioni affrontate da Giovanni Ragone. Egli&lt;br /&gt;scrive: "e' evidentemente risibile definire "un flop", o un semplice organo&lt;br /&gt;di consulenza del ministro l'Agenzia ancora prima che nasca (invertendo tra&lt;br /&gt;l'altro la vostra tradizionale posizione di ostilita' verso la possibile&lt;br /&gt;invadenza del nuovo organismo nella gestione)."&lt;br /&gt;Sull'Agenzia la posizione dell'ANDU e' stata espressa piu' volte. Ecco&lt;br /&gt;quanto abbiamo scritto, per esempio, il 7 settembre 2006:&lt;br /&gt;"L'ANDU ritiene invece ("invece" rispetto a un'Agenzia 'forte', ndr)&lt;br /&gt;opportuna l'introduzione di un sistema di valutazione discusso con la&lt;br /&gt;comunita' universitaria ("mai piu' riformismo dall'alto"!) - si citava un&lt;br /&gt;impegno non mantenuto di Mussi, ndr -, basato su criteri e metodi che&lt;br /&gt;tengano conto della diversita' degli ambiti disciplinari e della&lt;br /&gt;complessita' del lavoro universitario, e che lasci alla responsabilita'&lt;br /&gt;politica i conseguenti interventi. Un sistema di valutazione che non deve&lt;br /&gt;tradursi in un maggiore controllo gerarchico delle carriere e che non&lt;br /&gt;'subappalti' l'autonomia universitaria ai poteri forti politico-accademici".&lt;br /&gt;   Una 'buona' Agenzia, come quella che auspichiamo, non deve fare la&lt;br /&gt;'rivoluzione', come si ostina invece a sostenere Mussi.&lt;br /&gt;   La vera rivoluzione nell'Universita' italiana la si fa combattendo e&lt;br /&gt;smantellando i poteri forti accademici che l'hanno 'sequestrata' e che la&lt;br /&gt;stanno demolendo per controllare completamente le risorse pubbliche.&lt;br /&gt;   Per fare una vera rivoluzione bisogna fare leggi 'strutturali' che&lt;br /&gt;eliminino il precariato, la cooptazione personale nel reclutamento, il&lt;br /&gt;controllo anche 'umano' delle carriere. Rivoluzionario e' rivedere&lt;br /&gt;radicalmente una 'riforma' della didattica che sta gravemente danneggiando&lt;br /&gt;gli studenti e le loro famiglie. Rivoluzionario e' istituire un Organo&lt;br /&gt;nazionale di autogoverno, non corporativo e non frammentato, che&lt;br /&gt;rappresenti e difenda l'autonomia del Sistema nazionale delle Universita'&lt;br /&gt;dai poteri forti accademico-politici. Rivoluzionario e' investire molto&lt;br /&gt;(non ridurre i finanziamenti!) sull'Alta formazione e sulla Ricerca&lt;br /&gt;statali, invece che sulle Universita' private, sulla fantomatica ricerca&lt;br /&gt;industriale e sugli auto-proclamati Centri di eccellenza.&lt;br /&gt;   Mussi, al contrario, continua a ripetere che l'Agenzia "sara' una&lt;br /&gt;rivoluzione, se ci libereremo dall'ossessione del controllo dei processi, a&lt;br /&gt;monte, per spostare il baricentro del governo del sistema sulla verifica&lt;br /&gt;dei risultati, a valle", come ha dichiarato (anche) nell'intervista al&lt;br /&gt;Settimanale Carta del 18/24 novembre 2006 (nota 2).&lt;br /&gt;   Nella stessa intervista alla fine e' stata rivolta al Ministro la seguente&lt;br /&gt;domanda: "L'Andu, fra gli altri ("fra gli altri", non da sola!, ndr),&lt;br /&gt;contesta la decisione di istituire l'Agenzia per la valutazione degli&lt;br /&gt;atenei nella finanziaria. Perche' questa scelta? Da chi sara' formata&lt;br /&gt;l'agenzia e come verra' garantita la sua indipendenza?"&lt;br /&gt;   A questa domanda Mussi, tra l'altro, risponde: "L'Agenzia sara' una&lt;br /&gt;struttura terza a composizione internazionale, indipendente sia rispetto&lt;br /&gt;all'universita' e agli enti di ricerca che rispetto al ministero."&lt;br /&gt;Anche alla luce di queste affermazioni, come si puo' non definire un flop,&lt;br /&gt;come abbiamo scritto, l'annunciata "Agenzia 'indipendente' per la&lt;br /&gt;valutazione"?&lt;br /&gt;   Un'Agenzia in cui TUTTI i componenti del Direttivo sono nominati dal&lt;br /&gt;Ministro non puo' essere definita indipendente dal Ministro. E la nomina&lt;br /&gt;ministeriale non e' una necessita', come scrive invece Ragone, ma una&lt;br /&gt;precisa scelta politica, motivata dal Mussi come l'unica esente da logiche&lt;br /&gt;spartitorie. Una motivazione, questa, istituzionalmente inaccettabile per&lt;br /&gt;una scelta che meno di un mese prima non era ritenuta 'necessaria', visto&lt;br /&gt;che il sottosegretario Luciano Modica ne aveva annunciata una diversa.&lt;br /&gt;   Insistere, contro ogni evidenza, nella pretesa che un'Agenzia interamente&lt;br /&gt;nominata dal Ministro sia indipendente dal Ministro, non e' certo un buon&lt;br /&gt;inizio per farne, come auspicato da Ragone, un "organo di valutazione&lt;br /&gt;legittimato, (e) autorevole".&lt;br /&gt;   Detto questo, e cioe' che questa Agenzia e' un organo di consulenza del&lt;br /&gt;Ministro, logica e buon senso vorrebbero che i compiti assegnati a un&lt;br /&gt;Organismo cosi' fatto siano 'congrui', e comunque essi non possono (non&lt;br /&gt;devono) essere 'rivoluzionari'. A questo proposito invitiamo a tenere&lt;br /&gt;conto, in particolare, delle puntuali osservazioni di Alessandro Ferrara su&lt;br /&gt;Europa del 15 febbraio 2007 (nota 3).&lt;br /&gt;   Insomma, bisogna stare attentissimi a non fare dell'Agenzia una sorta di&lt;br /&gt;'Angelo vendicatore', che concretamente diventerebbe uno strumento di&lt;br /&gt;potere in mano a coloro che gia' da anni dominano sull'Universita' italiana.&lt;br /&gt;Va tenuto anche presente che il problema dell'uso autoritario delle Agenzie&lt;br /&gt;di valutazione e' stato posto anche in altri Paesi, dove peraltro non&lt;br /&gt;esistono poteri accademici cosi' pervasivi e devastanti, abituati a dettare&lt;br /&gt;legge al Governo e al Parlamento, come quelli operanti in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Registriamo positivamente, nel messaggio di Ragone, che "alcuni dei punti"&lt;br /&gt;(quali?) da noi sollevati "sono importanti, e sono oggetto di riflessione"&lt;br /&gt;in sede ministeriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Il consigliere Ragone conclude escludendo che l'Agenzia possa valutare "i&lt;br /&gt;casi singoli". Il sottosegretario Modica invece, tempo fa, aveva annunciato&lt;br /&gt;il contrario. Speriamo di leggere nel regolamento dell'Agenzia l'esplicito&lt;br /&gt;divieto di valutazione dei singoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   17 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;= Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "La 'rivoluzione' di Mussi"&lt;br /&gt;del 15.2.07:&lt;br /&gt;http://www.orizzontescuola.it/article13984.html&lt;br /&gt;= Nota 2. Per leggere l'intervista del ministro Fabio Mussi al Settimanale&lt;br /&gt;Carta del 18/24 novembre 2006:&lt;br /&gt;http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx?doc=189&lt;br /&gt;= Nota 3. Per l'intervento di Alessandro Ferrara "Si' all'Agenzia ma cosi'&lt;br /&gt;e' troppo ministeriale", su Europa del 15.2.07:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/02/15SIB4013.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;=============&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Giovanni Ragone, consigliere del Ministro dell'UR, all'ANDU:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   "Cari amici dell'ANDU, siete praticamente i soli, nel vasto campo dei&lt;br /&gt;soggetti sia istituzionali che associativi dell'Universita' e della&lt;br /&gt;Ricerca, a intendere l'istituzione della Agenzia come un colpo di mano del&lt;br /&gt;Ministro. Ad ogni riunione di consultazione, sia istituzionale che di&lt;br /&gt;esperti di valutazione, registriamo viceversa un vastissimo consenso di&lt;br /&gt;fondo.&lt;br /&gt;   Siamo consapevoli del fatto che si tratta di una riforma di importanza&lt;br /&gt;strategica, che avra' un forte impatto. Stiamo lavorando per esaminare&lt;br /&gt;tutti i suggerimenti ricevuti, e per migliorare l'impianto. Detto questo,&lt;br /&gt;e' evidentemente risibile definire "un flop", o un semplice organo di&lt;br /&gt;consulenza del ministro l'Agenzia ancora prima che nasca (invertendo tra&lt;br /&gt;l'altro la vostra tradizionale posizione di ostilita' verso la possibile&lt;br /&gt;invadenza del nuovo organismo nella gestione).&lt;br /&gt;   Alcuni dei punti che sollevate sono importanti, e sono oggetto di&lt;br /&gt;riflessione. E' evidente che nell'impossibilita' di costituire una nuova&lt;br /&gt;"authority", l'unica soluzione per garantire un'effettiva terzieta' di un&lt;br /&gt;organismo che necessariamente va nominato dal Governo sta nel definire con&lt;br /&gt;maggiore nettezza e trasparenza - ed e' uno dei suggerimenti possibili, tra&lt;br /&gt;i molti che ci sono stati dati - i soggetti  che possono proporre&lt;br /&gt;candidature per un "search committee" indipendente (due sono gia'&lt;br /&gt;individuati a livello europeo). Occorre che sia chiara l'effettiva&lt;br /&gt;indipendenza del "search committee" stesso, e che sia garantita la&lt;br /&gt;trasparenza delle autocandidature e il profilo di competenza richiesto.&lt;br /&gt;   Inoltre e' vero che non e' realistica una piena e immediata operativita'&lt;br /&gt;dell'Agenzia. E con cio'? La gradualita' e' prevista a questo mondo. Ma e'&lt;br /&gt;impossibile attuare una vera politica di incentivazione/disincentivazione&lt;br /&gt;senza un organo di valutazione legittimato, autorevole e indipendente.&lt;br /&gt;Sul tema "Agenzia e reclutamento": anche questa materia credo sia giusto&lt;br /&gt;che diventi oggetto di valutazione, in particolare i criteri e le politiche&lt;br /&gt;generali decise dagli Atenei o dai loro dipartimenti (non i casi singoli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Giovanni Ragone"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;No virus found in this incoming message.&lt;br /&gt;Checked by AVG Free Edition.&lt;br /&gt;Version: 7.5.441 / Virus Database: 268.18.1/690 - Release Date: 16/02/2007&lt;br /&gt;14.25&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-45979819465465685?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/45979819465465685/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=45979819465465685' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/45979819465465685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/45979819465465685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/anvur-dal-consigliere-ragone-allandu.html' title='ANVUR. Dal Consigliere Ragone all&apos;Andu'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-1570475935119689515</id><published>2007-03-01T06:47:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T06:48:25.977-08:00</updated><title type='text'>Università. spot e marketing</title><content type='html'>[da editare]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da AFFARI&amp;FINANZA di Repubblica del 12 febbraio 2007:&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;"Spot e marketing per "catturare" studenti ma i corsi piu' stravaganti&lt;br /&gt;restano deserti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un capo all'altro della penisola e' un fiorire di lauree che definire&lt;br /&gt;curiose e' poco: c'e' quella di Scienze del fiore e c'e' pure quella di&lt;br /&gt;Scienze dell'igiene e del benessere del cane e del gatto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUIGI DELL'OLIO&lt;br /&gt;Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    A Pavia si studia perdiventare dottori in Scienze del fiore e del verde,&lt;br /&gt;mentre bisogna andare a Pisa per conquistare una laurea in Informatica&lt;br /&gt;umanistica. Ad Aosta hanno invece istituito un corso di laurea in Scienze e&lt;br /&gt;tecniche psicologiche delle relazioni di aiuto e a Bari uno in Scienze&lt;br /&gt;dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto. Sono&lt;br /&gt;alcuni dei corsi di laurea dai nomi curiosi, a volte sicuramente&lt;br /&gt;stravaganti che sono stati attivati negli ultimi anni. Con l'introduzione&lt;br /&gt;dell'autonomia universitaria e la riforma del 3+2, gli atenei italiani&lt;br /&gt;hanno moltiplicato l'offerta formativa con un obiettivo preciso: quello di&lt;br /&gt;"catturare" il maggior numero di iscritti. Ma anche le conseguenze sono&lt;br /&gt;ovvie: viene dato il via a decine di corsi con un numero di immatricolati&lt;br /&gt;che e' possibile contare sulle dita delle mani.&lt;br /&gt;    In ballo c'e' un mercato di 300-330mila "clienti", vale a dire il numero&lt;br /&gt;di giovani che ogni anno entra nel mondo dell'universita'. Attirare il&lt;br /&gt;numero piu' alto possibile di persone vuoi dire per gli atenei non solo&lt;br /&gt;incrementare le entrate dirette (attraverso le rette), ma anche il&lt;br /&gt;prestigio, che permette a sua volta di conquistare docenti illustri, che a&lt;br /&gt;loro volta richiamano altri iscritti e conseguenti nuove entrate.&lt;br /&gt;    A questo scopo gli atenei fanno ricorso a ogni genere di strumento di&lt;br /&gt;marketing, a cominciare dai manifesti pubblicitari e dagli spot televisivi,&lt;br /&gt;che nella maggior parte dei casi giocano 1° carta della provocazione o&lt;br /&gt;dell'ironia. Si sfruttano i canali della comunicazione moderna, da internet&lt;br /&gt;ai videogiochi e si fa un largo ricorso alle lauree honoris causa,&lt;br /&gt;dispensate a piene mani a personaggi della tv e dello sport. L'importante&lt;br /&gt;e' finire sotto i riflettori dei media, far parlare di se', nel bene o nel&lt;br /&gt;male.&lt;br /&gt;    "L'universita' si sta aprendo alle dinamiche del mercato e questo di per&lt;br /&gt;se' non e' un male - osserva Mauro Santomauro, responsabile della didattica&lt;br /&gt;e de1l'orientamento presso il Politecnico di Milano - Molti diplomati non&lt;br /&gt;hanno idea del mondo universitario e l'informazione in tal senso puo'&lt;br /&gt;favorire l'inserimento. L'importante e' non confondere comunicazione e&lt;br /&gt;pubblicita': la sovrapposizione finisce col favorire i messaggi ammiccanti&lt;br /&gt;e con il compromettere la qualita' degli iscritti".&lt;br /&gt;    Alla Bocconi hanno inventato un gioco per cellulari, intitolato "Ice&lt;br /&gt;scream empire". L'utente e' chiamato a simulare la conduzione di una&lt;br /&gt;piccola azienda di gelati: dalla registrazione dell'impresa all'assunzione&lt;br /&gt;dei collaboratori, agli investimenti in comunicazione. "L'obiettivo&lt;br /&gt;principale e' sensibilizzare il largo pubblico ai temi dell'economia -&lt;br /&gt;spiega Mirka Giacoletto Papas, responsabile marketing e comunicazione&lt;br /&gt;dell'ateneo milanese - Siamo un ateneo a numero chiuso,  per cui non&lt;br /&gt;utilizziamo questo strumento per accrescere il numero di iscritti; semmai&lt;br /&gt;per ampliare la base di interessati e innalzare quindi il livello&lt;br /&gt;qualitativo dei selezionati".&lt;br /&gt;    Nel 2002/03, primo anno di applicazione della formula 3+2, il ministero&lt;br /&gt;dell'Universita' ha censito 3.838 corsi di laurea, 2.917 di primo livello e&lt;br /&gt;736 di secondo. Ma nel giro di pochi anni la situazione e' esplosa, tanto&lt;br /&gt;che quest'anno si e' toccata quota 5.434: un'impennata del 41 % (con le&lt;br /&gt;lauree specialistiche piu' che triplicate) in quattro anni, a fronte di una&lt;br /&gt;popolazione di immatricolati rimasta pressoche' inalterata. Alcuni corsi&lt;br /&gt;quest'anno non sono partiti perche' andati deserti nel recente passato, ma&lt;br /&gt;in molti casi sono stati prontamente sostituiti da altri simili. "In Italia&lt;br /&gt;c'e' una situazione paradossale spiega Guido Fiegna, membro del Cnvsu&lt;br /&gt;(Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario), organo&lt;br /&gt;consultivo del mistero dell'Universita' - Da un lato abbiamo appena il 13%&lt;br /&gt;di giovani tra i 25 e i 34 anni con un diploma di laurea, contro il 18%&lt;br /&gt;della media Ocse. Dall'altro c'e' un'offerta formativa  sovradimensionata&lt;br /&gt;rispetto alle necessita'". Punta l'indice contro il 3+2 Nunzio Miraglia,&lt;br /&gt;docente all'Universita' di Palermo e coordinatore nazionale dell'Andu&lt;br /&gt;(Associazione nazionale docenti universitari): "Quello a cui assistiamo&lt;br /&gt;oggi e' la conseguenza diretta di una riforma adottata in tutta fretta,&lt;br /&gt;senza riflessione, ne' confronto con le parti interessate, vale a dire&lt;br /&gt;docenti e studenti. Cosi', se da una parte abbiamo laureati triennali che&lt;br /&gt;non interessano al mercato, dall'altro assistiamo a decine di corsi&lt;br /&gt;specialistici con pochissimi iscritti". Fiegna attribuisce le&lt;br /&gt;responsabilita' dello status quo agli stessi atenei: "Il nostro comitato -&lt;br /&gt;precisa - ha provato ad arginare il fenomeno identificando dei requisiti&lt;br /&gt;minimi per avviare i corsi, primo fra tutti la presenza di almeno nove&lt;br /&gt;docenti. Il risultato e' stato che alcuni atenei hanno ridotto la dotazione&lt;br /&gt;organica sino a questa cifra, destinando gli altri docenti alla nascita di&lt;br /&gt;nuovi corsi".&lt;br /&gt;    Due i motivi principali che spiegano questo boom, entrambi legati a&lt;br /&gt;equilibri di potere. "L'istituzione di nuovi corsi soddisfa le ambizioni&lt;br /&gt;del personale docente e perpetua la gestione del potere accademico in capo&lt;br /&gt;alle stesse persone per anni", accusa Miraglia, che punta il dito anche&lt;br /&gt;contro il proliferare di atenei sul territorio della Penisola. "La logica&lt;br /&gt;e' la stessa - spiega - a cambiare sono solo i protagonisti: i detentori&lt;br /&gt;del potere politico a livello locale si fanno vanto di aver creato nuove&lt;br /&gt;sedi universitarie, spesso senza preoccuparsi se vi sia o meno una domanda&lt;br /&gt;sufficiente"."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-1570475935119689515?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/1570475935119689515/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=1570475935119689515' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1570475935119689515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1570475935119689515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/universit-spot-e-marketing.html' title='Università. spot e marketing'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-1855343683516810358</id><published>2007-03-01T06:45:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T06:46:28.542-08:00</updated><title type='text'>Corruzione strutturale</title><content type='html'>[da editare]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CORRUZIONE STRUTTURALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Diffondiamo volentieri il contributo qui allegato di Alessandro Ferrara&lt;br /&gt;che affronta il nodo centrale del potere accademico italiano, quello che&lt;br /&gt;piu' volte l'ANDU ha definito il 'mercato dei concorsi' e che genera&lt;br /&gt;nepotismo, clientelismo e corruzione. Fenomeni questi che non si eliminano&lt;br /&gt;ne' con le campagne talvolta scandalistiche, ne' con l'Agenzia e nemmeno&lt;br /&gt;con la magistratura.&lt;br /&gt;    Come scrive giustamente Ferrara, il problema e' strutturale. E cio' e'&lt;br /&gt;quanto sostiene da anni anche l'ANDU, che chiede proprio sul piano&lt;br /&gt;strutturale un intervento urgente e radicale.&lt;br /&gt;    Bisogna infatti fare 'saltare' le attuali dinamiche - ben descritte da&lt;br /&gt;Ferrara - che rendono subalterno, scientificamente e umanamente, il docente&lt;br /&gt;che vuole avanzare nella carriera a chi 'deve' trovargli il budget per un&lt;br /&gt;finto concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Da anni l'ANDU propone il superamento STRUTTURALE dell'attuale&lt;br /&gt;insostenibile situazione prevedendo che l'ingresso nel ruolo docente&lt;br /&gt;avvenga per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e che&lt;br /&gt;il passaggio di fascia avvenga per idoneita' nazionale individuale (a&lt;br /&gt;numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,&lt;br /&gt;senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e&lt;br /&gt;continuera' a lavorare.&lt;br /&gt;    Per il passaggio di fascia e' INDISPENSABILE prevedere uno specifico&lt;br /&gt;budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.&lt;br /&gt;    Le commissioni nazionali, per i concorsi d'ingresso e per i passaggi di&lt;br /&gt;fascia, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;    Solo in tal modo e' possibile in Italia impedire la cooptazione personale&lt;br /&gt;e il controllo anche 'umano' negli avanzamenti di carriera basato sulla&lt;br /&gt;'necessita'' di conquistare, caso per caso, il 'budget differenziale'.&lt;br /&gt;Quanto proposto dall'ANDU va nella direzione opposta a quanto previsto dal&lt;br /&gt;Progetto di legge Tessitore, presentato assieme ad altri Deputati&lt;br /&gt;dell'Ulivo, e alla 'piramidalizzazione' della docenza che il ministro Mussi&lt;br /&gt;vuole imporre agli Atenei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    11 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;======&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contributo di Alessandro Ferrara*:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Aria brutta per i furbi che influenzano i concorsi universitari nella piu'&lt;br /&gt;completa impunita' o quasi. Cosi' ha piu' volte annunciato il Ministro&lt;br /&gt;Mussi in uscite pubbliche e interviste. Da piu' parti si plaude al ruolo&lt;br /&gt;dissuasore che la neonata Agenzia di valutazione avra' sul nepotismo&lt;br /&gt;endemico della nostra macchina universitaria. La volonta' politica sembra&lt;br /&gt;esserci. Ma e' adeguata la diagnosi?&lt;br /&gt;    Il Ministro ha dichiarato in un'intervista che il fatto che con qualunque&lt;br /&gt;sistema concorsuale fin qui provato si riproduce la stessa corruzione&lt;br /&gt;rimanda a "un problema culturale che va risolto prima di dedicarsi alle&lt;br /&gt;alchimie del concorso perfetto". Ma e' solo un problema culturale? &lt;br /&gt;    Una studiosa americana come Susan Rose-Ackerman, famosa nel mondo per i&lt;br /&gt;suoi studi comparativi sulla corruzione e autrice di una delle piu'&lt;br /&gt;interessanti analisi sulla lezione che i paesi latinoamericani possono&lt;br /&gt;trarre dalla vicenda italiana della maxi-tangente Enimont, sostiene che la&lt;br /&gt;repressione per via giudiziaria ovunque alla lunga e' impotente a&lt;br /&gt;contrastare la corruzione se questa gode di un incentivo strutturale nel&lt;br /&gt;settore di riferimento. In altri termini, se il guadagno addizionale&lt;br /&gt;ottenibile con il comportamento corrotto supera continuativamente e&lt;br /&gt;nettamente il rischio di sanzioni, nel lungo periodo la repressione non ce&lt;br /&gt;la fa a contrastare il fenomeno. &lt;br /&gt;    Torniamo al caso dell'universita'. Se in Italia, a differenza degli USA,&lt;br /&gt;non abbiamo tenure-track, ovvero non c'e' obbligo per l'universita' che&lt;br /&gt;assume un ricercatore di procurarsi il budget per i suoi futuri avanzamenti&lt;br /&gt;di carriera subordinandoli solo a un giudizio di merito, ma se invece il&lt;br /&gt;giudizio di merito - emesso da una commissione concorsuale - neanche viene&lt;br /&gt;in essere se prima non e' stata vinta una dura e vera battaglia per&lt;br /&gt;l'impiego delle scarse risorse presenti nelle facolta', non ci troviamo qui&lt;br /&gt;di fronte a un elemento strutturale, e non soltanto culturale, che&lt;br /&gt;incentiva la corruzione? &lt;br /&gt;    E' evidente infatti che le qualita' che un candidato deve avere per&lt;br /&gt;assicurarsi che fra tutte le aspirazioni di carriera presenti nella sua&lt;br /&gt;facolta' proprio la sua, assieme a quella di pochi altri fortunati, si&lt;br /&gt;traduca in un bando di concorso e che la volonta' di bandire questa&lt;br /&gt;piuttosto che quella materia si mantenga per tutto il tempo necessario&lt;br /&gt;nelle lunghe stagioni pre-concorsuali italiane (come questa che si annuncia&lt;br /&gt;adesso, ad esempio) sono qualita' completamente diverse dal chinare il capo&lt;br /&gt;sui libri. Bisogna tenere insieme maggioranze, stringere accordi, fare&lt;br /&gt;patti, poi eleggere commissari, tutte lodevoli attivita' ma che&lt;br /&gt;disgraziatamente richiedono capacita' che con l'eccellenza nello studio&lt;br /&gt;mantengono un rapporto assai tenue.&lt;br /&gt;    E se stesse proprio nella "marcia in piu'" (in piu' rispetto alla qualita'&lt;br /&gt;dei propri studi) che e' oggi condizione necessaria per vincere un concorso&lt;br /&gt;- in primis la capacita' di tessere rapporti che conducano al famoso "bando&lt;br /&gt;di concorso", di proporsi come centro di una rete, di ottenere l'elezione&lt;br /&gt;di commissari ben disposti, di mantenere questa buona disposizione nel&lt;br /&gt;tempo, ecc - se fosse in questa variabile strutturale, e per nulla solo&lt;br /&gt;culturale, la spiegazione dell'ostinato persistere di quella corruzione che&lt;br /&gt;ha reso il termine italiano "concorso" una parola nota ai colleghi&lt;br /&gt;stranieri, in cui suscita sempre un sorriso? Se fosse qui una delle ragioni&lt;br /&gt;del suo resistere a ogni riforma?&lt;br /&gt;    La conclusione da trarne sarebbe che e' vana la speranza di contrastarla&lt;br /&gt;con la magistratura - strada che fra l'altro impone piu' rischi al&lt;br /&gt;ricorrente, colpito da immediato ostracismo, che al corrotto, certo che una&lt;br /&gt;eventuale condanna ci mettera' anni a colpirlo - se non si attaccano le&lt;br /&gt;basi strutturali della corruzione. Adottiamolo davvero, il sistema&lt;br /&gt;americano della tenure-track ed elimineremo le premesse sui cui poggiano i&lt;br /&gt;comportamenti corrotti nostrani. Il cambio di "cultura istituzionale"&lt;br /&gt;seguira' allora, con i suoi tempi e l'aiuto della repressione giudiziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Alessandro Ferrara e' ordinario di Filosofia politica presso l'Universita'&lt;br /&gt;di Roma "Tor Vergata" e Presidente della Societa' Italiana di Filosofia&lt;br /&gt;Politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-1855343683516810358?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/1855343683516810358/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=1855343683516810358' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1855343683516810358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1855343683516810358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/corruzione-strutturale.html' title='Corruzione strutturale'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-1132950913796427621</id><published>2007-03-01T06:42:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T06:43:09.770-08:00</updated><title type='text'>Corrotti, eccellenti e sovrani</title><content type='html'>[da editare]&lt;br /&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"CORROTTI", "ECCELLENTI" E "SOVRANI"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Nell'intervento di Alberto Abruzzese "Nell'universita' 'democraticista'&lt;br /&gt;sono corrotto anch'io", apparso sul Riformista del 30 gennaio 2007 (v.&lt;br /&gt;nota), tra l'altro si legge:&lt;br /&gt;     "O si cambiano le regole o saranno proprio le regole a portarci alla&lt;br /&gt;rovina. O si affoga in una malattia generalizzata oppure si inventano nuovi&lt;br /&gt;modi di garantire organizzazioni efficienti e produttive in grado di&lt;br /&gt;rimpiazzare ideologia e forme degli attuali organi collegiali (consigli di&lt;br /&gt;ateneo, consigli di amministrazione, consigli di facolta' e di corsi di&lt;br /&gt;laurea, direzioni di dipartimento e via dicendo)."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Da anni l'ANDU propone una riforma radicale dell'Universita' per&lt;br /&gt;assicurarne efficienza e qualita'.&lt;br /&gt;    Per questo si deve eliminare la cooptazione personale nella formazione, il&lt;br /&gt;reclutamento e la carriera dei docenti, che si basa sul localismo delle&lt;br /&gt;scelte, con gli 'annessi' fenomeni di nepotismo e di clientelismo.&lt;br /&gt;    Assieme alla riforma della docenza occorre, nell'ambito di un Sistema di&lt;br /&gt;autogoverno nazionale delle Universita', riorganizzare gli Atenei,&lt;br /&gt;prevedendo una nuova composizione e nuovi compiti degli Organi collegiali,&lt;br /&gt;per realizzare una maggiore partecipazione e per rendere finalmente&lt;br /&gt;effettiva la democrazia nell'Universita' (v. in calce le proposte dell'ANDU).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Solo con queste riforme si puo' impedire la definitiva cancellazione&lt;br /&gt;dell'Universita' statale, di massa e di qualita', e si possono smantellare&lt;br /&gt;i potentati accademici che la stanno portando alla rovina e che Abruzzese&lt;br /&gt;descrive nell'ultima parte del suo intervento che qui riportiamo:&lt;br /&gt;    "(∑) a compiere scelte decisive in un momento cosi' drammatico per noi e&lt;br /&gt;soprattutto per coloro per i quali lavoriamo, ci sono sempre di piu'&lt;br /&gt;persone dei "quartieri alti". In ogni diramazione della stampa, della&lt;br /&gt;televisione, dell'imprenditoria, della politica, questi docenti eccellenti&lt;br /&gt;sono sovrani (si mettano o meno in vista, a seconda delle loro inclinazioni&lt;br /&gt;e del loro calcolo o anche secondo le opportunita' del caso): qualcuno di&lt;br /&gt;loro ha straordinarie doti strategiche e tattiche, e va detto che, al&lt;br /&gt;contrario dei loro colleghi dei "quartieri bassi", spesso si tratta di&lt;br /&gt;sofisticati conoscitori della macchina universitaria, infaticabili e&lt;br /&gt;espertissimi suoi artifici. Splendidi costruttori di trame, anche se&lt;br /&gt;svuotano dall'interno i palazzi che edificano, resi sicuri da un potere che&lt;br /&gt;nessuno e' piu' in grado di togliere loro (potrebbe consentirlo solo&lt;br /&gt;l'annunciato ricambio generazionale di un prossimo massiccio pensionamento,&lt;br /&gt;ma rischia di avvenire agli ultimi cancelli proprio delle generazioni in&lt;br /&gt;uscita). Ho fatto un sogno: un mondo nuovo in cui questi signori&lt;br /&gt;dell'universita', grazie alla sicurezza acquisita nelle proprie trame di&lt;br /&gt;dominio, accettavano di inserire contenuti nello loro strategie e dare&lt;br /&gt;trasparenza alle loro relazioni sociali per iniziare finalmente un processo&lt;br /&gt;di riqualificazione delle istituzioni in cui occupano un peso cosi'&lt;br /&gt;determinante. La politica a volte si e' servita anche di queste svolte.&lt;br /&gt;Chissa' che il mio sogno non possa avverarsi."&lt;br /&gt;    31 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota. Per leggere l'intervento di Alberto Abruzzese "Nell'universita'&lt;br /&gt;'democraticista' sono corrotto anch'io", apparso sul Riformista del 30.1.07:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/01/30SI42005.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;== PROPOSTE DELL'ANDU SU ORGANIZZAZIONE E DOCENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI&lt;br /&gt;    Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale&lt;br /&gt;delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,&lt;br /&gt;tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una&lt;br /&gt;rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa&lt;br /&gt;(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.&lt;br /&gt;    Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di&lt;br /&gt;Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.&lt;br /&gt;    Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e&lt;br /&gt;ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi&lt;br /&gt;e degli studenti.&lt;br /&gt;    Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere&lt;br /&gt;sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere&lt;br /&gt;tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza&lt;br /&gt;dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo&lt;br /&gt;dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.&lt;br /&gt;    Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei&lt;br /&gt;Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di&lt;br /&gt;Corso di Studio.&lt;br /&gt;    Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),&lt;br /&gt;eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.&lt;br /&gt;    Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere&lt;br /&gt;interni all'Ateneo stesso.&lt;br /&gt;    Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di&lt;br /&gt;Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,&lt;br /&gt;rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero&lt;br /&gt;'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'&lt;br /&gt;dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.&lt;br /&gt;    La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere&lt;br /&gt;normati dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- DOCENZA&lt;br /&gt;    Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,&lt;br /&gt;articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso nel ruolo docente per&lt;br /&gt;concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di&lt;br /&gt;fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato&lt;br /&gt;e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata&lt;br /&gt;della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.&lt;br /&gt;    Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico&lt;br /&gt;budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.&lt;br /&gt;    Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere&lt;br /&gt;interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.&lt;br /&gt;    Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura con adeguata&lt;br /&gt;retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi&lt;br /&gt;pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a&lt;br /&gt;quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.&lt;br /&gt;    Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di&lt;br /&gt;almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla&lt;br /&gt;di figure precarie.&lt;br /&gt;    Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,&lt;br /&gt;prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso&lt;br /&gt;ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.&lt;br /&gt;    Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti&lt;br /&gt;a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;==========================&lt;br /&gt;= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con&lt;br /&gt;oggetto "notizie ANDU"&lt;br /&gt;= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad&lt;br /&gt;anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"&lt;br /&gt;= per leggere i documenti dell'ANDU:&lt;br /&gt;www.bur.it/sezioni/sez_andu.php&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newindex&amp;amp;cat&lt;br /&gt;id=24&lt;br /&gt;= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-1132950913796427621?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/1132950913796427621/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=1132950913796427621' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1132950913796427621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1132950913796427621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/03/corrotti-eccellenti-e-sovrani.html' title='Corrotti, eccellenti e sovrani'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-4791861605123119769</id><published>2007-02-05T02:58:00.000-08:00</published><updated>2007-03-01T06:37:38.862-08:00</updated><title type='text'>Le novità di Mussi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ANDU &lt;span style="font-size:78%;"&gt;- 29 gennaio 2007&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;LE NOVITÀ DI MUSSI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html#1."&gt;La solita storia dell’Autonomia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html#due"&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;/span&gt;precarizzazione del ruolo dei docenti.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html#tre"&gt;E gli Usa?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html#quattro"&gt;Una considerazione.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html#cinque"&gt;Appendice&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="1."&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La solita storia dell'autonomia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il ministro Fabio Mussi, su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 14 gennaio 2007, ha scritto: «Il governo sta provando ad inventarsi qualcosa per ridurre al minimo gli elementi clientelari e nepotistici che hanno afflitto tanti passati concorsi, quali ne fossero le regole». Nell’articolo dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Unità&lt;/span&gt; del 27 gennaio 2007 in calce integralmente riportato si legge:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt; «Mussi ha anche fatto cenno al sistema attuale di assunzione dei ricercatori, sottolineando di essere in linea teorica per l'abolizione dei concorsi. Tu chiami chi vuoi - ha chiarito - poi io ti valuto, e dopo ripetuti errori ti levo i soldi».  Mussi ha posto l’attenzione sulla autonomia degli atenei e della comunità scientifica, che attraverso la nuova agenzia di valutazione di imminente varo “dovrà assumersi la responsabilità sulla base dei titoli di assumere qualcuno, poi l'agenzia&lt;br /&gt;valuterà”».&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Insomma Mussi, per combattere il clientelismo e il nepotismo, vorrebbe aumentare l’autonomia locale nel reclutamento, salvo, dopo “ripetuti errori”, levare i soldi sulla base dei giudizi della «nuova agenzia di valutazione di imminente varo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli argomenti a favore dell’autonomia locale nel reclutamento sono gli stessi che portarono all’approvazione nel 1998 della legge Berlinguer sui concorsi locali a ordinario e ad associato, legge che produsse quei fenomeni di localismo, clientelismo e nepotismo, qualche anno dopo ‘scoperti’ da tutti (compresi gli ‘autori’ della legge).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco una sintesi della ‘propaganda’ di allora a sostegno dei concorsi locali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Giorgio De Rienzo sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 6.7.96 scriveva che con le nuove norme della legge &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;/span&gt;Berlinguer «i nuovi concorsi dovrebbero sfuggire alle vecchie logiche mafiose. Infatti sarà più difficile per i membri della commissione stabilire accordi truffaldini, poiché si troveranno a decidere su un solo posto, per un singolo ateneo, e non più posti a livello nazionale».&lt;br /&gt;- Angelo Panebianco sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 22.7.96 affermava che solo  «con l’autonomia e la libertà di competizione» si poteva contrastare il provincialismo.&lt;br /&gt;- Umberto Eco su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 23.7.96 sosteneva che la legge &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;/span&gt;Berlinguer «cerca di far funzionare l’università come i giornali o un’altra azienda produttiva. Gli atenei diventano responsabili della scelta del professore di cui hanno bisogno. Ma allora avverrebbe quel che avviene per i giornali: alcuni fanno ottime scelte, vendono bene e sono considerati autorevoli, altri fatti male, e tirano a campare. O chiudono». Se non passa senza sostanziali modifiche la legge &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;/span&gt;Berlinguer “addio Europa”, concludeva.&lt;br /&gt;- Aldo Schiavone su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 24.7.96 asseriva che è «importante non perdere tempo in discussioni improduttive impancate solo per vanificare tutto». &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;/span&gt;Berlinguer, per «vincere una partita difficile», «la conduca con freddezza e duttilità - come sa del resto fare». «Vada per la sua strada, con fermezza e alla luce del sole».&lt;br /&gt;- Marcello Pera sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 25.7.96 dichiarava: «Finalmente abbiamo un bel ministro di destra - ha esordito il senatore berlusconiano -. Proprio quello che ci voleva! Se ha bisogno di aiuto, eccomi qua». «L’essenziale è resistere alle pressioni del partito trasversale che si oppone al rinnovamento. È una lobby potentissima: associati, ricercatori, sindacati dell’università».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra coloro che costituivano (e continuano a costituire) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’opinione pubblica&lt;/span&gt; sulle questioni universitarie, solo Nicola Tranfaglia intuì che «il decentramento così realizzato rischia di accentuare gli aspetti di clientelismo e di localismo già forti nelle nostre università». Per evitare ciò, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;/span&gt;Tranfaglia auspicava una vera autonomia degli atenei per la quale però «non si può non ipotizzare proprio l’abolizione del valore legale del titolo di studio» (da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 25.7.96).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’opinione pubblica&lt;/span&gt; vinse e la legge &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;/span&gt;Berlinguer fu approvata, nonostante le nostre argomentazioni-previsioni di semplice buon senso. Il 27 giugno 1998, prima dell’approvazione della legge Berlinguer, abbiamo scritto:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato risulteranno una finzione come da sempre lo sono quelli a ricercatore. Localismo, nepotismo e clientelismo, già ampiamente esercitati nei concorsi per l’ingresso nella docenza, saranno praticati anche nell’avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto sperimentato con gli attuali meccanismi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;concorsuali» (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Università Democratica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, n. 162-163, p. 5).&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; E nel dicembre 1998 abbiamo aggiunto:&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni ed è ad essi che bisognerà affidarsi, con adeguati comportamenti anche umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera perdita di tempo, un fastidioso ritardo all’attuazione di una scelta già operata» (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Università Democratica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, n. 168-169, p. 7).&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Miscelando (come pare piacere a Mussi) l’assoluta autonomia nel reclutamento con la verifica a posteriori delle scelte da parte dell’Agenzia, il risultato sarà devastante per l’Università, portando ai ‘massimi’ livelli la cooptazione personale e il potere di chi, sul piano nazionale, ha sempre  dominato sull’Università. Per eliminare la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;/span&gt;cooptazione personale e per affidare la scelta di chi reclutare all’autonomia della comunità scientifica proponiamo da sempre di fare svolgere i concorsi a ricercatore, banditi dagli Atenei,  a una commissione nazionale composta solo da ordinari sorteggiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="due"&gt;2.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;precarizzazione del ‘ruolo’ dei docenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nell’articolo dell’Unità si legge anche che Mussi ha detto: «Sono per introdurre il principio del superamento dell’inamovibilità dei docenti universitari». Lo stesso Mussi, su Repubblica del 15 luglio 2006, aveva dichiarato: «bisogna sfatare uno storico tabù dell’università  italiana: chi entra e non fa carriera si sente un fallito. Negli altri Paesi non è così. Docenti dei vari livelli escono dagli atenei e arricchiscono con la loro conoscenza la pubblica amministrazione e le industrie. È necessario prevedere uscite multiple dalla docenza». La precarizzazione dei docenti di ‘ruolo’ è un obiettivo centrale della lobby accademica trasversale che vuole accrescere il suo controllo gerarchico. Un obiettivo già previsto nel disegno dei DS sull’Agenzia per la valutazione, presentato all’inizio del 2006, e nel progetto di legge dell’Ulivo sulla docenza, presentato alla fine del 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="tre"&gt;3.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E gli Usa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il ministro Moratti ha smesso di ripetere, come un ‘disco incantato’, che la docenza universitaria italiana era a forma di “piramide capovolta” solo quando ha smesso di essere ministro. Il ministro Mussi invece, più giustamente, dice che si tratta di una clessidra (in realtà è quasi un cilindro): «20 mila ordinari, 19 mila associati, 22 mila ricercatori». Però, il Ministro, come riporta l’Unità, di questa ‘forma’ si lamenta:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«L’Italia - ha sottolineato Mussi - è l'unico Paese in cui il numero degli ordinari e degli associati è uguale a quello dei ricercatori. Dobbiamo ripristinare la piramide assumendo più ricercatori e aumentando i loro stipendi».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;Lo stesso Mussi aveva scritto su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 14 gennaio 2007 che in Italia l’attuale rapporto tra le tre fasce rappresenta «un assetto surreale del corpo docente», mentre «in tutto il mondo la struttura è a piramide». Forse Mussi non riesce a trovare il tempo di documentarsi, continuando così a ripetere cose sbagliate. Infatti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. “Dobbiamo RIPRISTINARE la piramide”. Ma quando mai c’è stata la piramide? La stessa legge, il DPR 382 del 1980, che ha introdotto le fasce degli associati e dei ricercatori, prevedeva organici nazionali di 15.000 ordinari, 15.000 associati e 16.000 ricercatori.&lt;br /&gt;2. “L'Italia è l’UNICO Paese in cui il numero degli ordinari e degli associati è uguale a quello dei ricercatori”. “In TUTTO il mondo la struttura è a piramide”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli USA fanno parte di "tutto il mondo" allora Mussi farebbe bene a leggere quanto segue:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Complessivamente, il 31% di tutti i docenti a tempo pieno degli Stati Uniti è full professor, il 24% è associate professor e il 22% è assistant professor, mentre il restante 23% occupa altre figure contrattuali meno diffuse. Queste statistiche cambiano drasticamente negli atenei più prestigiosi, dove non è raro che il 70-80% dei docenti sia full professor. Come si vede, la struttura della docenza nelle università americane è tutt’altro che piramidale. Inoltre, come abbiamo detto, i docenti più giovani comunque non dipendono da altri docenti più anziani nè per la loro attività  didattica né per quella di ricerca, e anche le loro prospettive di carriera dipendono solo da organi collegiali ampi e non da singoli docenti anziani» (da pag. 44 di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;L’Università negli Stati Uniti d’America&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di Lorenzo Marrucci).&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Dunque non è vero che «in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutto&lt;/span&gt; il mondo la struttura è a piramide» e non è vero che «l’Italia à l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;unico&lt;/span&gt; Paese in cui il numero degli ordinari e degli associati è uguale a quello dei ricercatori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo l’abbiamo già ‘segnalato’ nel nostro documento del 16 gennaio 2006 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La ‘piramide’ USA,&lt;/span&gt; dove era anche scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Abbiamo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;già detto come non sia opportuno predeterminare alcuna forma geometrica dell’assetto della docenza, che è meglio farla derivare, man mano, dall’accertamento, senza clientelismi e senza nepotismi, delle capacità didattiche e scientifiche maturate dai singoli docenti».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="quattro"&gt;4.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una considerazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non è facile fare il Ministro per una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;&lt;/span&gt;Università statale, di massa e di&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;&lt;/span&gt; qualità. Finora nessuno l’ha fatto. Nessun Ministro ha mai operato per realizzare l’autogoverno del Sistema nazionale delle Università e metterlo così in grado di difendere l’autonomia universitaria dai poteri forti accademico-politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="cinque"&gt;5.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Appendice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dall’Unità del 27 gennaio 2007:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mussi: «Aumenterò&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;&lt;/span&gt; del 20% lo stipendio dei ricercatori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Gli stipendi dei ricercatori sono oltraggiosi, voglio aumentarli del 20%». Lo ha detto il ministro per l’Università e la Ricerca, Fabio Mussi, durante un incontro in una sezione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;&lt;/span&gt;Ds di Roma. «L’Italia - ha sottolineato Mussi - è l'unico Paese in cui il numero degli ordinari e degli associati è uguale a quello dei ricercatori. Dobbiamo ripristinare la piramide assumendo più ricercatori e aumentando i loro stipendi». Allargando il discorso, il ministro ha garantito che sono in arrivo nei prossimi anni «una barcata di soldi per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;&lt;/span&gt;università e ricerca, e chi è&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;&lt;/span&gt; più bravo li prende». Non usa mezzi termini Mussi nel preannunciare che i tempi delle vacche magre stanno, almeno parzialmente, per finire. Sono lontani i tempi delle frizioni con la parte del governo che sembrava penalizzare il mondo universitario. «Stanno arrivando i soldi della finanziaria e quelli europei - ha sottolineato - a questo punto sono le università a doversi svegliare». In particolare, ha ricordato Mussi, sono in arrivo «960 milioni di euro in 3 anni dalla finanziaria, ma soprattutto 53 miliardi di euro in 7 anni dal settimo programma quadro europeo, che presenteremo lunedì in pompa magna ai Lincei. Noi speriamo di arrivare al 14% di questi fondi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;&lt;/span&gt;cioè 9 miliardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In più - ha aggiunto il ministro - ci sono i fondi strutturali europei. I soldi per la ricerca ci sono, sono le università che devono presentare i progetti". Mussi ha anche fatto cenno al sistema attuale di assunzione dei ricercatori, sottolineando di essere in linea teorica «per l’abolizione dei concorsi. Tu chiami chi vuoi - ha chiarito - poi io ti valuto, e dopo ripetuti errori ti levo i soldi. Sono per introdurre il principio del superamento dell’inamovibilità dei docenti universitari». Mussi ha posto l’attenzione sulla autonomia degli atenei e della comunità scientifica, che attraverso la nuova agenzia di valutazione di imminente varo «dovrà assumersi la responsabilità sulla base dei titoli di assumere qualcuno, poi l’agenzia valuterà».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’ANDU il 29 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-4791861605123119769?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/4791861605123119769/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=4791861605123119769' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/4791861605123119769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/4791861605123119769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/02/le-novit-di-mussi.html' title='Le novità di Mussi'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-8110837753798720388</id><published>2007-01-24T14:02:00.000-08:00</published><updated>2007-01-27T04:46:36.253-08:00</updated><title type='text'>Atenei all'asta! Soloni?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANDU - 21 gennaio 2007&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ATENEI ALL’ASTA. SOLONI?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Gli economisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; «Perché privatizzare? È un caso di mali estremi ed estremi rimedi. Le proposte di riforma, anche radicali, apparse su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lavoce.info&lt;/span&gt; o in altre sedi, sono senz’altro idee nella direzione giusta, ma secondo me troppo timide». La soluzione? Mettiamo gli “Atenei all’asta”. Come fare? «È possibile considerare, per alcuni atenei, licenze a tempo limitato (venti o trent’anni), come per grandi opere pubbliche quali il tunnel sotto la Manica». «Chi potrebbe comprarle? Molte università estere costruiscono alleanze o sedi ex-novo in paesi in cui vi è un mercato potenziale: dal Campus di Barcellona dell’università di Chicago, a quello cinese dell’università di Nottingham, al Bologna Center della Johns Hopkins University» (&lt;a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?id=29&amp;cms_pk=2531&amp;amp;from=in"&gt;vedi&lt;/a&gt;). Questo e altro si legge su Lavoce.info. Posizioni che potrebbero rimanere nel campo delle curiosità se non fossero espressioni di una ideologia italo-americaneggiante che domina sull’Università italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luigi Berlinguer&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Luigi Berlinguer, in un’intervista al Corriere della Sera del 16 dicembre 2006, ha dichiarato: «Purtroppo i professori di economia che stanno al governo e quelli che sono anche grandi opinionisti e gli apparati del Tesoro da tempo sostengono che l'universita' riceve molti soldi. Ho vissuto anch’io da ministro, 10 anni fa, questa grande fatica di far loro considerare i bisogni del mondo scientifico. Predicano tagli all’università perché pensano che il dimagrimento aguzzi l’ingegno e produca efficienza. Forse anche per questo la ricerca scientifica in questa Finanziaria ha faticato a divenire priorità. Le risorse sono sempre state carenti, particolarmente nell’ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza». Insomma, secondo Berlinguer, sull’Università italiana si starebbe esercitando da anni una sorta di dittatura dei “professori di economia” che per curare l’Università statale hanno deciso di ucciderla. Quella di Berlinguer è una dichiarazione (denuncia?) di un ‘fenomeno’ gravissimo sul piano politico-istituzionale, una dichiarazione che finora è stata considerata acqua fresca (o la scoperta dell’acqua calda?), col silenzio assoluto di tutti i Responsabili istituzionali e politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I veri ministri dell’università&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;«Il problema è che i nostri ‘nemici’ (metta le virgolette) sono i professori di Economia che vanno al governo: Padoa Schioppa, Visco, Nicola Sartor», ha dichiarato il Rettore dell’Università di Padova nell’intervista sul Gazzettino del 21 gennaio 2007, in un articolo con titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I veri nemici sono i professori diventati ministri&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-01/070121/D7JZ9.tif"&gt;vedi&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mussi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il ministro Fabio Mussi, nell'intervista all’Espresso datato 25 gennaio 2007, con titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I corrotti e i furbi ora li denuncio&lt;/span&gt;,  ha dichiarato: «L’Italia abbonda di soloni che credono che definanziando l’università pubblica si faciliti l’efficienza» (). Ridurre al rango di “soloni” coloro che da decenni determinano il progressivo definanziamento dell’Università statale costituisce una preoccupante sottovalutazione politica, anche alla luce dell’ultimo definanziamento, imposto dal Governo nonostante l’attuale Ministro abbia minacciato le sue dimissioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’autonomia dei ministri titolari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La lobby trasversale accademico-politica (della quale i “professori di economia” di cui parla Berlinguer sono una parte) ha sempre lasciato un margine di autonomia ai Ministri dell’Università che si sono via via succeduti, alla ‘sola’ condizione che essi operassero scelte comunque mirate alla distruzione dell’idea stessa di un’Università statale, di massa e di qualità. Scelte quali la falsa autonomia finanziaria per ‘gestire’ la progressiva riduzione dei fondi, la finta autonomia statutaria, l’abolizione di fatto del CUN, i finti concorsi locali, l’imposizione del fallimentare “3 + 2”, la moltiplicazione degli Atenei, l’aumento a dismisura del precariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall' ANDU il 21 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-8110837753798720388?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/8110837753798720388/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=8110837753798720388' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8110837753798720388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8110837753798720388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/atenei-allasta-soloni.html' title='Atenei all&apos;asta! Soloni?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-1532316787977948806</id><published>2007-01-22T14:37:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T03:34:03.479-08:00</updated><title type='text'>Docenza: Usa e Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU – 20 gennaio 2007&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Docenza. Usa e Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Diffondiamo un messaggio (v. sotto) inviatoci da Giovanni Pauletta, dell’Università di Udine, a commento del documento dell’ANDU &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Docenti. La ‘piramide’ USA&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-la-piramide-usa.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;). Pauletta, in particolare sostiene, così come l’ANDU, che, a differenza che negli USA, «tenuto conto della nostra realtà, non ritengo possibile affidare l’avanzamento di carriera alle strutture locali per quanto larghi siano i corrispondenti organi collegiali». Sempre sul confronto Usa-Italia, segnaliamo l’intervento di Alessandro Ferrara, dell’Università di Roma Tor Vergata, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le variabili che ostacolano l’eccellenza&lt;/span&gt;, apparso il &lt;a href="http://www.selpress.com/unipd/esr_p1.asp?dacbo=si"&gt;19 gennaio&lt;/a&gt; 2007 sulla prima pagina di Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Giovanni Pauletta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mi hanno fatto molto piacere le vostre precisazioni riguardo la realtà universitaria negli USA. Mi riferisco in particolare  alla seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;“Inoltre, come abbiamo detto, i docenti piu' giovani comunque non dipendono da altri docenti più anziani né per la loro attività didattica né per quella di ricerca, e anche le loro prospettive di carriera dipendono solo da organi collegiali ampi e non da singoli  docenti anziani”.&lt;/blockquote&gt;che sono molto lieto di confermare in base alla mia esperienza. Potremmo aggiungere che i docenti giovani vengono selezionati proprio in base alla loro capacità di avviare ricerca indipendente, ma allora dovremmo anche aggiungere che vengono finanziati dagli  stessi atenei (oltre alle agenzie federali come il DOE o NSF)  per avviare le loro attività di ricerca (“startup funds”), e forse non dovremmo tacere un’altra realtà (che è di fondamentale importanza per evitare favoreggiamenti e nepotismi): le università non assumono i propri allievi, se non dopo che hanno stabilito la loro reputazione  professionale altrove.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RbeVZPDZJdI/AAAAAAAAAH8/OgBpfbvWgwQ/s1600-h/40.GiovanniPauletta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RbeVZPDZJdI/AAAAAAAAAH8/OgBpfbvWgwQ/s200/40.GiovanniPauletta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023648170125108690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Confermo anche che le prospettive di carriera dipendono da collegi ampi  -- ma locali -- ed aggiungo che non sono soggette a concorso: il candidato viene ammesso all’avanzamento dalla propria struttura in base al giudizio di questa struttura riguardo alle sue prestazioni  (anzitutto nella ricerca). La difficoltù nel mettere a confronto realtà universitarie è in  misura alla diversità delle realtà sociali di cui fanno parte. Nei  primi due confronti citati sopra incidono diversità nella disponibità di risorse e nella mobiltà della popolazione.  Per quanto riguarda  l’avanzamento di carriera, le condizioni di confronto sono talmente diverse che non mi azzardo ad inoltrarmi nell’argomento. Mi limito a  dire che, tenuto conto della nostra realtà, non ritengo possibile  affidare l’avanzamento di carriera alle strutture locali, per quanto larghi siano i corrispondenti organi collegiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se a queste difficoltà di confronto, si aggiunge la tendenza a basare questi confronti  su concezioni malfondate, è forse il caso di evitarli del tutto. Sarebbe un peccato però dover rinunciare a trarre spunti dagli altri. In fin dei conti, per quanto riguarda la disponibilità di  risorse, il confronto potrebbe contribuire a convincere i nostri politici a dedicare una frazione adeguata del nostro P.I.L. alla  ricerca, e per quanto riguarda la mobilità,  potrebbe servire a  convincere i nostri giovani aspiranti accademici che la mobilità fà  parte del mestiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Pauletta - Università di Udine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’ANDU il 20 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-1532316787977948806?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/1532316787977948806/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=1532316787977948806' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1532316787977948806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/1532316787977948806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-usa-e-italia.html' title='Docenza: Usa e Italia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RbeVZPDZJdI/AAAAAAAAAH8/OgBpfbvWgwQ/s72-c/40.GiovanniPauletta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-8527739434251641054</id><published>2007-01-17T11:02:00.000-08:00</published><updated>2007-01-17T14:09:07.462-08:00</updated><title type='text'>Docenza: quarta fascia?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 17 gennaio 2007&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;DOCENZA. QUARTA FASCIA?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; Salvatore Settis, su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del 16 gennaio 2006 (v. nota), rispondendo  a un intervento del ministro Fabio Mussi, scrive che «il ministro ha in mente di trasformare i ricercatori ora in servizio in terza fascia docente e di sostituirli con nuovi ricercatori lanciando un piano straordinario di reclutamento». E più oltre Settis aggiunge: «Se i trentenni più brillanti si sentono dire che la loro massima aspirazione è diventare ricercatore e poi professore di terza fascia, non occorrono grandi doti profetiche per predire che se ne andranno in Paesi più lungimiranti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Siamo convinti che Settis si sbagli. Infatti a  noi non risulta che il ministro Mussi abbia mai detto o scritto di volere cambiare l’attuale struttura della docenza articolata in tre fasce (ordinari, associati, ricercatori) portandola a quattro (ordinari, associati, professori di terza fascia, ricercatori). Se così fosse, si tratterebbe di una scelta gravissima perché si continuerebbe a reclutare i giovani nell’attuale ruolo dei ricercatori (peraltro reso ancora più subalterno) che in tanti anni ha ampiamente dimostrato di non ‘corrispondere’ all’attività effettivamente svolta da chi ne fa parte. In questo caso sarebbe interamente condivisibile la preoccupazione di Settis che ritiene che una tale carriera, tra l’altro, scoraggerebbe i giovani, ai quali invece andrebbe assicurata, come avviene in altri Paesi, piena autonomia didattica e scientifica fin dall’inizio della carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Salvatore Settis, nello stesso intervento, ripropone la questione di offrire ai giovani la possibilità di accedere (da giovani) alle fasce più alte della docenza. Settis scrive: «un sistema basato esclusivamente sul merito dovrebbe riportare a 30-35 anni l’età media di accesso dei migliori alle posizioni di ordinario e di associato». Quella di Settis è una giusta esigenza, alla quale la riforma della docenza proposta dall’ANDU offre una soluzione, anzi due. L’ANDU propone che l’ingresso nel ruolo docente (in tre fasce) avvenga per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia), prevedendo il passaggio di fascia per idoneità nazionale individuale (a numero aperto e non comparativa), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa proposta, da un lato, prevede che anche un giovane possa partecipare a concorsi per ordinario o  associato banditi per reclutare chi non fa già parte della docenza in ruolo, dall’altro lato, legando l’avanzamento nella carriera 'solo' alla valutazione individuale da parte di una commissione nazionale, rende possibile che anche chi e' stato reclutato nella fascia iniziale della docenza possa in poco tempo raggiungere la fascia degli associati e/o quella degli ordinari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Salvatore Settis ricorda inoltre che «l’età media di accesso alle carriere negli ultimi anni è cresciuta in modo costante, di 5 mesi l´anno per gli ordinari, 3 per gli associati e 2 per i ricercatori. Ciò vuol dire che nel 1965 si diventava ordinario in media a 35-38 anni, nel 1980 a 42-46 anni, nel 2005 a 53-59 anni». Non ci si dovrebbe sorprendere di ciò essendo noto che il ‘cinismo accademico’ non solo ha ingrossato enormemente la ‘fascia’ dei docenti precari, ma ne ha anche allungata sempre più la durata, per cui, conseguentemente, sempre più è cresciuta l’età alla quale si entra in ruolo e, quindi, l’età media dei docenti di ruolo in tutte e tre le fasce. La soluzione di questo fenomeno gravissimo, anche sul piano umano, si ha solo vietando con una legge qualsiasi figura ‘pre-ruolo’ che non sia quella (unica) per la quale si prevedano pieni diritti, una retribuzione adeguata e una durata non superiore a tre anni. Il numero dei posti per la formazione ‘pre-ruolo’ dovrebbe essere rapportato ai possibili sbocchi nel ruolo docente. Soluzione semplice, concreta e di buon senso alla quale si oppongono quei poteri accademici che si fondano non sul rispetto della dignità  e sul riconoscimento del merito, ma sul ‘mercato’ e la gestione di qualsiasi posto precario o di ruolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’ANDU 17 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota. Per leggere l'intervento di Salvatore Settis "Ma nelle nostre&lt;br /&gt;universita' bisogna rilanciare i giovani", su Repubblica 16.1.07:&lt;br /&gt;http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/01/16SIC2005.PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-8527739434251641054?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/8527739434251641054/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=8527739434251641054' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8527739434251641054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/8527739434251641054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-quarta-fascia.html' title='Docenza: quarta fascia?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-7368704838956824173</id><published>2007-01-17T02:29:00.000-08:00</published><updated>2007-01-17T14:12:57.061-08:00</updated><title type='text'>Docenza: la piramide USA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 16 gennaio 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Docenza: la “piramide” USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Da qualche tempo il ministro Fabio Mussi va lamentandosi dell’attuale forma a clessidra della docenza universitaria italiana («20 mila ordinari, 19 mila associati, 22 mila ricercatori»). Mussi ritiene che in Italia l’attuale rapporto tra le tre fasce rappresenti «un assetto surreale del corpo docente», mentre «in tutto il mondo la struttura è a piramide», come ha scritto su Repubblica del &lt;a href="http://rassegnastampa.unipi.it/sup/index.php"&gt;14 gennaio&lt;/a&gt; 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo già detto come non sia opportuno predeterminare alcuna forma geometrica dell’assetto della docenza, che è meglio farla derivare, man mano, dall’accertamento, senza clientelismi e senza nepotismi, delle capacità didattiche e scientifiche maturate dai singoli docenti (v. documento ANDU &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-clessidra-o-piramide.html"&gt;Docenza. Clessidra o piramide?&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi è proprio vero, come scrive Mussi, che «in tutto il mondo la struttura è a piramide»? Non sarebbe affatto vero se fosse vero quanto qui sotto riportato e se anche gli USA fanno parte di “tutto il mondo”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  «Complessivamente, il 31% di tutti i docenti a tempo pieno degli Stati Uniti è full professor, il 24% è associate professor e il 22% è assistant professor, mentre il restante 23% occupa altre figure contrattuali meno diffuse. Queste statistiche cambiano drasticamente negli atenei piuù prestigiosi, dove non è raro che il 70-80% dei docenti sia full professor. Come si vede, la struttura della docenza nelle università americane è tutt’altro che piramidale. Inoltre, come abbiamo detto, i docenti più  giovani comunque non dipendono da altri docenti più anziani né per la loro attività didattica né per quella di ricerca, e anche le loro prospettive di carriera dipendono solo da organi collegiali ampi e non da singoli docenti anziani» (da pag. 44 di &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;a href="http://cnu.cineca.it/docum03/universitausa.pdf"&gt;L’Università negli Stati Uniti d’America&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt; &lt;/span&gt;di Lorenzo Marrucci)&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque sembra proprio che «la struttura della docenza nelle università americane è tutt’altro che piramidale».  Ma quello che più qui ci intessa è sottolineare come negli USA «i docenti più giovani comunque non dipendono da altri docenti più anziani né per la loro attività didattica né per quella di ricerca, e anche le loro prospettive di carriera dipendono solo da organi collegiali ampi e non da singoli docenti anziani». Vogliamo fare questa America in Italia? È molto difficile riuscirci perché enorme è il potere baronale, che sempre ha pesantemente condizionato le scelte del Parlamento e dei Governi sull’Università, servendosi anche dell’accesso esclusivo che ha ai ‘grandi’ mezzi di informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le proposte dell’ANDU (contenute anche nel documento citato) puntano da anni a evitare che il giovane docente, nella fase di formazione, nel reclutamento e poi nella carriera, dipenda dal singolo ‘maestro’ (il «docente più anziano»), che esercita su di lui un controllo anche umano, limitandone l’autonomia didattica e di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'ANDU il 16 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-7368704838956824173?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/7368704838956824173/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=7368704838956824173' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/7368704838956824173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/7368704838956824173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-la-piramide-usa.html' title='Docenza: la piramide USA'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-3313064187886566592</id><published>2007-01-15T10:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T03:34:04.084-08:00</updated><title type='text'>Docenza: Clessidra o piramide?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 15 gennaio 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Salvatore Settis e Fabio Mussi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Salvatore Settis&lt;/span&gt;, su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del &lt;a href="http://rassegnastampa.unipi.it/sup/"&gt;12 gennaio&lt;/a&gt; 2007, scrive che &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazOkfDZI6I/AAAAAAAAABo/Kv0ooNdoVPg/s1600-h/35.Settis.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazOkfDZI6I/AAAAAAAAABo/Kv0ooNdoVPg/s200/35.Settis.m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020614810817602466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«il merito e il talento hanno poca cittadinanza in un sistema universitario inquinato da localismo delle carriere, moltiplicazione dei corsi di laurea, autoreferenzialità dei ceti accademici». E poi, ricordando che “la finanziaria prevede” «140 milioni di euro per il reclutamento di ricercatori nelle università fra il 2007 e il 2009», Settis si chiede: «Ma perché solo ricercatori? A quel che pare, puntare esclusivamente sui ricercatori sarebbe una misura indirizzata ai giovani. Ma chi l’ha detto che non esistono in Italia (e solo in Italia) giovani abbastanza bravi da aspirare a posizioni più avanzate, associato o professore ordinario?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fabio Mussi&lt;/span&gt;, su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del &lt;a href="http://rassegnastampa.unipi.it/sup/index.php"&gt;14 gennaio&lt;/a&gt; 2007, risponde che  «il problema è un assetto surreale del corpo docente.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazT0vDZI-I/AAAAAAAAACY/vbbJRx1emcs/s1600-h/36.mussi.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazT0vDZI-I/AAAAAAAAACY/vbbJRx1emcs/s200/36.mussi.m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020620587548615650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; In tutto il mondo la struttura è a piramide, in Italia a clessidra: 20 mila ordinari, 19 mila associati, 22 mila ricercatori». «Ciò significa che, nella loro autonomia, i professori universitari, quando hanno avuto a disposizione dei concorsi, si sono vicendevolmente promossi, sbarrando la strada ai giovani». E più oltre Mussi scrive: «Il governo sta provando ad inventarsi qualcosa per ridurre al minimo gli elementi clientelari e nepotistici che hanno afflitto tanti passati concorsi, quali ne fossero le regole». Le questioni poste dal ministro Mussi sono due: il rapporto numerico tra le fasce della docenza e l’uso distorto dei concorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il rapporto tra le fasce della docenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ricercatori, associati e ordinari fanno lo stesso mestiere: didattica e ricerca. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazT0vDZI_I/AAAAAAAAACg/fwGpZixc1SQ/s1600-h/38.piramide.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazT0vDZI_I/AAAAAAAAACg/fwGpZixc1SQ/s200/38.piramide.m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020620587548615666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando l’attività di un ricercatore ha raggiunto il livello di quella di un associato o di un ordinario, o quando l’attività di un associato ha raggiunto il livello di quella di un ordinario, sarebbe doveroso riconoscergli, senza clientelismi e senza nepotismi, il livello raggiunto. Il ‘nuovo’ ordinario, ex associato o ex ricercatore, o il ‘nuovo’ associato, ex ricercatore, continueranno a svolgere didattica e ricerca come prima, ma con una qualità riconosciuta più alta. Non riconoscere in tempo (o addirittura mai) tutto questo sarebbe (è) una gravissima ingiustizia nei confronti del docente interessato, che verrebbe demotivato nella sua attività e risulterebbe danneggiato anche sul piano economico. Il problema è come consentire il passaggio da una fascia all’altra della docenza riducendo, come vuole il Ministro, «al minimo gli elementi clientelari e nepotistici che hanno afflitto tanti passati concorsi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto è indispensabile non continuare a confondere il reclutamento con l’avanzamento nella carriera.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazOkvDZI8I/AAAAAAAAAB4/IgnSVE6eqlI/s1600-h/37.clessidra.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazOkvDZI8I/AAAAAAAAAB4/IgnSVE6eqlI/s200/37.clessidra.m.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020614815112569794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Reclutare significa assumere chi non fa già parte della struttura, mentre fare carriera nella docenza significa continuare a svolgere la stessa attività di prima con una riconosciuta maggiore qualità. Per reclutare nella docenza occorre ‘prevedere’ dei posti che vanno occupati attraverso concorsi, da svolgere con prove comparative. Per reclutamento, che avviene prevalentemente nella fascia iniziale (oggi la fascia dei ricercatori),  il concorso va ‘rivolto’, ovviamente, a chi non fa già parte del ruolo docente, ma il reclutamento potrebbe anche avvenire direttamente nella fascia degli associati o in quella degli ordinari, ‘rivolgendo’ il concorso a chi non è gia docente di ruolo. Se queste ‘semplici’ considerazioni fossero condivise dal ministro Mussi, egli potrebbe “inventarsi” la seguente ‘semplice’ soluzione proposta da anni  dall'ANDU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Proposta ANDU&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ingresso nel ruolo docente (in tre fasce) per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneità nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Una delle conseguenze di questa proposta sarebbe quella di non prestabilire il rapporto numerico tra le tre fasce e quindi di non prestabilire la ‘forma geometrica’ della docenza (cilindro, clessidra, piramide, ecc.), che invece risulterà, man mano, dal livello raggiunto da ogni singolo docente, accertato senza clientelismi e senza nepotismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Localismo, clientelismo e nepotismo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’ANDU da anni sostiene che la questione più grave e urgente nell’Università italiana è quella del localismo del reclutamento e delle carriere dei docenti, che sta alla base del clientelismo e del nepotismo accademici. Per eliminare il localismo occorre eliminare le scelte locali e quindi occorre affidare alla comunità nazionale la scelta di merito nei concorsi per il reclutamento e nelle valutazioni  idoneative per il passaggio da una fascia all’altra, scelta che sarebbe così sottratta al singolo ‘maestro’ che in realtà è quello che decide quando sono previsti concorsi o chiamate locali. Per ridurre la possibilità che agli arbitrii locali si sostituiscano quelli dei gruppi nazionali più forti, occorre che i componenti delle commissioni nazionali per i concorsi e per i passaggi di fascia siano tutti sorteggiati. Proponiamo anche che, per assicurare maggiore serietà, tutte le commissioni siano composte di soli ordinari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo certi che il Ministro, prima di “inventarsi qualcosa”, prenderà in seria considerazione la proposta dell'ANDU e dirà cosa ne pensa. In ogni caso occorrerebbe assolutamente evitare che ci si inventasse l’ennesima soluzione che cambia tutto per in realtà mantenere (o accrescere), localismo, clientelismo e nepotismo, magari sostenendo di fare una rivoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’Andu il 15 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-3313064187886566592?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/3313064187886566592/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=3313064187886566592' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3313064187886566592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/3313064187886566592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/docenza-clessidra-o-piramide.html' title='Docenza: Clessidra o piramide?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RazOkfDZI6I/AAAAAAAAABo/Kv0ooNdoVPg/s72-c/35.Settis.m.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-5348707297460638418</id><published>2007-01-15T10:57:00.001-08:00</published><updated>2008-12-09T03:34:04.179-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='docenza'/><title type='text'>Pdl Ulivo: controriforma della docenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU - 12 gennaio 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pdl Ulivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Controriforma della docenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mentre si fa un gran dibattere sulle riforme urgenti e radicali per l’Università (governance, didattica, docenza, reclutamento, precariato, diritto allo studio, valutazione e finanziamento, ecc.), c’è chi guarda al ‘concreto’. E molto ‘concreti’ sono i contenuti del Progetto di Legge n. 1969 (v. testo in calce),  presentato dai deputati dell’Ulivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tessitore&lt;/span&gt;, Volpini, Testa, Tocci, Gerardo Bianco, Bugio e Ossario.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Ra5wF_DZJBI/AAAAAAAAAC8/zwBM6o6LS64/s1600-h/39.FulvioTessitore.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Ra5wF_DZJBI/AAAAAAAAAC8/zwBM6o6LS64/s200/39.FulvioTessitore.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021073882692002834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Questa iniziativa accademico-parlamentare sarà discussa il 25 gennaio 2007 in un “Dibattito sull'Università” organizzato dalla Margherita, al quale dovrebbero partecipare il Ministro e i Sottosegretari del MUR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PDL, pur con un linguaggio confuso e giuridicamente inappropriato, propone alcune significative modifiche agli attuali concorsi che, se approvate, riuscirebbero a peggiorare perfino quanto previsto dalle Leggi Berlinguer e Moratti. L’obiettivo principale del PDL è quello di precarizzare i docenti di ruolo prevedendo la possibilità ogni sei anni di espellerli dall’Università (commi 2 e 3 dell’art. 5), come già previsto nel disegno di legge presentato al Senato dallo stesso Tessitore e da altri all’inizio della scorsa legislatura e poi nel disegno di legge Modica-Tocci sull’Agenzia per la valutazione. Si tratta di un gravissimo attacco all’autonomia soprattutto dei docenti universitari appartenenti alle fasce degli associati e dei ricercatori, che sarebbero ancora più subordinati al controllo gerarchico, accademico e umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro obiettivo del PDL è quello di farla finita con ogni ipotesi (a parole ampiamente condivisa) di netta distinzione tra reclutamento e avanzamento nella carriera dei docenti, riconfermando invece la divisione in tre ruoli (e tre organici) distinti della docenza universitaria e il passaggio da una fascia all’altra attraverso altri concorsi. Il PDL ‘corregge’ in parte la Legge Moratti eliminando ogni sorteggio per la composizione delle commissioni che devono compilare le liste nazionali di idoneità - che, come sembra, rimarranno a numero chiuso (lettera c, art. 2) e saranno di più breve durata (due anni) -, attribuendo  così maggiore potere ai gruppi accademici dominanti sul piano nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PDL demanda ai singoli Atenei l’individuazione delle “procedure di chiamata” (comma 2, art. 4) da parte di indeterminate “strutture universitarie competenti” (comma 1, art. 4). Con la differenziazione per ogni singolo Ateneo delle procedure di quello che rappresenta il vero concorso, si va decisamente verso la ‘dismissione’ di uno stato giuridico nazionale dei docenti universitari e la ‘connessa’ abolizione dell’Università statale e nazionale.  Inoltre, mantenendo a livello locale la scelta ultima dell’assunzione, si conserva il carattere localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal ‘maestro’, il quale continuerà a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando promuovere. Tale controllo gerarchico, personale e diretto, viene enormemente accresciuto con le verifiche periodiche - con possibilità di espulsione dall’Università - date in mano ai “Nuclei di valutazione” locali (comma 2, art. 5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PDL attribuisce un ruolo al Senato Accademico nell'assunzione definitiva dei docenti (comma 3, art. 4), andando così incontro alla proposta della trasversale Fondazione TreeLLLe, che vorrebbe attribuire l’intero potere della chiamata all’Organismo di Ateneo. Un’altra novità è quella che i docenti non sarebbero più inquadrati nelle Facoltà, ma «nei corsi di laurea competenti» (comma 1, art. 5), invece che nei Dipartimenti, come sarebbe più logico. Il PDL mantiene la composizione corporativa delle commissioni nazionali prevedendo la presenza in esse di rappresentanti delle ‘fasce basse’ per i concorsi ad associato e a ricercatore (art. 7).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte a una vera e propria controriforma della docenza universitaria che, se dovesse essere recepita dal Ministro, richiederebbe una mobilitazione del mondo universitario ancora più dura di quella espressa contro il DDL Moratti. Da anni l’ANDU propone una riforma complessiva della docenza universitaria (qui allegata) che, anche alla luce di questo ‘nuovo’ progetto di ‘riforma’ baronale, ci sembra ancora più valida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;PDL ATTO CAMERA 1969&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tessitore, Volpini, Testa, Tocci, Gerardo Bianco, Bugio, Ossario&lt;br /&gt;Modifiche all’Art.1 della legge n. 230 del 4 novembre 2005.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nuove norme in materia di reclutamento dei Professori Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proposta di legge presentata alla camera il 21 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 1&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ai ruoli universitari si accede mediante procedure di valutazione definite con DM redatto in base ai criteri specificati nei seguenti articoli. Il DM va adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge e dovrà ricevere il parere obbligatorio delle Commissioni Parlamentari di competenza, che dovranno emetterlo entro e non oltre 30 giorni dal deposito del suddetto DM presso gli Uffici dei due rami del Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 2&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I criteri cui deve ispirarsi il DM di cui al precedente art.1,sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) le procedure di valutazione sono governate da Commissioni di 9 membri elette per ciascuna area disciplinare così come definite dal CUN, sentito il parere delle Commissioni Parlamentari di competenza e della CRUI. I componenti di ciascuna Commissione sono eletti su base nazionale;&lt;br /&gt;b) le Commissioni suddette formeranno una lista di idonei, che avrà carattere temporaneo, restando in vigore per due anni solari successivi alla pubblicazione del DM di approvazione degli atti della Commissione;&lt;br /&gt;c) le liste di idonei di cui alla precedente lettera b) sono formate da studiosi che, previa domanda, hanno chiesto di partecipare alle procedure di valutazione. L’idoneità si consegue con i 2/3 dei voti dei Commissari, in base a giudizi individuali e ad un giudizio comparativo;&lt;br /&gt;d) le Commissioni dovranno esaurire i propri lavori entro 6 mesi dalla pubblicazione della composizione della Commissione. Non sono ammesse proroghe. In caso di non completamento dei lavori entro i sei mesi indicati, le Commissioni saranno sostituite mediante nuove votazioni. Ogni componente di ciascuna area disciplinare dispone di due voti per la formazione delle Commissioni di area. Qualora un’area disciplinare raggiunga il numero di 60 componenti, si procederà ad apparentamenti tra settori di analoga competenza, in base a criteri stabiliti dal CUN, sentita la CRUI. Gli apparentamenti vanno definiti preliminarmente all’indizione delle votazioni per la formazione delle Commissioni di area e non possono essere modificati per almeno due anni; i settori scientifico-disciplinari che non raggiungono il numero di 60 componenti e vanno apparentati con settori analoghi, devono vedere in Commissione non meno di 3 propri rappresentanti.&lt;br /&gt;e) I Componenti delle Commissioni di area non potranno far parte di nessun’altra Commissione nei tre anni seguenti alla scadenza della vigenza della Commissione di cui abbiano fatto parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 3&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I Concorrenti alle procedure di valutazione saranno dichiarati idonei in base a pareri comparativi motivati (cfr. art. 2, lettera C), potranno essere sentite le opinioni di studiosi autorevoli, anche non italiani e non facenti parte della Commissione, previa richiesta della maggioranza dei componenti della Commissione. I pareri richiesti ad esperti dovranno essere motivati e resi pubblici negli atti delle procedure di valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 4&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le strutture universitarie competenti provvederanno a chiamare, a tempo indeterminato, gli idonei in ragione delle proprie esigenze didattiche e di ricerca, in base a decisioni motivate. Le procedure di chiamata di cui al precedente comma saranno definite dagli Statuti e Regolamenti universitari. L’idoneo chiamato a ricoprire un insegnamento sarà nominato con decreto del Rettore della sede interessata, sentito il parere del Senato accademico della sede stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 5&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I Docenti chiamati in base ai criteri di cui al precedente art. 4 sono inquadrati nei corsi di laurea competenti e sono soggetti alle procedure di valutazione definite dai Nuclei di valutazione della sede in cui operano, tenendo conto dei principi enunciati dall’Autorità Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario. Il primo giudizio va espresso, obbligatoriamente, dopo tre anni dall’immissione in ruolo. Al fine di assicurare procedure di immissione in ruolo responsabili e rigorose da parte degli Atenei, in considerazione della valutazione da parte della Autorità o Agenzia appositamente costituite, ogni docente dovrà ottenere il giudizio dei Nuclei di valutazione ogni 4 anni accademici.&lt;br /&gt;I Docenti che non conseguiranno un giudizio positivo, potranno chiedere una ulteriore valutazione dopo due anni accademici. Se anche in tal caso non conseguiranno un giudizio positivo saranno collocati in pensione, se avranno maturato il diritto alla quiescenza. In caso contrario, saranno iscritti in altro ruolo dello Stato o delle Regioni. Tale ipotesi potrà realizzarsi, su richiesta del Docente, in luogo del collocamento in pensione, se l’età lo consente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 6&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La mobilità nazionale e internazionale dei docenti e dei ricercatori universitari saraà adeguatamente incentivata con appositi provvedimenti che favoriscano le iniziative in materia di sedi universitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 7&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le Commissioni nazionali di valutazione di cui ai precedenti articoli saranno formate per ciascuna area disciplinare e per ciascuna fascia di docenza secondo i seguenti criteri:&lt;br /&gt;– per le procedure di idoneità a professore ordinario, faranno parte della Commissione solo Docenti di prima fascia;&lt;br /&gt;– per le procedure di idoneità a professore associato faranno parte della Commissione 4 professori ordinari e 5 professori associati;&lt;br /&gt;– per le procedure di idoneità a ricercatore ( o docente di terza fascia), faranno parte della Commissione 3 professori ordinari, 3 professori associati e 3 ricercatori o docenti di terza fascia.&lt;br /&gt;Ciascuna fascia di docenti vota i propri rappresentanti nella Commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Articolo 8&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sono conseguentemente abrogate le norme delegate emanate in base alla legge 4 novembre 2005, n. 230 e tutte le altre disposizioni di legge in materia per le parti incompatibili con le disposizioni della presente legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sintesi della PROPOSTA DELL’ANDU per una riforma della docenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facoltà e l’accesso ai fondi per la ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.&lt;br /&gt;Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in una unica figura con adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternità, ferie, contributi pensionistici) e libertà di ricerca. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’ANDU il 12 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-5348707297460638418?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/5348707297460638418/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=5348707297460638418' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/5348707297460638418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/5348707297460638418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/pdl-ulivo-controriforma-della-docenza.html' title='Pdl Ulivo: controriforma della docenza'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/Ra5wF_DZJBI/AAAAAAAAAC8/zwBM6o6LS64/s72-c/39.FulvioTessitore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116846657909076665</id><published>2007-01-10T13:53:00.000-08:00</published><updated>2007-01-17T10:58:01.176-08:00</updated><title type='text'>Valutazione e Agenzia: difficoltà e rischi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invitiamo a leggere l’articolo, qui sotto riportato, L’Università, contraddizioni e difficoltà dell’Unione, apparso su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Liberazione&lt;/span&gt; del 9 gennaio 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’università, contraddizioni e difficoltà dell’Unione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Alberto Burgio&lt;br /&gt;e Armando Petrini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Se c’è un settore della politica del governo in cui continuano a emergere con particolare chiarezza le contraddizioni e le difficoltà in cui si dibatte l’Unione, questo è il settore delle politiche universitarie. Non siamo qui solo ben distanti da posizioni che possano avvicinarsi alle proposte di Rifondazione Comunista ma è, in realtà, lo stesso programma dell’Unione a venire messo in discussione. Il caso della Finanziaria è stato chiarissimo. Nonostante lo sforzo&lt;br /&gt;profuso dai nostri parlamentari e dal Dipartimento Università del partito - che si è concretizzato in un attento lavorìo sugli emendamenti alla Finanziaria - non si può ignorare un bilancio sostanzialmente negativo. Lo ha opportunamente sottolineato Fabio de Nardis su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Liberazione&lt;/span&gt; qualche giorno fa: «Il governo dell’Unione - ha osservato - ha inspiegabilmente deciso di proseguire sulla falsa riga dei precedenti governi che da anni operano per distruggere l’Università statale, sia attraverso una progressiva riduzione dei finanziamenti, sia attraverso una radicale delegificazione del reclutamento dei nuovi docenti e dell’organizzazione degli atenei».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è proprio questo. Ci è già capitato di insistere in altre occasioni sulla sostanziale continuità delle politiche del governo Prodi, in materia di Università, rispetto alle politiche dei governi che si sono susseguiti negli anni Novanta. In questo senso la Finanziaria non è tanto il frutto di poca attenzione per i problemi dell'Università, quanto il riflesso di una impostazione sbagliata dei problemi e delle possibili soluzioni. Se è vero, come è vero, che negli ultimi anni la parola università «ha perso perimetri semantici univoci», come ha scritto di recente Francesco Raparelli sul Manifesto, e che «il senso unitario attribuito alla parola università si è completamente frantumato», occorre riconoscere che siamo di fronte a un progetto perseguito con ostinazione e pervicace lucidità da uno schieramento politico trasversale, che va dalla destra confindustriale ad ampi settori della sinistra moderata. Un progetto che prevede lo scardinamento dei principi guida che hanno retto la vita degli atenei italiani dal dopoguerra a oggi (o meglio a “ieri”). Uno di questi principi è il ruolo fondamentale della ricerca. Anche su questo tema sembrano affacciarsi nubi fosche all’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo l’esempio di uno degli argomenti caldi su cui si discuterà nei prossimi mesi: la questione della valutazione. Di cosa si tratta? Il ministro Moratti, durante la scorsa legislatura, aveva istituito un’Agenzia incaricata di valutare i “prodotti” della ricerca (ah, la malizia dei nomi!) di tutte le Università italiane. L’Agenzia ha concluso i suoi lavori nel gennaio del 2006. A sua volta il ministro Mussi ha dato vita, con un decreto già convertito in legge, a una nuova Agenzia ministeriale, affidandole il compito di valutare la qualità della ricerca degli atenei italiani, struttura per struttura, in modo tale da poter fissare dei parametri per la distribuzione dei finanziamenti per la ricerca. È opportuno specificare, per chi non conoscesse bene i meccanismi universitari, che stiamo parlando di finanziamenti vitali (ancorché gravemente insufficienti), di risorse necessarie, per mezzo delle quali ricercatori e docenti si pagano i costi delle proprie attività di studio. Attività che hanno poi evidentemente una ricaduta molto precisa sulla didattica, che si giova, o dovrebbe giovarsi, del frutto di quelle ricerche. Ebbene, noi consideriamo l’idea di una Agenzia di valutazione assai insidiosa, e temiamo che essa costituisca la classica risposta sbagliata all’altrettanto classica domanda giusta. La domanda giusta è che, nell’ambito dell’Università, ci sia più attenzione alla qualità, e che si mettano a punto meccanismi di controllo più rigorosi ed efficaci. La risposta sbagliata consisterebbe nell’istituzione di un’Agenzia che leghi i finanziamenti ai risultati di una valutazione condotta secondo criteri inadeguati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il tema è evidentemente spinoso. Va detto chiaramente che è corretto premiare il merito e scoraggiare lo scarso rendimento. In questo senso ha ragione il ministro Mussi quando - riprendendo la classica battaglia antiaristocratica della borghesia illuminista - afferma che il merito non è «un’invenzione dei ricchi per escludere i poveri, bensì la carta che hanno in mano i poveri per riscattarsi». Sottoscriviamo questa posizione. Anche se - memori dei principi base della nostra Costituzione - osserviamo che una discussione sul merito non dovrebbe mai prescindere da un discorso sulle opportunità: di quale “merito” parliamo finché le opportunità non saranno davvero uguali per tutti? Fatta salva questa considerazione (troppo spesso, invero, trascurata al pari del nesso che lega la qualità della ricerca scientifica alla condizione di precarietà in cui versa ormai la gran parte dei ricercatori italiani) bisogna comunque evitare che, sotto le “mentite” spoglie del “merito”, possa nascondersi dell’altro. A cominciare dalla volontà di amministrare in modo arbitrario e di ridurre, al tempo stesso, i finanziamenti destinati all’Università. Per impedirlo la soluzione sarebbe molto semplice: evitare in primo luogo che l’introduzione della valutazione avvenga contestualmente a una riduzione dei fondi di finanziamento. Altrimenti il sospetto che, alla base della conclamata battaglia meritocratica, agisca la volontà di comprimere i fondi resterebbe molto forte. La valutazione deve costituire un meccanismo per amministrare al meglio l’aumento dei fondi di finanziamento, non per giustificare una loro diminuzione. In secondo luogo - ed è il punto più delicato - si presenta concretamente il rischio che la valutazione si trasformi in una forma più o meno diretta di indirizzo, e dunque di controllo della ricerca e degli studi. L’eventualità è molto forte. E converrebbe discuterne con pacatezza, piuttosto che semplificare le questioni poste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una seria valutazione della ricerca universitaria è un’impresa estremamente complessa e difficoltosa. In base a quali criteri dovrà essere giudicata un singola ricerca o una determinata pubblicazione? E chi potrà farlo nel modo migliore? Tanto in campo umanistico, quanto in campo scientifico ci sono moltissimi ambiti disciplinari in cui non esistono criteri di valutazione condivisi e per così dire “oggettivi”. Come ha efficacemente scritto Maria Cristina Marcuzzo sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt;, valutare il lavoro scientifico e di ricerca è un’attività in cui non è affatto scontato “quale sia il metro e chi lo debba tenere in mano”. Men che meno si può pensare di risolvere seriamente il problema imboccando la scorciatoia di un criterio meramente quantitativo. E ancora, come non preoccuparsi (è sempre Marcuzzo a scriverlo) dell’eventualità che «il modello culturale di riferimento possa diventare unico»? Come non vedere il rischio che una valutazione il cui metro è di difficile individuazione scivoli fatalmente verso un adeguamento al pensiero e alla cultura dominanti? Se le cose stanno così, allora non sembrano esistere scorciatoie. Per quanto possa apparire complicata, l’unica strada percorribile parte dall’interno delle stesse Università e degli stessi Enti di ricerca pubblici oggetto di valutazione. È solo da lì che potrà prendere il via un serio approccio al tema della valutazione. Sono le singole comunità scientifiche che devono darsi regole più rigorose di giudizio. Il ministro dovrebbe dunque intervenire in questa direzione, prescrivendo che ciascun raggruppamento scientifico-disciplinare definisca, entro una scadenza tassativa, un parametro di giudizio pertinente nel proprio ambito di ricerca. Tutto il resto - nonostante le migliori intenzioni - rischierebbe di risolversi in un inganno: dove l’etichetta rassicurante del “merito” finirebbe per nascondere, e per legittimare, un processo di restrizione della libertà di ricerca e di insegnamento protetta dalla stessa Costituzione repubblicana».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'ANDU il 10 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116846657909076665?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116846657909076665/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116846657909076665' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116846657909076665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116846657909076665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/valutazione-e-agenzia-difficolt-e.html' title='Valutazione e Agenzia: difficoltà e rischi'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116842359723699624</id><published>2007-01-10T01:27:00.000-08:00</published><updated>2007-01-10T04:16:48.103-08:00</updated><title type='text'>«Scalfari: Nicola Rossi chi?» Rossi e l’università.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ANDU 9 gennaio 2006&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;SCALFARI: NICOLA ROSSI CHI?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eugenio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scalfari&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/197723/25.EugenioScalfari.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/860576/25.EugenioScalfari.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; nel suo fondo domenicale “Breviario dei riformisti girotondini” su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; del &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/legge-elettorale/breviario-riformisti/breviario-riformisti.html"&gt;7 gennaio&lt;/a&gt; 2007, spende «qualche parola sulla vicenda di Nicola Rossi, distinto economista, già consigliere del governo D’Alema, attualmente deputato designato dai Ds e iscritto a quel partito».  Scalfari ricorda che «pochi giorni fa, il Rossi ha deciso di non rinnovare la sua iscrizione ai Ds ‘proponendosi’ di operare con un’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;alleanza dei volenterosi&lt;/span&gt; scelti tra i due schieramenti politici per costituire un ponte ‘bipartisan’ e affrontare a quel tavolo i temi delle riforme economiche, dalle pensioni al pubblico impiego e giù tutto l’interminabile elenco».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo avere ironizzato sul “girotondismo del club economista”, Scalfari scrive: «Nicola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rossi&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/682115/26.NicolaRossi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/140434/26.NicolaRossi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; era ed è fino ad oggi un uomo ignoto ai più. Il fatto che non rinnovi la tessera ds non può interessare di meno. Ma per il circolo mediatico renderlo noto, come lo fece a suo tempo per Pancho Pardi, è un gioco da bambini. Riformista o trasformista? No, per Rossi il problema non si pone. Semmai se ne pone un altro, lucidamente indicato da Michele Salvati: per fare le riforme ci vuole il consenso; quelle che ha in mente l'ex dalemiano sono mille miglia lontane dall’averlo. Perciò, conclude Salvati, Nicola Rossi non è un riformista ma un illuminista che vagheggia riforme imposte dall’alto»  (il commento completo in calce).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno per quanto riguarda l’Università, Scalfari sbaglia a ‘scherzare’ sul “club economista” e sottovaluta Nicola Rossi condividendone la definizione di “illuminista che vagheggia riforme imposte dall’alto”. Probabilmente  Scalfari non ha letto, o non ne ha colto la gravità politica e istituzionale, quanto ha recentemente ‘confessato’ l’ex ministro Luigi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlinguer&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/587022/27.LuigiBerlinguer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/551103/27.LuigiBerlinguer.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; in un’intervista al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 16 dicembre 2006: «Purtroppo i professori di economia che stanno al governo e quelli che sono anche grandi opinionisti e gli apparati del Tesoro da tempo sostengono che l’università riceve molti soldi. Ho vissuto anch’io da ministro, 10 anni fa, questa grande fatica di far loro considerare i bisogni del mondo scientifico. Predicano tagli all’università perché pensano che il dimagrimento aguzzi l’ingegno e produca efficienza. Forse anche per questo la ricerca scientifica in questa Finanziaria ha faticato a divenire priorità. Le risorse sono sempre state carenti, particolarmente nell’ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, una potente lobby di “professori di economia” che, per curare l’Università statale, hanno deciso, con ottimi risultati, di ucciderla. Altro che “girotondismo del club economista”! Scalfari pare non conoscere la ‘versione’ universitaria di Nicola Rossi. Infatti Rossi è già da tempo impegnato ad «operare con un’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;alleanza dei&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; volenteros&lt;/span&gt;i” scelti tra i due schieramenti politici per costituire un ponte ‘bipartisan’». Rossi ha fatto parte dei “dodici apostoli” (come sono stati chiamati sull’Unità), sei di ‘sinistra’ e sei di ‘destra’, che hanno guidato la mobilitazione giornalistico-baronale della Fondazione Magna Carta (presidente Marcello Pera) a sostegno della Legge Moratti.  E le posizioni sostenute da Rossi non sono poi così ‘vagheggianti’ se hanno portato l’on.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/51395/28.AlbaSasso.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/325089/28.AlbaSasso.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Alba &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sasso&lt;/span&gt; dei DS a dichiarare sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manifesto&lt;/span&gt; del 16 gennaio 2006: «Il problema è che alcune idee sull’università che ha Padoa-Schioppa hanno fatto breccia anche nei Ds  tanto che non manca chi pensa che sarebbe meglio puntare su pochi atenei di prestigio da trasformare magari in fondazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una preoccupazione peraltro tardiva quella di Sasso, visto che già nel luglio 2005 Nicola Rossi aveva auspicato che gli Atenei potessero «trasformarsi in Fondazioni universitarie e godere della più completa autonomia finanziaria, gestionale, didattica e scientifica». Posizione che lo stesso Rossi ha poi ‘tradotto’ in un disegno di legge presentato nel febbraio 2006. L’attività ‘bipartisan’ condotta da tempo da Nicola Rossi mostra, tra l’altro, che per realizzare ponti “tra i due schieramenti politici” non occorre uscire dal partito dei DS, dove la volontà di “costituire ponti bipartisan” non è affatto isolata, ma è invece  manifestata e praticata ai livelli più alti del Partito.  Forse Scalfari non ha letto l’articolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Patto fra maggioranza e opposizione per puntare sulla qualità scientifica&lt;/span&gt;, apparso sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Messaggero&lt;/span&gt; dell’8 dicembre 2006. In quell’articolo si dava notizia che in Senato è stato sottoscritto «un patto bipartisan tra maggioranza e opposizione».&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/101069/29.AndreaRanieri.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/945191/29.AndreaRanieri.m.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/511263/30.Rocco.Buttiglione.m.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/251716/30.Rocco.Buttiglione.m.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Promotori due senatori, Andrea &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ranieri,&lt;/span&gt; dei Ds (membro della Segreteria nazionale, ndr), e Rocco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buttiglione&lt;/span&gt;, dell’Udc. Cdl e Unione, dunque, si sono messi d’accordo su finanziamento e merito per il rilancio dell’università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'Andu il 9 gennaio 2006.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;=====&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Repubblica del 7 gennaio 2007. Dall’intervento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Breviario dei riformisti girotondini&lt;/span&gt; di Eugenio Scalfari:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Ho parlato in precedenza del riformismo e dei riformisti. Sarebbe ipocrita da parte mia di non spendere qualche parola sulla vicenda di Nicola Rossi, distinto economista, già consigliere del governo D’Alema, attualmente deputato designato dai Ds e iscritto a quel partito. Da alcuni mesi il Rossi sosteneva tesi non propriamente allineate alla politica del suo partito. Col passare delle settimane il dissenso è aumentato avendo come bersaglio principale ma non esclusivo la Finanziaria da lui respinta in blocco come sbagliata, riprovevole, incompetente e antiriformista. Alla fine, pochi giorni fa, il Rossi ha deciso di non rinnovare la sua iscrizione ai Ds restando però deputato nel gruppo dell’Ulivo. Il suo attuale obiettivo - da lui ribadito pubblicamente - sarà quello di operare con un’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;alleanza dei volenterosi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; scelti tra i due schieramenti politici per costituire un ponte bipartisan e affrontare a quel tavolo i temi delle riforme economiche, dalle pensioni al pubblico impiego e giù tutto l’interminabile elenco. Insomma una proposta tipo Amato, fatta artigianalmente, al di fuori dei partiti, del Parlamento e affidata all’eco dei “media” che - si può scommetterlo - non mancherebbe. I “media”, per la loro stessa natura, sono in caccia di coriandoli colorati e la dissidenza di Rossi è sicuramente uno di quelli. L’ex dalemiano promuove un contatto permanente con i “berluscones”. Per fare insieme le riforme sui moduli redazionali del “Mulino”. Qualche sindaco darà probabilmente il suo appoggio. Gli intellettuali in libera uscita faranno la fila. Cinquecento volenterosi? Mille? Diecimila volenterosi? Siti volenterosi su Internet? Girotondismo del club economista?  Nicola Rossi era ed è fino ad oggi un uomo ignoto ai più. Il fatto che non rinnovi la tessera ds non può interessare di meno. Ma per il circolo mediatico renderlo noto, come lo fece a suo tempo per Pancho Pardi, è un gioco da bambini. Riformista o trasformista? No, per Rossi il problema non si pone. Semmai se ne pone un altro, lucidamente indicato da Michele Salvati: per fare le riforme ci vuole il consenso; quelle che ha in mente l’ex dalemiano sono mille miglia lontane dall’averlo. Perciò, conclude Salvati, Nicola Rossi non è un riformista ma un illuminista che vagheggia riforme imposte dall’alto.  Infatti ai loro tempi Voltaire e Diderot puntavano su Luigi XV come principe riformista e leggevano i capitoli dell’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Enciclopedie&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; nei salotti di madame Pompadour. Il principe riformista oggi sarebbe Prodi ma a Rossi non piace affatto. Non si vede in giro una Pompadour. Prestigiacomo è decaduta. Santanché è stata scacciata. Resta a sinistra Giovanna Melandri che non mi pare disponibile al ruolo. E poi, su quale principe fare leva?»&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116842359723699624?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116842359723699624/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116842359723699624' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116842359723699624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116842359723699624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/scalfari-nicola-rossi-chi-rossi-e.html' title='«Scalfari: Nicola Rossi chi?» Rossi e l’università.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116811144581987605</id><published>2007-01-06T11:22:00.000-08:00</published><updated>2007-01-09T00:34:47.636-08:00</updated><title type='text'>ANVUR: Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L. 24 novembre 2006, n. 286, artt. 138-148. La legge reca per titolo “Conversione il legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria” ed è stata pubblicata nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gazzetta Ufficiale&lt;/span&gt; n. 277 del 28 novembre 2006 - Supplemento ordinario n. 233. La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, cioè dal 29 novembre 2006. La legge consta di 47 articoli, di cui l’art. 2 include 181 commi, ai nn. 138-148 riguardano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ANVUR&lt;br /&gt;Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 138&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;     Al fine di razionalizzare il sistema di valutazione della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici, nonché dell’efficienza ed efficacia dei programmi statali di finanziamento e di incentivazione delle attività di ricerca e di innovazione, è costituita l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), con personalità giuridica di diritto pubblico, che svolge le seguenti attribuzioni:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;     a) valutazione esterna della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici, sulla base di un programma annuale approvato dal Ministro dell’università e della ricerca;&lt;br /&gt;b) indirizzo, coordinamento e vigilanza delle attività di valutazione demandate ai nuclei di valutazione interna degli atenei e degli enti di ricerca;&lt;br /&gt;c) valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei programmi statali di finanziamento e di incentivazione delle attività di ricerca e di innovazione.&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 139&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I risultati delle attività di valutazione dell’ANVUR costituiscono criterio di riferimento per l’allocazione dei finanziamenti statali alle università e agli enti di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 140&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legg 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono disciplinati:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;a) la struttura e il funzionamento dell’ANVUR, secondo principi di imparzialità, professionalità, trasparenza e pubblicità degli atti, e di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato;&lt;br /&gt;b) la nomina e la durata in carica dei componenti dell’organo direttivo, scelti anche tra qualificati esperti stranieri, e le relative indennità.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 141&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 140, contestualmente alla effettiva operatività dell'ANVUR, sono soppressi il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), istituito dall’articolo 5 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU), istituito dall’articolo 2 della legge 19 ottobre 1999, n. 370, il Comitato di valutazione di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, e il Comitato di valutazione di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 142&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi da 138 a 141, nel limite di spesa di 5 milioni di euro annui, si provvede utilizzando le risorse finanziarie riguardanti il funzionamento del soppresso CNVSU nonché, per la quota rimanente, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 143&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Allo scopo di razionalizzare le attività nel settore della ricerca, contenendo la spesa di funzionamento degli enti pubblici di ricerca, il Governo è autorizzato ad adottare, su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, uno o più regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al fine di provvedere alla ricognizione e al riordino degli enti pubblici nazionali di ricerca a carattere non strumentale, vigilati dal Ministero dell’università e della ricerca, disponendo anche lo scorporo di strutture e l’attribuzione di personalità giuridica, l’accorpamento, la fusione e la soppressione, tenuto conto dei principi e criteri direttivi indicati negli articoli 11, comma 1, lettera d), 14, 18 e 20 della legge 15 marzo 1997. n. 59, e successive modificazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 144&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I regolamenti di cui al comma 143 sono emanati previo parere delle competenti Commissioni parlamentari da rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi. Decorso tale termine i decreti possono comunque essere emanati. Dalla data di entrata in vigore dei regolamenti, sono abrogate le disposizioni vigenti relative alla disciplina degli enti sottoposti a riordino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 145&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dall’attuazione dei regolamenti di cui al comma 143 non devono derivare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 146&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il comma 2-ter dell’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, è sostituito dal seguente:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;«2-ter. Le disposizioni di cui al comma 2-bis si applicano anche a coloro che conseguono la laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza sulla base degli ordinamenti didattici adottati in esecuzione del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e successive modificazioni. Per tali soggetti, a decorrere dallanno accademico 2007-2008, con regolamento del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, l’ordinamento didattico delle Scuole di cui al comma 1 può essere articolato sulla durata di un anno».&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 147&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;All’articolo 22, comma 13, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nel primo periodo, le parole: «è riconosciuto» sono sostituite dalle seguenti: «può essere riconosciuto». Le università disciplinano nel proprio regolamento didattico le conoscenze e le abilità professionali, certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario da riconoscere quali crediti formativi. In ogni caso, il numero di tali crediti non può essere superiore a sessanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Comma 148&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per le finalità di cui all’articolo 26, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si provvede con regolamento del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, fermi restando i principi e i criteri enunciati nella medesima disposizione e prevedendo altresì idonei interventi di valutazione da parte del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) sull’attività svolta, anche da parte delle università e delle istituzioni già abilitate al rilascio dei titoli accademici alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento, non può essere autorizzata l'istituzione di nuove università telematiche abilitate al rilascio di titoli accademici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/elelenum.htm"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;LAVORI PREPARATORI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;– &lt;a href="http://lxmi.mi.infn.it/rnric/polric/finan_2007/comm_vii_sen_7_11_2006.html"&gt;Resoconto sommario del 7 novembre 2006&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;– – Estratto&lt;br /&gt;– – – Sen. Giuseppe Valditara&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In discussione generale interviene il senatore &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=17656"&gt;VALDITARA&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;AN&lt;/i&gt;) il quale giudica aberranti alcune disposizioni contenute nel disegno di legge e in particolare i commi 143, 144 e 145 dell’articolo 2. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/821975/17.GiuseppeValditara.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/367906/17.GiuseppeValditara.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tali norme - che egli non esita a definire eversive - costituiscono a suo giudizio un colpo di mano assai grave contro l’autonomia degli enti di ricerca in Italia e si pongono in contraddizione con l’articolo 33 della Costituzione, posto a fondamento di tale autonomia. In passato del resto la disciplina degli enti di ricerca è sempre stata disposta con un atto legislativo, seguito da regolamenti di organizzazione degli stessi enti di ricerca. Il comma 143 dell’articolo 2, invece, stabilisce che la razionalizzazione degli enti di ricerca avvenga attraverso regolamenti di delegificazione, sottoposti ad un mero parere non vincolante delle competenti Commissioni parlamentari e che possono comunque essere emanati anche in assenza di detto parere ove siano trascorsi trenta giorni dalla trasmissione. Il Governo dispone quindi di un enorme potere, non soggetto al controllo parlamentare. Rimarcando il suo disaccordo nei confronti di tale impostazione, egli ricorda che anche i sindacati hanno manifestato perplessità su un meccanismo che, ribadisce, potrebbe costituire un pericoloso precedente. Appellandosi alle componenti della maggioranza più sensibili al riconoscimento dell’autonomia degli enti di ricerca, egli auspica che la Commissione manifesti una posizione unitaria contraria a tale disposizione normativa. Quanto al comma 138 dell’articolo 2, egli ritiene la creazione dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) coerente con le iniziative messe in atto nella scorsa legislatura. Tuttavia, considerata la sostanziale identità di competenze tra l’ANVUR e i due organi preesistenti, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) e il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), egli ritiene ingiustificata la soppressione di tali due istituti, che hanno peraltro conseguito discreti risultati. Per contro, tale scelta potrebbe essere conseguente alla volontà governativa di cambiare ad ogni costo gli organi dirigenti di tali istituti, che attualmente non sono in scadenza, in una logica di &lt;i&gt;spoil system&lt;/i&gt;. Quanto alla struttura dell’ANVUR, egli ritiene impropria la mancata indicazione dei professori ordinari fra i componenti di tale organo e giudica inverosimile che non sia previsto un termine per la durata dei suoi vertici. A proposito del riferimento alla terzietà contenuto nella relazione introduttiva della presidente Vittoria Franco, egli stigmatizza che nel provvedimento non siano indicati i criteri per la composizione dell’ANVUR e per la nomina dei suoi membri. Qualora i soggetti incaricati della scelta dei membri dell’Agenzia di valutazione fossero professori universitari, egli paventa infatti il rischio della creazione di “cordate” portate a giudicare negativamente scuole di pensiero rivali; se invece la nomina fosse governativa, l’intera operazione risponderebbe pienamente alle ragioni dello &lt;i&gt;spoil system&lt;/i&gt;. Sarebbe infine assai deprecabile se tali membri fossero nominati dal mondo dell’impresa. Reputando contestabile la mancanza di un criterio certo per la composizione di tale Agenzia e constatando l’assenza di requisiti di trasparenza, egli giudica dunque preferibile che le scelte siano sottoposte al circuito della responsabilità politica. Tuttavia in tal caso il Ministro godrebbe di poteri eccessivi tali da rasentare l’arbitrio. In conclusione, egli auspica che emerga una logica di confronto serio tra maggioranza e opposizione che prenda le distanze da velleità di occupazione dell’università, della ricerca e del sapere, suscettibili di far perdere importanti occasioni di sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;– – – Sen. Franco Asciutti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il senatore &lt;a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00003901.htm"&gt;ASCIUTTI&lt;/a&gt; (FI) a proposito dell’ANVUR, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/457768/18.FrancoAsciutti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/320387/18.FrancoAsciutti.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; precisa che qualsiasi sistema di valutazione necessita di risorse adeguate: nel provvedimento in esame, invece, non sono chiare le modalità di finanziamento della nascente Agenzia di valutazione, né risulta sufficientemente esplicitato il suo carattere innovativo rispetto agli organismi vigenti. Le risorse attualmente stanziate, pari a 5 milioni di euro per ogni anno, risultano a suo avviso assai esigue, non sufficienti a coprire l’intera attività di valutazione del sistema universitario. Quanto ai decreti di riordino degli enti di ricerca, egli deplora che non sia prevista la loro trasmissione alle Commissioni parlamentari competenti sulla verifica dei profili finanziari dei provvedimenti, al fine di assicurare l'effettività della clausola di invarianza di spesa indicata al comma 145 dell'articolo 2.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;– – – Sen. Andrea Ranieri&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Prende la parola il senatore &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=22776"&gt;RANIERI&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;Ulivo&lt;/i&gt;), il quale ritiene che il precedente sistema di valutazione, basato sulla divisione di competenze tra il CNSVU e il CIVR, non consentisse una organica valutazione delle università.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/594163/19.AndreaRanieri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/815738/19.AndreaRanieri.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La creazione di un’unica Agenzia, e la conseguente soppressione dei due organi preesistenti, risponde quindi, a suo giudizio, all’esigenza di avere un unico istituto preposto alla valutazione delle università e degli enti di ricerca, tanto più che gli atenei svolgono sia attività didattiche che di ricerca. Quanto alle considerazioni del senatore Valditara, egli ritiene che nella scelta degli organi direttivi di tali enti fino ad oggi siano stati pienamente rispettati i requisiti di imparzialità ed oggettività, in una logica estranea a considerazioni di mera opportunità politica. A conferma di ciò, egli ricorda che la maggior parte di essi ha resistito ai cambi di maggioranza che si sono succeduti. Il rischio paventato dal senatore Valditara, secondo cui la scelta degli organi direttivi sarebbe legata a logiche di &lt;i&gt;spoil system&lt;/i&gt;, risulta pertanto a suo avviso inesistente, anche in considerazione dell’onorabilità sia della comunità scientifica che della classe politica italiana. Né tale situazione si è del resto verificata durante l’attività del CNSVU e del CIVR. L’istituzione dell’ANVUR, quale unica sede di valutazione della didattica e della ricerca, egli prosegue, si ispira inoltre a criteri europei ed è perfezionata dalla possibilità che ne facciano parte esperti di fama internazionale, segno di una maggiore attenzione alla trasparenza e all’oggettività. Quanto al meccanismo previsto dal comma 143 dell’articolo 2 sul riordino degli enti di ricerca, egli osserva preliminarmente che il carattere di urgenza deriva dall’assoluta perdita di credibilità degli attuali gruppi dirigenti. Si dichiara tuttavia perplesso in ordine alla scelta dello strumento del regolamento di delegificazione, giudicando preferibile il ricorso alla delega legislativa al fine di garantire l’autonomia degli enti di ricerca. Chiede quindi al Governo se sussistono margini di operatività per modificare tale disposizione, dichiarando fin d’ora la disponibilità delle sua parte politica ad intervenire in tal senso in un successivo provvedimento normativo qualora ragioni di opportunità sconsigliassero un’ulteriore lettura del decreto-legge n. 262 presso la Camera dei deputati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;– – – Maria Agostina Pellagatta&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La senatrice &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=11134"&gt;PELLEGATTA&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;IU-Verdi-Com&lt;/i&gt;) giudica&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/198173/20.MariaAgostinaPellegatta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/895064/20.MariaAgostinaPellegatta.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; con favore le misure volte ad impedire l’accesso indiscriminato ai crediti da parte di chi abbia maturato esperienze professionali, nonché a bloccare le università telematiche. Entrambe si propongono infatti l’obiettivo di restituire serietà e rigore agli studi universitari, nella medesima ottica della riforma degli esami di maturità attualmente all’esame dell’Assemblea. La delegificazione della disciplina degli enti di ricerca suscita invece forti perplessità, sia per la genericità dei criteri di riordino che per l’obiettivo dichiarato di contribuire, per questa via, alla riduzione della spesa pubblica. Dopo aver sollecitato un ordine del giorno che precisi meglio i criteri della delegificazione, esprime invece un giudizio positivo sull'intento di rafforzare la terzietà della valutazione del sistema universitario.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;– – – Senatori: Giovanni Mauro, Giovanna Capelli, Magda Negri, Giuseppe Scalera&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il senatore &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=17704"&gt;MAURO&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;FI&lt;/i&gt;) nega&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/468513/21.GiovanniMauro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/815924/21.GiovanniMauro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che il decreto-legge in esame rechi una riforma epocale della ricerca scientifica. Piuttosto, esso rappresenta il frutto di un’azione di Governo assai frammentaria che, con particolare riferimento agli enti di ricerca, culmina in una delegificazione gravissima che esautora completamente il Parlamento. Quanto all’istituzione dell’ANVUR, egli ritiene indispensabile che il Governo precisi preliminarmente le ragioni di tale scelta e gli obiettivi ad essa sottesi. Pur nella consapevolezza che la Commissione abbia in questa sede solo poteri consultivi, in considerazione del rilievo del provvedimento in esame auspica che anche da parte della maggioranza vi sia un segnale di coerenza, a testimonianza di voler davvero percorrere un cammino di riforme condivise, pena il rischio di una deriva incontrollata. La senatrice &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=22723"&gt;CAPELLI&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;RC-SE&lt;/i&gt;) osserva preliminarmente&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/990826/22.GiovannaCapelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/923557/22.GiovannaCapelli.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che alcune disposizioni del decreto-legge hanno carattere fiscale, mentre altre - tra cui quelle di competenza della Commissione - riguardano l'organizzazione della Pubblica amministrazione. Richiamandosi a considerazioni precedentemente svolte, ella manifesta la sua perplessità rispetto alle disposizioni sul riordino degli enti di ricerca di cui al comma 143 dell'articolo 2, non condividendo la scelta dello strumento della delegificazione. La senatrice &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=1685"&gt;NEGRI&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;Aut&lt;/i&gt;) invita entrambi gli schieramenti a liberarsi dalla logica del sospetto.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/753583/23.MagdaNegri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/674251/23.MagdaNegri.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Con riferimento al riordino degli enti di ricerca, osserva poi che, benché dalla fine degli anni Novanta si sia proceduto con successive deleghe e conseguenti decreti legislativi, non può negarsi che sia nella potestà del Governo operare anche con modalità diverse, ad esempio con atti di normazione secondaria. Pur prendendo atto della disponibilità del senatore Ranieri in favore di atti di natura legislativa, sottolinea quindi che essi non sono necessari, quanto meno sul piano teorico. Osserva peraltro che sarebbe stato preferibile svolgere la discussione sul riordino degli enti di ricerca in diversa ed autonoma sede, anziché nell'ambito di un decreto-legge così eterogeneo come quello in esame.  Il senatore &lt;a target="_blank" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=15&amp;tipodoc=sanasen&amp;amp;id=17636"&gt;SCALERA&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;Ulivo&lt;/i&gt;) (… ) passando alle parti relative all’università e alla ricerca, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/621663/24.GiuseppeScalera.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/690180/24.GiuseppeScalera.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rileva che il giudizio sul nuovo organismo di valutazione (ANVUR) deve essere sospeso in attesa dei successivi regolamenti che ne recheranno la disciplina di dettaglio. Sottolinea comunque fin d’ora che la terzietà dell'organo rispetto al Ministero e alle università resta un indefettibile parametro di efficienza. Rammaricandosi che ragioni di tempo non consentano ulteriori approfondimenti, deplora che il Mezzogiorno risulti sempre discriminato nell'assegnazione dei contributi per la ricerca. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;/p&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116811144581987605?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116811144581987605/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116811144581987605' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116811144581987605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116811144581987605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/anvur-agenzia-nazionale-di-valutazione.html' title='ANVUR: Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116810433512605463</id><published>2007-01-06T09:23:00.000-08:00</published><updated>2007-01-09T01:35:59.630-08:00</updated><title type='text'>DS: Esternalizzazione dell’autonomia universitaria e precarizzazione della docenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;DS:&lt;br /&gt;- ESTERNALIZZAZIONE DELL'AUTONOMIA UNIVERSITARIA&lt;br /&gt;- PRECARIZZAZIONE PERMANENTE DELLA DOCENZA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come scrive Guido Martinotti su Europa del 26 gennaio 2006 (&lt;a href="http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp"&gt;cerca&lt;/a&gt; in Archivio), il programma dell’Unione per l’Università è «un elenco di cose da fare tenute insieme da un sapiente sistema di equilibri politici, che tuttavia non produce un’idea unitaria percepibile: un programma, appunto, piuttosto che un progetto». All’assenza di un progetto dell’Unione per l’Università ‘corrisponde’ invece un progetto articolato dei DS. Tale progetto prevede anche l’«Istituzione dell’Autorità per la valutazione del sistema delle università e della ricerca», di cui in un disegno di legge sono specificati la composizione (5 membri), i compiti e i poteri (&lt;a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc"&gt;vedi&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La composizione dell’Autorità (art. 4 del DDL) dovrebbe assicurare che essa operi «in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione (comma 2, art. 3). All’A. lo Stato delegherebbe i compiti di «valutazione esterna della qualità», di «indirizzo, coordinamento e vigilanza delle attività di valutazione interna» e di “valutazione” «dei programmi statali di finanziamento e di incentivazione» (comma 3, art. 3). L’A. ripartirebbe il 2% del fondo ordinario (nota 1) per il «finanziamento diretto di attività di ricerca nonché di alta formazione» (comma 5, art. 3). Inoltre “i corsi di studio universitari”, di cui l’A. stabilirebbe i requisiti minimi, sarebbero accreditati da “enti pubblici o privati indipendenti” inseriti in un albo gestito dall'A. stessa (comma 3, art. 8). Secondo il DDL dei DS, l’A. «determina le procedure, le metodologie ed i tempi operativi per la valutazione periodica dell’attività di ricerca svolta dai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;singoli&lt;/span&gt; professori e ricercatori universitari» “con la partecipazione (non la decisione, ndr) di commissioni nazionali espresse dalle relative comunità scientifico-disciplinari, prevedendo indicatori differenziati specifici per ciascuna area, nonché il coordinamento e la vigilanza sull'attività delle commissioni nazionali” (comma 5, art. 7).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’A. spetterebbe anche “l'indirizzo e la vigilanza” sulla “valutazione periodica delle attività svolte da ciascun professore o ricercatore universitario” (comma 6, art. 7). Tale valutazione sarebbe svolta dall’Ateneo “ogni quattro anni”. «Nel caso di giudizio negativo, la progressione economica di carriera del docente interessato rimane sospesa fino alla successiva valutazione. Nel caso di due successivi giudizi negativi, l’interessato è trasferito ad altra amministrazione pubblica ovvero, ove ne ricorrano le condizioni previste dalla legge in termini di anzianità contributiva e anagrafica, collocato a riposo. Avverso al giudizio negativo è ammesso il ricorso all’Autorità, la quale può confermare il giudizio dell’ateneo ovvero chiederne motivatamente il riesame» (comma 4, art. 14).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il loro progetto i DS, i quali rifiutano l’idea stessa di un Organismo nazionale di autogoverno del Sistema delle Università che ne difenda l’autonomia dai poteri forti accademico-politici, si propongono di regolare-controllare l’autonomia (?) degli Atenei. Con questo progetto si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell'Università per mezzo di una Autorità che difficilmente potrebbe rimanere impermeabile a tali poteri, i quali hanno ampiamente e continuamente condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa. All’Autorità verrebbero di fatto attribuiti anche compiti propri del Ministero, impedendo così l’individuazione della responsabilità politica delle scelte. Con questa sorta di esternalizzazione dell’autonomia dell’Università, si concentrerebbe in poche mani l’immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle stesse mani si accentrerebbe di fatto anche la gestione delle carriere dei singoli docenti, il cui ruolo verrebbe precarizzato rendendo periodicamente possibile la loro espulsione dall’Università. In tal modo si accrescerebbe a dismisura il controllo anche umano sul singolo docente che dipenderebbe passo-passo dal ‘maestro’ che lo ha reclutato. Si tratta dunque di un progetto che porterebbe all’asservimento dell’Università ai poteri forti dell’accademia. Questo progetto è contrario al dettato costituzionale che garantisce l’autonomia dell’Università e non può essere accettato da chi si è battuto contro il DDL Moratti e a favore di una Università nazionale e statale, democratica e realmente autonoma. Tutto ciò può essere assicurato solo dall’esistenza di un Organo nazionale di rappresentanza e di autogoverno, direttamente eletto da tutte le componenti universitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetiamo che è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indispensabile&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;urgente&lt;/span&gt; abrogare il ddlDDL Moratti e approvare tre provvedimenti che prevedano:&lt;br /&gt;1. il bando nei prossimi anni di almeno 20.000 nuovi posti in ruolo nella terza fascia per i giovani docenti, per dare uno sbocco agli attuali oltre 50.000 docenti precari e per ‘prevenire’ il prossimo pensionamento di oltre metà degli attuali professori e ricercatori;&lt;br /&gt;2. la trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori, con l’espressa previsione della loro partecipazione ai Consigli di facoltà;&lt;br /&gt;3. la fine dell’attuale mercato dei concorsi, distinguendo nettamente tra il reclutamento (con concorsi nazionali prevalentemente nella terza fascia) e l’avanzamento di carriera (giudizi nazionali individuali, con pieno e immediato riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente continua a lavorare), prevedendo uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. È indispensabile che a tutti i livelli le commissioni giudicatrici nazionali siano composte solo da professori ordinari sorteggiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa riforma del reclutamento e della carriera dei docenti è la pre-condizione per introdurre una valutazione della loro attività che non si traduca in un ulteriore strumento di controllo gerarchico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 febbraio 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota 1. "Il 2% del fondo ordinario" equivale a circa il 20% della parte del fondo non ‘vincolata'’al pagamento degli stipendi.&lt;br /&gt;==============&lt;br /&gt;Diffuso dall’Andu il 2 febbraio 2006&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116810433512605463?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116810433512605463/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116810433512605463' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116810433512605463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116810433512605463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/ds-esternalizzazione-dellautonomia.html' title='DS: Esternalizzazione dell’autonomia universitaria e precarizzazione della docenza'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116807864562680079</id><published>2007-01-06T02:14:00.000-08:00</published><updated>2007-01-06T10:41:20.453-08:00</updated><title type='text'>L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/357826/11.WalterTocci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/7648/11.WalterTocci.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ON. TOCCI E L’AGENZIA DEI DS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’on. Walter Tocci si è dimesso da responsabile DS del settore Università e Ricerca. Nella lettera (&lt;a href="http://www.dsonline.it/aree/universita/documenti/dettaglio.asp?id_doc=37675"&gt;vedi&lt;/a&gt;) con la quale egli motiva la sua scelta, ricorda di essersi battuto alla Camera, senza successo, contro i pesanti tagli all’Università e alla Ricerca. Tocci è comunque fiducioso «che al Senato si potranno determinare ulteriori miglioramenti, forse l’eliminazione completa dei tagli e magari anche risorse aggiuntive da distribuire secondo i risultati della valutazione».&lt;br /&gt;Nella sua lettera l'on. Tocci scrive anche: &lt;blockquote&gt;«Avevamo individuato nella valutazione la leva capace di spezzare l’alleanza perversa tra i vizi e le virtù della nostra accademia, in modo da liberare le migliori energie che oggi sono ingabbiate e favorire un ricambio generazionale basato sul merito. Si tratta di un nuovo approccio che non può convivere con la vecchia logica burocratica ed implica dunque non tanto l’approvazione di nuove leggi quanto la cancellazione di quelle inutili. Se non vuole rimanere un vezzo retorico il primato della valutazione deve comportare una rivoluzione copernicana nel governo del sistema: si tratta di eliminare l’apparato di controllo normativo e passare alla verifica dei risultati. Solo per questa via la sacrosanta Autonomia potrà finalmente conciliarsi con la sorella smarrita che si chiama Responsabilità».&lt;/blockquote&gt;Il fatto è che l’on. Tocci non ritiene ‘sufficiente’ l’Agenzia di valutazione prevista nel Decreto Legge (Decreto fiscale) che accompagna la Finanziaria e che è stato definitivamente convertito in legge dal Senato il &lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/elelenum.htm"&gt;23 novembre 2006&lt;/a&gt;. Questo provvedimento prevede una ‘normale’ Agenzia, che lascia giustamente al potere politico la gestione dei risultati dell’attività di valutazione da essa svolta. All’on. Tocci questa Agenzia non piace. Egli voleva che nella Finanziaria fosse prevista l’istituzione di «una vera Authority, come proposto dal disegno di legge presentato dai DS (e l’Unione?, ndr) in campagna elettorale» (&lt;a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc"&gt;vedi&lt;/a&gt;). Una struttura che «implica un ribaltamento radicale del vecchio metodo di governo del sistema», in una «logica della valutazione» dove «ciascun ente e università assuma come meglio crede, purché sia chiaro che i finanziamenti diminuiranno se i risultati non saranno positivi»(&lt;a href="http://www.blogger.com/%20http://www.dsonline.it/allegatidef/TOCCI%20finanziaria%20%20corr36688.doc%20"&gt;vedi&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, l’on. Tocci chiedeva che si imponesse con un Decreto Legge il progetto dei DS che prevede la creazione di un’Agenzia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forte&lt;/span&gt;. Con il loro progetto i DS - i quali ‘coerentemente’ rifiutano l’idea stessa di un Organismo nazionale di autogoverno del Sistema delle Università che ne difenda l’autonomia dai poteri forti - si propongono di regolare-controllare l’autonomia (?) degli Atenei. Con questo progetto si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell'Università per mezzo di un’Autorità permeabile a tali poteri, i quali hanno sempre condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Autorità verrebbero di fatto attribuiti anche compiti propri del Ministero, impedendo così l’individuazione della responsabilità politica delle scelte. Con questa sorta di esternalizzazione dell’autonomia universitaria, si concentrerebbe in poche mani l’immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università. Nelle stesse mani si accentrerebbe di fatto anche la gestione delle carriere dei singoli docenti, il cui ruolo verrebbe precarizzato rendendo periodicamente possibile la loro espulsione dall’Università. Si tratta, dunque, di un progetto in totale contrasto con l’art. 33 della Costituzione che garantisce l’autonomia dell’Università. Tutto questo lo abbiamo denunciato già nel documento del febbraio 2006 DS: “esternalizzazione dell’autonomia universitaria e precarizzazione permanente della docenza”, dove è contenuta una puntuale analisi del disegno di legge dei DS (&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/ds-esternalizzazione-dellautonomia.html"&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo politico-accademico-confindustriale, che da anni domina sull’Università, è allo sbando, ma non per questo è meno pericoloso: tutti contro tutti, ma tutti contro l’Università statale di massa e di qualità. Questo gruppo, dopo avere operato per demolire l’Università (falsa autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione del “3 + 2”, moltiplicazione degli Atenei, aumento a dismisura del precariato, progressiva riduzione dei finanziamenti, legge Moratti, ecc.), continua a pretendere di ‘salvarla’ per, in realtà, concentrare in poche mani e in poche sedi (le loro ‘eccellenze’) le risorse pubbliche per l’Alta formazione e la Ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È necessario e urgentissimo che il Ministro e il Governo non si facciano più ‘carico’ degli interessi delle oligarchie accademico-confindustriali, ma, invece, prendano finalmente a cuore gli interessi generali dell’Università e del Paese, assumendo come propri interlocutori l’intero mondo universitario e le sue rappresentanze. Da anni le Organizzazioni della docenza propongono, finora inascoltate, soluzioni ragionate e organiche per i problemi del diritto allo studio, della didattica, del precariato, del reclutamento e della carriera dei docenti, della rappresentanza del Sistema nazionale dell’Università e della riorganizzazione degli Atenei.  Da anni, in particolare, l’ANDU su queste questioni ha elaborato proposte (nota 1) rispetto alle quali finora si sono operate scelte accademico-ministeriali diametralmente opposte, con i risultati devastanti che sono sotto gli occhi di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Diffuso dall'ANDU il 24 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota 1. Per la “Sintesi delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;proposte dell’Andu&lt;/span&gt; per una riforma della docenza e della governance”: vedi in &lt;a href="http://www.bur.it/sezioni/s_andu_1.htm"&gt;BUR&lt;/a&gt; o anche &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116807864562680079?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116807864562680079/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116807864562680079' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116807864562680079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116807864562680079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/lon-tocci-e-lagenzia-dei-ds.html' title='L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116803368591348662</id><published>2007-01-05T13:47:00.000-08:00</published><updated>2007-01-05T15:12:38.506-08:00</updated><title type='text'>Un’intervista a Fabio Mussi del 24.11.06 su Enti e democrazia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnaliamo l’intervista al ministro Fabio Mussi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pacchetto Mussi&lt;/span&gt; di Rosa Mordenti sul n. 42 del settimanale &lt;a href="http://www.selpress.com/unipr/immagini/221106R/2006112231217.pdf"&gt;Carta del 24 novembre 2006&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo inoltre il comunicato stampa del MUR in cui il ministro Fabio Mussi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/705261/16.mussi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/469475/16.mussi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; si impegna a proporre «una modifica già nel testo della legge Finanziaria in discussione al Senato» alla norma, contenuta del Decreto fiscale appena approvato, con la quale gli Enti di ricerca sono stati sottoposti alla ‘tutela’ del Governo, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Ci auguriamo che la modifica annunciata restituisca pienamente agli Enti la dignità prevista dalla Costituzione. Mussi afferma: «Democrazia è ascoltare le voci della società e delle Istituzioni, e correggere tempestivamente quanto c’è da correggere». Speriamo che da ora in poi il Ministro ascolti tempestivamente e sul serio tutte le componenti del mondo universitario e le loro rappresentanze per elaborare e realizzare le riforme indispensabili per il rilancio dell’Università nell’interesse del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da “&lt;a href="http://www.miur.it/comunicatistampa/ComunicatoDettagli.aspx?id=119"&gt;Comunicati Stampa&lt;/a&gt;” del MUR:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Università e Ricerca:&lt;br /&gt;Ordine del giorno su decreto fiscale Enti di ricerca,&lt;br /&gt;dichiarazione del Ministro Mussi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;«Sono pronto a raccogliere l’OdG approvato dal Senato sulla norma del Decreto fiscale relativa ai poteri regolamentari sugli Enti di Ricerca, che va nel senso della proposta originaria del mio Ministero».&lt;br /&gt;Lo afferma il Ministro dell’Università e della Ricerca On. Fabio Mussi.&lt;br /&gt;«L’intenzione del Governo – continua il ministro -  è esattamente quella di sburocratizzare, di ripristinare l’autogoverno della comunità scientifica, e di liberarla dalla dipendenza diretta dal potere politico, che negli ultimi anni è stata molto forte».&lt;br /&gt;«Tutti gli atti compiuti fin qui, a partire dalle procedure assolutamente innovative per la designazione dei presidenti dello Science Area Park di Trieste e dell’ASI, testimoniano di questa ferma volontà».&lt;br /&gt;«Ma – spiega Mussi - sono emerse preoccupazioni, manifestate non solo in sede parlamentare (nonostante che l'adozione dei regolamenti preveda il parere del Parlamento), che la norma possa esporre al rischio di produrre effetti contrari. Ne proporrò allora una modifica già nel testo della legge Finanziaria in discussione al Senato».&lt;br /&gt;«Democrazia – conclude - è ascoltare le voci della società e delle Istituzioni, e correggere tempestivamente  quanto c’è da correggere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Il Ministro&lt;br /&gt;Mussi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- Diffuso dall’Andu il 25 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116803368591348662?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116803368591348662/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116803368591348662' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116803368591348662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116803368591348662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/unintervista-fabio-mussi-del-241106-su.html' title='Un’intervista a Fabio Mussi del 24.11.06 su Enti e democrazia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116799225908504475</id><published>2007-01-05T01:16:00.000-08:00</published><updated>2007-01-09T00:28:06.186-08:00</updated><title type='text'>Andu 29.11.06: L’Agenzia della “Legge Modica-Tucci”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANDU&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’Agenzia della “Legge Modica-Tucci”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’intervento di Fiorella Kostoris “I limiti dell’Agenzia ministeriale. Sull’università il governo affonda la meritocrazia” (qui sotto riportato), apparso sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt; del 28 novembre 2006, ha una cosa importante in comune con il documento dell’ANDU “L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS”&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/138484/11.WalterTocci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/195887/11.WalterTocci.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; del 24 novembre 2006 (&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/lon-tocci-e-lagenzia-dei-ds.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;). Fiorella Kostoris, come l’ANDU, individua nelle motivazioni delle dimissioni dell'on. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Walter Tocci&lt;/span&gt;  da una carica interna ai DS, il ‘nucleo’ accademico-politico della sua scelta: l’insoddisfazione per il ‘tipo’ di Agenzia per la valutazione prevista nel Decreto fiscale recentemente approvato e il profondo disappunto per il fatto che non sia stata invece recepita l’Agenzia come prevista dal disegno di legge dei DS o “legge Modica-Tocci”, come la chiama Kostoris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kostoris, come l’ANDU, coglie e sottolinea l’enorme differenza tra i due tipi di Agenzia. Una differenza che deriva da due opposte visioni della natura e del ruolo dell’Università italiana. Kostoris, con il suo intervento, ha il merito di sollecitare, come tenta da mesi di fare l’ANDU, il mondo universitario ad aprire gli occhi sulle questioni veramente centrali per l’Università, invece di guardarle - come fanno in troppi - attraverso il ‘prosciutto’ delle ‘logiche’ degli schieramenti politici o sub-politici. L’ANDU da mesi richiama l’attenzione sul disegno di legge dei DS, sul quale i promotori hanno condotto una loro specifica campagna elettorale, ‘a prescindere’ dal resto dell’Unione. Sulla loro ‘Agenzia forte’, i presentatori del disegno di legge e il gruppo accademico che lo sostiene, si “giocano la faccia”, come essi stessi hanno dichiarato già nel febbraio di quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che, con quanto previsto dal disegno di legge dei DS, è l’esistenza stessa dell’Università statale, di massa e di qualità, ad essere messa in gioco. Alle considerazioni dall’ANDU, più volte espresse, contro l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Agenzia forte&lt;/span&gt; voluta dai DS, vogliamo aggiungere quelle contenute in un “Quaderno” (&lt;a href="http://www.blogger.com/%20http://www.astridonline.it/L-universi/CARTELLA-P/Univ-e-Ric_Testo.pdf"&gt;vedi&lt;/a&gt;), elaborato nell’autunno scorso, dall’Associazione &lt;a href="http://www.astrid-online.it/"&gt;Astrid&lt;/a&gt;, presieduta da Franco Bassanini. A pag. 105 del “Quaderno” si legge: &lt;blockquote&gt;«La valutazione ha come obbiettivi fondamentali il continuo miglioramento degli atenei e la trasparenza della valutazione qualitativa e quantitativa delle loro attività didattiche e di ricerca, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; quello di ripartire il finanziamento pubblico o di dare indicazioni cogenti sui criteri della ripartizione. Si rischia altrimenti di deformare la valutazione per tener conto delle complesse problematiche del sostegno pubblico alle università. Sarà quindi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Ministero&lt;/span&gt; che giudicherà e stabilirà come e quanto tener conto dei risultati della valutazione nella ripartizione del finanziamento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rispondendone politicamente&lt;/span&gt;. Viceversa si garantirà in questo modo che la ripartizione del finanziamento non diventi implicitamente il criterio unico di valutazione della qualità, deformandone significato e portata innovativa».&lt;/blockquote&gt;Abbiamo riportato questa opinione di Astrid sull’Agenzia - non lontana da quella espressa dall’ANDU - anche perché Astrid è un’Associazione che per quasi tutto il resto delle questioni riguardanti l’Università ha espresso posizioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anticipatorie&lt;/span&gt; di quelle del gruppo accademico-politico che attualmente »fa« la politica dei DS per l’Università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;=======&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt; del 28/11/06:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I limiti dell’Agenzia ministeriale &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sull’Università il governo affonda la meritocrazia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Fiorella Kostoris&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’onorevole Walter Tocci, responsabile Ds per Ricerca e università, ha rassegnato le sue dimissioni perché il “risultato” della manovra è “insoddisfacente” nel campo di sua competenza, non solo e non tanto perché nella finanziaria “permangono tagli agli enti [di ricerca] e all’università”, quanto soprattutto perché «la parte normativa è inadeguata... L’istituzione dell’apposita Agenzia per la valutazione è ancora una semplice aggiunta al vecchio sistema burocratico e non è ancora assunta come la leva fondamentale per riformarlo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/82168/12.%20Fiorella%20Costoris.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/959231/12.%20Fiorella%20Costoris.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La strada del merito non solo sarebbe la più adatta a governare lo specifico della ricerca, ma sarebbe anche la più semplice da attuare». Pur tra le molte differenze, questa impostazione è condivisa da numerosi, autorevoli professori universitari: per citarne uno, Francesco Giavazzi sostiene sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/11_Novembre/14/giavazzi.shtml"&gt;14 novembre 2006&lt;/a&gt; che se davvero volesse spostare i fondi per la ricerca «dalla mediocrità all’eccellenza» il ministro Mussi avrebbe un modo semplice per dimostrarlo: assegni una quota significativa delle risorse in base alle valutazioni che il suo stesso ministero tramite il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr) ha appena svolto. Da quest’anno accademico, non “in futuro” come invece ha annunciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole chiave &lt;a href="http://www.civr.it/ecivr/members.asp"&gt;CIVR&lt;/a&gt; e Agenzia richiedono un approfondimento. Con il decreto n. 2206 del dicembre 2003, il ministro Moratti affida al Civr il compito di svolgere il primo esercizio nazionale di valutazione ex post della ricerca italiana, relativo al triennio 2001-2003, sulla scia dell’inglese &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Research_Assessment_Exercise"&gt;Research assessment exercise&lt;/a&gt;, giunto dopo 20 anni alla sua quinta edizione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/990958/13.letizia_moratti.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/142841/13.letizia_moratti.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;signora ministro&lt;/span&gt; si impegna poi ad allocare un terzo dei finanziamenti ordinari dell’università e degli enti di ricerca secondo l’ordinamento meritocratico di tali strutture fornitole da un board di 7 membri del Civr (fra cui la stessa Fiorella Kostoris, &lt;a href="http://www.civr.it/ecivr/members.asp"&gt;vedi&lt;/a&gt;; NdR); questo si appoggia sui giudizi di 20 panel di area appositamente creati, uno per ciascuno dei 14 settori di ricerca definiti dal Cun più 6 aree speciali, i quali, a loro volta, si basano sulla valutazione indipendente di almeno due esperti, di cui un quarto stranieri, su ognuno dei migliori prodotti di ricerca autoselezionati, area per area, dalle strutture. L’esame da parte dei panel della performance scientifica nelle varie aree di ricerca delle 102 principali strutture del nostro Paese (incluse tutte le 77 università, tra statali e legalmente riconosciute) termina nel dicembre del 2005, avendo coinvolto 150 panelisti, 6 mila esperti, circa 18 mila prodotti, con un costo complessivo di 3 milioni e mezzo di euro: per la prima volta nella storia del nostro Paese, nel gennaio 2006 un rapporto scritto identifica, per ognuno dei 20 settori disciplinari, un ordinamento quantitativo completo delle strutture, in ragione della valutazione ex post dei prodotti di ricerca di quell’area. Nonostante nel rapporto conclusivo dei panel emergano dalla valutazione, area per area, le migliori come le peggiori strutture, e ciascuna sia con piena trasparenza e inflessibilmente giudicata in un ranking numerico, nessuna di esse lamenta ingiustizie. Anzi, da più parti si esprime la speranza che innovazioni ancor più profonde conseguano dal rapporto finale del board del Civr, destinato a dare un giudizio circostanziato delle strutture, dunque una valutazione non più soltanto area per area (purtroppo tale rapporto finale è ancora in attesa di essere presentato al ministro Mussi, per poter poi divenire di dominio pubblico): &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/489588/14.GianniToniolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/259075/14.GianniToniolo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ad esempio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gianni Toniolo&lt;/span&gt; scrive il &lt;a href="http://www.unipd.it/rassegna_pdf/rs20060321_mi12070.pdf"&gt;21 marzo 2006&lt;/a&gt; sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sole24Ore&lt;/span&gt; che, grazie al Civr, «enti, dipartimenti, facoltà si stanno interrogando sui motivi dei propri successi e dei propri fallimenti, sui costi di una politica di assunzioni e promozioni attenta a parametri (scuole, vicinanza ideologica, appartenenza alla sede, anzianità di servizio) diversi da quelli dell’eccellenza scientifica. Si tratta di novità non da poco. Ma i cambiamenti di mentalità, di cultura, durano poco se non sono sostenuti da incentivi adeguati e necessari, il 1° [essendo] l’assegnazione dei finanziamenti alla ricerca sulla base delle valutazioni di un Civr trasformato in Autorità indipendente per la valutazione della ricerca».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’iniziale giorno di primavera di quest’anno, quando &lt;a href="http://www.economia.uniroma2.it/dei/professori/toniolo/Gianni%20Toniolo.htm"&gt;Toniolo&lt;/a&gt; così si esprime, molti ritengono che, se il centrosinistra tornasse, di lì a qualche giorno, al governo, il principio della valutazione nella ricerca uscirebbe rafforzato, perché la proposta di legge dei Ds del gennaio 2006 (con primi firmatari l’allora senatore, oggi sottosegretario al Miur, &lt;a href="http://www.lucianomodica.it/biografia.php"&gt;Luciano Modica&lt;/a&gt; e l’onorevole Walter Tocci)&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/769852/15.luciano_modica.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/520727/15.luciano_modica.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; prevede l’istituzione di quella specifica Autorità, cui riserva la funzione sia di effettuare «sulla base dei risultati delle sue attività di valutazione, la ripartizione tra le università e tra gli enti di ricerca di una quota» dei loro finanziamenti ordinari, sia di determinare «procedure, metodologie e tempi operativi», necessari alla valutazione periodica dell’attività dei singoli ricercatori. Viceversa, il decreto legge n. 262 del nuovo esecutivo, definitivamente convertito in legge il 23 novembre 2006, da un lato istituisce non un’Autorità indipendente bensì una mera Agenzia ministeriale (chiamata Anvur), solo dotata di “personalità giuridica di diritto pubblico” e, dall’altro lato, ne sancisce la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;diminutio&lt;/span&gt;, perché la priva dei principali compiti sopra menzionati nella proposta di legge Modica-Tocci. Rimane soltanto che «i risultati delle attività di valutazione dell’Agenzia costituiscono criterio di riferimento per l’allocazione dei finanziamenti statali all’università e agli enti di ricerca». In aggiunta, i fondi annui assegnati all’Agenzia sono di poco superiori a quelli per il 2006 di uno dei due Comitati (il Cnvsu), che, con il Civr, confluisce nell’Agenzia, mentre al Civr medesimo, cui nel frattempo si chiede di procedere al secondo esercizio di valutazione triennale della ricerca per il periodo 2004-2006, la Finanziaria non sembra dare alcun quattrino nel 2007. Infine, l’indebolimento dell’Agenzia è confermato dalla lettera che l’11 novembre 2006 il consigliere del ministro Mussi, Giovanni Ragone, invia a una sigla sindacale, da sempre ostile alla centralità della valutazione della ricerca nella proposta Modica-Tocci, affermando che «quote crescenti del finanziamento pubblico andranno distribuite fra le strutture in relazione ai risultati» su decisione delgoverno, non dell’Agenzia. L’Agenzia, almeno in un primo tempo, dovrà provare a valutare i risultati delle strutture e dei progetti”, non (aggiungo io) dei singoli ricercatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 440 anni pare, dunque, ancora prematuro il tentativo di concretizzare quell’aspirazione allegorica, magistralmente illustrata da Paolo Veronese nella lunetta affrescata della Villa palladiana di Maser, dove «l’Oblio scopre il Merito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’Andu il 29 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116799225908504475?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116799225908504475/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116799225908504475' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116799225908504475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116799225908504475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-291106-lagenzia-della-legge.html' title='Andu 29.11.06: L’Agenzia della “Legge Modica-Tucci”'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116798543390419912</id><published>2007-01-05T00:10:00.000-08:00</published><updated>2007-01-05T00:25:44.653-08:00</updated><title type='text'>Andu 14.10.06: Settimana di mobilitazione negli Atenei</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;23-27 OTTOBRE SETTIMANA DI MOBILITAZIONE NEGLI ATENEI&lt;br /&gt;27 OTTOBRE ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL- Università, CISL-Università, CNRU,  CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        Le Organizzazioni e le Associazioni dei docenti e degli studenti universitari si sono riunite, con la partecipazione della RNRP, per una valutazione della proposta di Legge Finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Le OO.AA. valutano in modo del tutto negativo quanto finora previsto dal Governo, sia sul piano del metodo sia sul piano dei contenuti.&lt;br /&gt;   Sul piano del metodo, le OO.AA. considerano improprio l’inserimento in una legge finanziaria di norme che disciplinano contenuti, come lo stato giuridico, che devono  trovare la loro disciplina in una legge ordinaria ad essi solo finalizzata. Altrettanto impropria è la introduzione in un decreto legge dell’Agenzia di valutazione. Dietro questi provvedimenti vi sono poi deleghe generiche e gravi manchevolezze.&lt;br /&gt;       La politica governativa sull’Università e la Ricerca appare per ora fortemente deludente:&lt;br /&gt;   - sul piano delle risorse, il FFO riceve meno della metà dell’inflazione reale, e viene mantenuto il taglio alle spese per consumi intermedi previsto dal Decreto Bersani;&lt;br /&gt;      -  permane molto alto il numero degli studenti idonei (oltre un quarto) che non beneficiano delle borse di studio;&lt;br /&gt;      -  il reclutamento straordinario di ricercatori giovani  è del tutto insufficiente; e inoltre per questi ricercatori si prevede un’idoneità nazionale, istituendo così un secondo canale di reclutamento incompatibile con quello ordinario, e senza peraltro indicare il successivo meccanismo di inquadramento presso gli Atenei;&lt;br /&gt;      -  nuove assunzioni sono praticamente impossibili per il 2007, e fortemente limitate per gli anni successivi;&lt;br /&gt;   - agli Enti di Ricerca viene sottratta autonomia attraverso la modifica degli Organi di governo e di gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Le OO.AA. si fanno carico del profondo allarme che ha creato in tutto il mondo universitario la previsione del dimezzamento degli scatti biennali: a parte l'indubbio e oggettivo valore punitivo di questa norma, le OO.AA. rilevano come il Governo non abbia compreso che quell’apparente automatismo era ed è parte essenziale dell’intera struttura retributiva e funzionale dello stato giuridico del docente universitario. Qualsiasi intervento sulle retribuzioni non può avvenire al di fuori e prima di un nuovo quadro normativo complessivo dello stato giuridico, ivi compresa la valutazione individuale.&lt;br /&gt;     Appare infine urgente e necessario procedere ad un vero monitoraggio dell’attuazione e degli effetti della riforma didattica, ritenendo inopportuna l'accelerazione dell'iniziativa normativa (i decreti applicativi del D.M. 270/2004) in assenza di una discussione approfondita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Le OO.AA. esprimono l'auspicio che il Governo e il Parlamento vogliano imprimere un segno di radicale cambiamento alla politica per l'Università, per chi vi lavora, per chi vi studia.&lt;br /&gt;       In questa situazione così grave, le OO.AA. chiamano  tutte le componenti universitarie alla mobilitazione locale e nazionale, nelle forme che ogni sede sceglierà tenendo conto del seguente calendario:&lt;br /&gt;      -  una settimana di iniziative locali, dal 23 al 27 ottobre, con assemblee di Facoltà e di Ateneo;&lt;br /&gt;         -  un’assemblea nazionale a Roma per il 27 ottobre;&lt;br /&gt;       -  una manifestazione nazionale a Roma, il giorno 17 novembre 2006, giorno di sciopero nazionale nelle Università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Roma, 13 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall’Andu il 14 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116798543390419912?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116798543390419912/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116798543390419912' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116798543390419912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116798543390419912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-141006-settimana-di-mobilitazione.html' title='Andu 14.10.06: Settimana di mobilitazione negli Atenei'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116791258514418415</id><published>2007-01-04T04:08:00.000-08:00</published><updated>2007-01-05T00:28:48.446-08:00</updated><title type='text'>Proposte ANDU e iniziative unitarie (25.1.06)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANDU&lt;br /&gt;Associazione Nazionale Docenti Unversitari&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;  Quale contributo al dibattito che in questa fase pre-elettorale si sta sviluppando nelle Università anche per iniziativa delle Organizzazioni della docenza (v. in calce i dibattiti e il documento unitari), della CRUI, di Gruppi accademici e di Partiti, riproponiamo le posizioni dell’ANDU sulla Docenza e sulla Governance.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;SINTESI DELLE PROPOSTE DELL’ANDU SU DOCENZA E GOVERNANCE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;DOCENZA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;  Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneità nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facoltà e l’accesso ai fondi anche per i professori di terza fascia non confermati. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni e bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20000 posti di terza fascia, con cancellazione dell’attuale giungla di figure precarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;GOVERNANCE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;  Gli Atenei devono essere governati da strutture elettive interne agli Atenei stessi e, in particolare, i Senati accademici devono essere composti esclusivamente da rappresentanze paritetiche di ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti. I rappresentanti dei docenti devono essere espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Il Sistema nazionale delle Università deve essere rappresentato da un unico Organo di autogoverno composto da rappresentanti dei docenti espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. Di quest’organismo devono fare anche parte consistenti rappresentanze dei tecnico-amministrativi e degli studenti, elette direttamente dalle rispettive categorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;LE INIZIATIVE UNITARIE DELLE ORGANIZZAZIONI DELLA DOCENZA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ADI, ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Organizzazioni unitarie della docenza promuovono alcune iniziative di confronto sulle questioni centrali dell’Università sulla base delle posizioni da esse sostenute da anni e riassunte nel recente documento unitario qui allegato. Le sedi universitarie già individuate per il confronto sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Milano - 24 febbraio 2006&lt;br /&gt;Pisa - 3 marzo 2006&lt;br /&gt;Napoli - 14 marzo 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A queste iniziative saranno invitati a partecipare i docenti, i precari e gli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 20 gennaio 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;UNA NUOVA UNIVERSITÀ PER L’ITALIA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’Università di oggi è investita dai bisogni e dalle richieste provenienti da un Paese sicuramente in forte cambiamento, ma a metà del guado tra decadenza e progresso, con l’acqua alla gola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL CONTESTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Università di oggi, in Italia, deve confrontarsi ad almeno quattro livelli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Un livello internazionale globale, che deve essere di competizione con la realtà dei Paesi avanzati e di solidarietà con i Paesi in via di sviluppo.&lt;br /&gt;2. Un livello europeo, nel quale la crescita comune deve essere obiettivo prioritario, perseguito in modo equilibrato e tenendo conto della diversità delle competenze.&lt;br /&gt;3. Un livello nazionale, nel quale si confrontino i singoli Atenei, nell’ambito di un sistema nazionale di indirizzo e di valutazione, sistema che sia strutturalmente legato agli obiettivi ed agli strumenti delle politiche nazionali.&lt;br /&gt;4. Un livello locale, dimensionato e coordinato come una rete di stretti rapporti tra gli Atenei dello stesso bacino, con i bisogni del territorio, con le strutture produttive e del terziario, con gli enti locali, in primo luogo Comuni e Regioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;GLI OBIETTIVI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nella cornice generale costituita dagli artt. 9, 33 e 34 della Costituzione italiana, dal Trattato che istituisce una Costituzione europea, nel quadro ordinamentale disegnato dagli artt. 97, 98 e 117, nel contesto sopra delineato, costituiscono obiettivi primari:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)    rendere il più ampio e proficuo possibile l’accesso all’istruzione superiore (assicurando ovunque il diritto di accedervi ai “capaci e meritevoli”);&lt;br /&gt;b)    elevare la qualità dell’insegnamento e della ricerca scientifica e artistica (garantendone ovunque la libertà), rimanendo sempre uniti insegnamento e ricerca;&lt;br /&gt;c) individuare efficienti modalità di governo e di funzionamento degli Atenei e dell’Università (che coniughino il miglior andamento con il massimo della partecipazione democratica di ogni componente ai processi decisionali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I SOGGETTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Individui&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• I docenti: funzione essenziale dei docenti universitari è insegnare e ricercare nella libertà ed essi rispondono - per se stessi e per la struttura in cui operano - della qualità dell’attività svolta e della rispondenza di essa ai compiti istituzionali; poiché questa libertà è loro concessa perché essa è garanzia della libertà di pensiero per tutti, i docenti universitari rivestono una funzione pubblica. In ragione dell’unicità della loro funzione, dopo un periodo di formazione non troppo lungo e un rigoroso e trasparente concorso di accesso, il ruolo è unico, articolato su tre fasce in una progressione di carriera basata su valutazioni individuali.&lt;br /&gt;• Gli studenti universitari, nelle diverse tipologie di studenti a tempo pieno, studenti-lavoratori e lavoratori-studenti, sono tutti parte essenziale del futuro del Paese: perciò ai diversi livelli degli studi universitari essi costituiscono un investimento del Paese e quindi devono fruire di risorse e servizi pubblici almeno decorosi.&lt;br /&gt;• Essenziale per il raggiungimento degli obiettivi è il personale tecnico-amministrativo, che deve essere adeguato qualitativamente e quantitativamente, motivato e riconosciuto come facente parte dell’università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soggetti collettivi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Gli Atenei possono essere pubblici o privati: solo i primi hanno diritto ad accedere al finanziamento pubblico, che è dovere dello Stato nazionale nei confronti di una propria funzione primaria, non svolgibile nella sua interezza di diritto e di fatto da altri soggetti. Sono Atenei e Università (pubblici e privati) solo quelle istituzioni che pratichino insieme didattica - a tutti i livelli, ivi compresa la formazione del futuro docente - e ricerca; e solo questi  possono  rilasciare titoli di studio e partecipare a progetti di ricerca.&lt;br /&gt;• L’insieme degli Atenei pubblici e privati accreditati costituisce il sistema universitario nazionale; sono docenti universitari solo coloro che hanno vinto il relativo concorso, essi appartengono al ruolo unico nazionale con i relativi diritti e doveri; possono prestare servizio solo nelle Università pubbliche o nelle private accreditate.&lt;br /&gt;• La legge disciplina la formazione delle professioni sanitarie, alla quale sono preposti i Policlinici universitari, e le modalità di partecipazione delle Università alle attività nell’ambito del sistema nazionale sanitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;LE REGOLE E GLI STRUMENTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La legge deve disciplinare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)    un’autorità centrale politica (MIUR), che programmi e indirizzi (a monte), premi o sanzioni (a valle);&lt;br /&gt;b)     un’autorità centrale tecnica (Authority), che valuti la qualità dell’attività svolta, secondo parametri noti e discussi con la comunità scientifica;&lt;br /&gt;c)    un organismo nazionale elettivo, che svolga funzioni di rappresentanza e di coordinamento funzionale delle autonomie considerate come un sistema unitario ed esprima la corte di disciplina;&lt;br /&gt;d)    l’autonomia dei singoli Atenei, come potere di autodisciplinarsi nei limiti e nel rispetto di regole comuni di autogoverno fissate da legge nazionale, contemplanti almeno la figura di un rettore eletto dall’intera universitas, un ampio organo elettivo titolare del potere di indirizzo e di sfiducia nei confronti del rettore, un più ristretto organo di gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dicembre 2005&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;- Diffuso dall’Andu il 25 gennaio 2006&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116791258514418415?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116791258514418415/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116791258514418415' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116791258514418415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116791258514418415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/proposte-andu-e-iniziative-unitarie.html' title='Proposte ANDU e iniziative unitarie (25.1.06)'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116768095339304720</id><published>2007-01-01T11:47:00.000-08:00</published><updated>2007-01-04T04:58:34.220-08:00</updated><title type='text'>ANDU: 3 + 2 = un ‘fiasco’ anche tedesco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“3 + 2”. “UN FIASCO” ANCHE  TEDESCO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   Università tedesca: ordinamenti didattici, università eccellenti, tasse degli studenti. Su queste questioni invitiamo a leggere l’interessante articolo qui sotto riportato. In Germania, come in Italia, il 3 +2 è stato un disastro. In Germania sono stati scelti dieci ‘Atenei eccellenti’ (per l’Italia la Confindustria ne ha individuati quindici) che assorbiranno «la parte più consistente dei finanziamenti pubblici e privati», «col pericolo che si determini un sistema differenziato tra atenei di serie A e di serie B» e «il sospetto che si sia deciso secondo ragioni piuttosto politiche che meritocratiche». E ora è arrivata anche la «moda derivata dagli Stati Uniti, delle cosiddette Firmenhochsculen, ovvero ‘università aziendali’». In Germania gli studenti universitari non pagano alcuna tassa. Dal 2007 in qualche Università si pagherà  «in media circa 1000 euro all'anno».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt; del 29/11/06:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Atenei tedeschi. Si accentuano gli elementi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; di crisi nelle scuole superiori della Germania&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non dite a Von Humboldt che c'è oggi pure l’università McDonald&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gherardo Ugolini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Berlino. C’era una volta il modello Humboldt. Un modello di organizzazione dell’università che il filosofo e linguista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wilhelm von Humboldt&lt;/span&gt; teorizzò e mise in pratica quando al principio dell’Ottocento fu incaricato, quale ministro dell’istruzione del regno di Prussia, di fondare l’università di Berlino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/219269/8.humboldw.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/352465/8.humboldw.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Si trattava di un concetto nuovo, fondato su due principi fondamentali: da un lato l’unitò di ricerca scientifica e didattica e dall’altro la totale indipendenza del mondo accademico dall’economia e dalla politica. Per decenni il modello Humboldt ha fatto scuola, imitato nel resto della Germania e nel mondo intero. Ha garantito alle universitò tedesche un solido primato internazionale. Ancora all’inizio del XX secolo atenei come Heidelberg, Göttingen o Tübingen erano universalmente considerati centri di prima qualità, paradigmi cui uniformarsi. Ma a partire dal dopoguerra si è via via accentuata una tendenza negativa e le università della Germania hanno subito una strisciante perdita di livello e prestigio. Negli ultimi tempi la crisi si è andata acuendo, al punto che si è posta con urgenza la necessità di riorganizzare il sistema dell’istruzione universitaria per guadagnare competitività e tenere il passo degli altri paesi. Con una difficoltà particolare e cioè il fatto che in Germania, dato il sistema amministrativo di tipo federale, le competenze in materia sono suddivise tra stato e singoli Länder: il primo fissa il quadro legislativo generale, ai secondi spetta il finanziamento e la gestione degli atenei. Ciò determina una situazione di confusione e di competitività tra i Länder con differenziazioni talvolta notevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riforma degli ordinamenti, avviata nel 2002, si è rivelata un fiasco. Come negli altri paesi dell’Unione Europea, anche in Germania è stato introdotto il sistema 3+2, anche se qui si è adottata la terminologia anglo-americana per cui si chiama “Bachelor” il titolo di primo livello e “Master” quello di secondo livello. Il risultato è stato un generale abbassamento degli standard qualitativi e una perdita di prestigio per i titoli conseguiti. Uno smacco che finirà con l’aggravare il fenomeno, ben conosciuto anche qui, della “fuga dei cervelli” verso centri di ricerca più appetibili. Un altro tentativo di riformare il sistema è quello architettato un paio d’anni fa dal governo Schröder e ora portato avanti da Angela Merkel e dalla ministra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Schavan&lt;/span&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/907904/9.Schavan_2004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/61041/9.Schavan_2004.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La parola d'ordine è Elite-Universität, ovvero “università d’eccellenza”. L’idea è quella di selezionare, attraverso un comitato di esperti sia tedeschi che stranieri un ristretto gruppo di atenei (non più di dieci) che meritino il patentino di centri d’eccellenza e provvedano alla formazione dei talenti migliori. È ovvio che la parte più consistente dei finanziamenti pubblici e privati finirà nelle casse di queste istituzioni, col pericolo che si determini un sistema differenziato tra atenei di serie A e di serie B. Quando qualche settimana fa sono stati resi noti i risultati della prima selezione (che ha promosso quali centri d’eccellenza le due università di Monaco e quella di Karlsruhe), subito sono divampate aspre polemiche: gli atenei bocciati hanno contestato la trasparenza dei criteri adottati per la scelta. Le università del Nord e quelle dell’ex Germania Orientale, sentitesi bocciate e umiliate, hanno avanzato il sospetto che si sia deciso secondo ragioni piuttosto politiche che meritocratiche. Un sintomo della crisi è la recente moda, derivata dagli Stati Uniti, delle cosiddette Firmenhochsculen, ovvero “università aziendali”. Grandi imprese quali Lufthansa, Bertelsmann, Daimler-Chrysler hanno inaugurato i loro poli accademici dove formare i quadri aziendali del futuro. L’ultima ad aprire i battenti in ordine di tempo è stata l’Università della Volkswagen a Wolfsburg, subito ribattezzata AutoUni, ovvero “università dell’automobile”. Perfino McDonald’s ha in Baviera una sua università dove è possibile conseguire il master in “Restaurant Assistant Manager”. Ma che profilo scientifico possono garantire questi atenei? E che ripercussioni possono avere sul sistema accademico generale? Tra gli esperti prevale lo scetticismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a proposito di finanziamenti c’è da registrare un’importante novità. È caduto l’ultimo tabù che caratterizzava il sistema accademico tedesco, quello delle tasse universitarie. Fino ad oggi gli studenti non pagavano un centesimo per immatricolarsi e potevano studiare gratuitamente per anni fino al conseguimento della laurea godendo in cambio dei piccoli privilegi connessi con lo status di studente: la mensa, l’abbonamento ridotto per autobus e metropolitana, biglietti scontati per cinema e teatro etc. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/640654/10.studenten-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/315313/10.studenten-2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Chiunque in passato abbia proposto di introdurre delle tasse per lo studio è caduto vittima delle proteste che inesorabilmente scoppiavano negli atenei, con contorno di scioperi e occupazioni (l’ultima ondata è stata nel 2003-2004). Ma ormai, anche in seguito a un pronunciamento della Corte Costituzionale, il principio per cui chi studia deve pagare sembra esser passato, sebbene il processo di introduzione delle tasse universitarie proceda a macchia di leopardo. Ci sono regioni come la Baviera, il Baden-Württemberg, l’Assia e il Nord-Reno-Vestfalia in cui la decisione è ormai presa e dal 2007 scatterà  l’obbligo di pagare (in media circa 1000 euro all'anno). In altri Länder quali Renania-Palatinato, Turingia e Sassonia si è deciso di far pagare solo gli studenti fuori corso, mantenendo la gratuità per i primi anni. A Berlino e in altre regioni dell’Est (Brandeburgo, Sassonia, Meclemburgo-Pommerania) prevale la logica della assoluta gratuità degli studi accademici. Tale differenziazione è possibile a causa della struttura federalista dello stato tedesco. Ma quali saranno le conseguenze? Il pericolo è che le università dove si paga riescano con i nuovi introiti a migliorare l’offerta didattica, i servizi e le strutture di ricerca, accentuando il divario rispetto agli atenei la cui frequenza rimane gratuita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'ANDU il 2 dicembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116768095339304720?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116768095339304720/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116768095339304720' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116768095339304720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116768095339304720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-3-2-un-fiasco-anche-tedesco.html' title='ANDU: 3 + 2 = un ‘fiasco’ anche tedesco'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116767896654253944</id><published>2007-01-01T11:11:00.000-08:00</published><updated>2007-01-01T11:26:30.320-08:00</updated><title type='text'>ANDU 4.12.04: Su Finanziaria e Governo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU,&lt;br /&gt;CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le Organizzazioni e le Associazioni dei docenti e degli studenti universitari si sono riunite per una valutazione della situazione dell’Università e dello stato di avanzamento della Legge Finanziaria. Sulla Finanziaria le Organizzazioni e le Associazioni confermano il giudizio di insufficienza della manovra, nonostante alcuni correttivi introdotti alla Camera.  Restano ancora aperti i grandi problemi relativi a finanziamento, precariato e reclutamento, diritto allo studio, taglio della retribuzione dei docenti. Sul programma del Governo, le Organizzazioni e le Associazioni chiedono con forza al Ministro l’apertura immediata di una fase di confronto impegnativo sulle priorità, da indicare in un’apposita agenda. Si chiede al Ministro di avviare un’elaborazione condivisa, che porti in chiaro le analisi e le proposte e che si apra al contributo delle Organizzazioni e Associazioni e di tutto il mondo universitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDU, 4 dicembre 2006&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage dell’ANDU&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116767896654253944?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116767896654253944/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116767896654253944' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116767896654253944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116767896654253944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-41204-su-finanziaria-e-governo.html' title='ANDU 4.12.04: Su Finanziaria e Governo'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116764261607483211</id><published>2007-01-01T01:08:00.000-08:00</published><updated>2007-01-17T14:02:28.713-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='valutazione'/><title type='text'>Maria Cristina Carpuzzo: Quale standard adottare per misurare la qualità? La ricerca non si valuta solo con la conta delle pubblicazioni.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invitiamo a leggere il sottoriportato intervento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La ricerca non si valuta&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; solo con la conta delle pubblicazioni&lt;/span&gt; di Maria Cristina Marcuzzo, apparso il 5 dicembre 2006 sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che sulla questione della valutazione l’ANDU ha già espresso, assieme alle altre Organizzazioni della docenza, l’esigenza di un Organismo di valutazione: «La legge deve disciplinare: a) un’autorità centrale politica (MIUR), che programmi e indirizzi (a monte), premi o sanzioni (a valle); b) un’autorità centrale tecnica (Authority), che valuti la qualità dell’attività svolta, secondo parametri noti e discussi con la comunità scientifica»; (dal documento unitario diffuso nel &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/proposte-andu-e-iniziative-unitarie.html"&gt;febbraio 2006&lt;/a&gt;). Le stesse Organizzazioni hanno poi ribadito che è «necessario istituire una istanza terza di valutazione che eserciti la sua funzione in merito alle strutture di Ateneo, secondo parametri noti e discussi con la comunità scientifica: istanza distinta dall'Autorità politica alla quale deve competere la gestione dei risultati della valutazione» (dal documento unitario del 14 settembre 2006) e hanno aggiunto che «impropria è la introduzione in un decreto legge dell’Agenzia di valutazione» (dal documento unitario del &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-141006-settimana-di-mobilitazione.html"&gt;13 ottobre 2006&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal »Riformista« del 5 dicembre 2006:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Quale standard adottare per misurare la qualità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;La ricerca non si valuta solo con la conta delle pubblicazioni &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://w3.uniroma1.it/marcuzzo/Personale.htm"&gt;Maria Cristina Carpuzzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si fa presto - anche se si fa sempre bene - a invocare la valutazione della ricerca come criterio per la distribuzione dei fondi pubblici o in generale per l’upgrade del sistema universitario italiano. Ma se la parola “valutazione” viene issata solo come una bandiera, si rischia di trovarsi senza compagnia. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/352827/6.Marcuzzo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/131518/6.Marcuzzo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’esperienza del Civr (Comitato interministeriale per la valutazione della ricerca) o il progetto governativo di un’Agenzia per la valutazione mostrano che esistono diversità di vedute che non possono essere semplicemente liquidate come zizzania da estirpare per far crescere l’erba buona. Lo dimostrano la presentazione di una relazione di minoranza di un autorevole componente del panel 13 (Economia e statistica) del Civr, Luigi Pasinetti, e le recenti dimissioni di Walter Tocci (responsabile Ds dell’area università e ricerca) sull’articolo della finanziaria che riguarda l’Agenzia. Misurare la qualità nel campo complesso e vario dei prodotti della conoscenza pone problemi di scelta di standard diversificati, per ambito e per approccio, disciplinare. Roberto Perotti, sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sole24ore&lt;/span&gt; del 30 novembre, non sembra invece nutrire dubbi che la qualità degli articoli, in economia, si misuri immediatamente e semplicemente dalla graduatoria delle riviste in cui sono pubblicati, e che il numero delle entries in un riconosciuto repertorio di scritti (l’Econlit) sia una buona misura del valore di un ricercatore o della validità di una procedura concorsuale. Ma come viene fatto il ranking delle riviste e quali sono gli articoli che vengono censiti nell’Econlit? Nonostante aggiustamenti e ponderazioni, è stabilito in base all’Impact factor, cioè il numero di volte che una rivista viene citata (paradossalmente anche per dissentire) in riviste censite dall’International citation index. Le distorsioni di questo strumento non coinvolgono solo le scienze sociali, ma anche una disciplina non sospetta di “leggerezza” metodologica, la matematica, come ha denunciato Alessandro Figà Talamanca in più di un’occasione. Perché giuristi, storici, filosofi e letterati non nutrono altrettanta fiducia, come alcuni economisti, nella possibilità di giudicare la qualità della ricerca dal luogo di pubblicazione e dalla conta degli articoli in repertori indiscussi? Giustamente fanno notare che verrebbero sottopesati i libri, che costituiscono un genere non proprio marginale della loro produzione. Vuol dire che questi colleghi sono nemici della valutazione? O vuol dire che valutare il lavoro scientifico e di ricerca è un’attività in cui è non è indiscusso quale sia il metro e chi lo debba tenere in mano? E poi come fa a non preoccupare l’idea che il modello culturale di riferimento possa diventare unico, con buona pace del pluralismo e dell’innovazione?  Questi rilievi non devono essere interpretati come un’opposizione alla valutazione o all’impiego di metodi quantitativi per effettuarla. Anzi, proprio perché si riconosce che il sapere è per sua natura gerarchico, si vuole certezza che il riconoscimento del merito non sia unilaterale, univoco e contingente. Chi in anni passati avrebbe dato soldi a studiosi che ricercavano la spiegazione del comportamento economico nella psicologia e nelle neuroscienze? Il premio Nobel a Daniel Kahneman ha sancito l’eccellenza di una pista di ricerca che nelle riviste top altrimenti non sarebbe entrata. In altre parole, è sempre bene finanziare in base al successo di oggi, o bisogna incentivare progettualità e scommesse, magari saltando una generazione di studi? Il King’s College di Cambridge, tra le prime tre università del mondo, alcuni anni fa finanziava specificatamente temi e argomenti che, non essendo “di moda”, non avrebbero trovato fondi adeguati. È un esempio di assunzione di responsabilità, ben diverso dalla conta degli articoli o la gara tra le pubblicazioni nelle riviste più citate, che viene oggi sbandierato per valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt; Università La Sapienza di Roma&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'ANDU il 5.12.2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116764261607483211?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116764261607483211/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116764261607483211' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116764261607483211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116764261607483211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/maria-cristina-carpuzzo-quale-standard.html' title='Maria Cristina Carpuzzo: Quale standard adottare per misurare la qualità? La ricerca non si valuta solo con la conta delle pubblicazioni.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116759982734013043</id><published>2006-12-31T13:08:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T14:48:27.640-08:00</updated><title type='text'>Orlando Ragnisco: valutare è difficile. Dibattito con Rubele. Intervento di Nicolai.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riceviamo da Orlando Ragnisco e, con l’autorizzazione dell’Autore, diffondiamo un intervento di Orlando Ragnisco, dell’Università di Roma Tre, che riteniamo possa contribuire al confronto pubblico sull’importante questione della valutazione. Trovate qui allegato il commento di Renzo Rubele dell’ADI all’intervento di Orlando Ragnisco, da noi diffuso con il titolo “Valutare è difficile” (v. nota). Seguono la risposta di Ragnisco e la controrisposta di Rubele. Riportiamo anche l’intervento di Florida Nicolai dell’Università di Pisa.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Cari amici dell’Andu,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;volevo manifestare il mio apprezzamento per il contributo di &lt;a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/05SI22002.PDF"&gt;Maria Cristina Marcuzzo&lt;/a&gt; sul “Riformista” (v. nota) che non conoscevo e aggiungere qualche considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio parere, nel problema della valutazione dell’attività scientifica si possono distinguere almeno 3 aspetti:&lt;br /&gt;1. La definizione delle aree omogenee;&lt;br /&gt;2. La definizione dei criteri di valutazione all’interno delle varie aree;&lt;br /&gt;3. Il confronto tra le aree.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti e tre questi punti sono delicati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il punto 1, c’è il problema nient’affatto banale delle zone di frontiera tra le varie aree; cito ad esempio, rimanendo nell’ambito che conosco meglio, settori come fisica-matematica, bio-fisica e bio-matematica, geofisica, econofisica etc. La storia delle varie discipline, la forza delle comunità scientifiche di riferimento, e altri motivi su cui non mi dilungo, hanno portato ad “assegnare” le zone di frontiera a questa o a quell’altra area, spesso in modo difforme da quanto avviene in altri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema esposto ha effetti sul punto 2, considerando che per ogni area tradizionale, ci sono appunto, ad esempio, riviste internazionali “tipo”, con impact factors che variano molto da un area all'altra; spesso accade che ricerche a cavallo vengano pubblicate su riviste anch’esse a cavallo, che hanno tipicamente impact factors “intermedi”. Quindi sorgono problemi già nella valutazione dei contributi su riviste internazionali, figuriamoci poi se affrontiamo il problema della valutazione delle monografie, degli invited talks a congressi etc. Sottolineo comunque che l’impact factor misura l’ampiezza della comunità scientifica di riferimento, prima che essere un indice di qualità. Anche il numero di citazioni può avere un senso comparativo solo all’interno di un settore molto omogeneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto 3 è  poi vischiosissimo, e in generale non viene tenuto in considerazione. Eppure, un qualche criterio di confronto tra i valori medi delle aree andrebbe individuato o costruito, se si vuole veramente capire quali sono i punti di forza e di debolezza della ricerca in Italia e le sue prospettive, e non semplicemente trovare un algoritmo per la distribuzione dei fondi o dei posti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso dire che le esperienze di valutazione della ricerca interne agli atenei, con relativa assegnazione di fondi ai dipartimenti, sono, per quel che ne so per esperienza diretta, del tutto insoddisfacenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Orlando Ragnisco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://scs.sa.infn.it/rubele/default.asp"&gt;Renzo Rubele&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sull'intervento di Orlando Ragnisco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Il prof. Ragnisco - così come la Prof.ssa Marcuzzo (&lt;a href="http://www.blogger.com/%20http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/maria-cristina-carpuzzo-quale-standard.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;) - sembra ignorare il fatto che la Prima Valutazione Triennale della Ricerca, messa in campo dal CIVR, non si basa affatto su metriche, ma su giudizi di qualità (su una scala da 1 a 4) dei prodotti della ricerca presentati dalle stesse Strutture da valutare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/50572/7.renzo_rubele.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/701377/7.renzo_rubele.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E pertanto tali giudizi non dipendono dalle situazioni “locali” relative alle diverse aree disciplinari, ma dalla bontà del lavoro dei Reviewers. Sono documentabili casi in cui articoli pubblicati su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Science&lt;/span&gt; sono stati giudicati peggio di articoli pubblicati su riviste di prestigio inferiore e ciò proprio sulla base di valutazioni »intrinseche« del prodotto (le linee guida per le valutazioni sono state peraltro decise dai diversi panel). Quindi si è trattato di una valutazione umana “vera”, e con piena assunzione di responsabilità. Il difetto principale del nostro VTR, a mio avviso, è stato quello di aver ammesso (o “imposto”) una valutazione di un numero di prodotti largamente inferiore rispetto al RAE, da cui una distorsione sia “globale” sia nel caso di sedi minori che potevano presentare relativamente pochi o pochissimi prodotti (magari accuratamente scelti e senza dover sottostare a “spartizioni” interne). In questo modo la spesa è stata 5 volte inferiore al RAE, ma ciò non si può ascrivere a titolo di merito come invece fece il Ministro Moratti nelle more della presentazione dei risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie e cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Renzo Rubele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Risposta di Ragnisco a Rubele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Cari amici dell’ANDU, e caro Prof. Rubele,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;scusate se rispondo personalmente, ma non capisco le reazioni al mio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; intervento, quasi che avessi toccato dei nervi scoperti. Tendo però a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; credere che si sia semplicemente trattato di una lettura superficiale di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; quanto ho scritto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Nel mio intervento ho voluto sottolineare alcune difficoltà obbiettive&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; che sottostanno alle procedure di valutazione, e non capisco perché mi si&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; attribuiscano arbitrariamente giudizi che non ho mai dato. In particolare,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; io personalmente ritengo più che buono il lavoro del CIVR, anche perché&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; parametri quali l’impact factor o il numero di citazioni non sono stati&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; affatto presi per oro colato. Rimane  il fatto incontestabile che una&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; divisione rigida per aree  in genere sacrifica  i settori “a cavallo” o&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; comunque ne distorce la valutazione. E rimane poi l’altro fatto, evidente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; nelle valutazioni del CIVR, della distribuzione tutt’altro che uniforme dei&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; valori medi delle varie aree. A questo proposito, citavo valutazioni&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; “casalinghe” di alcuni atenei che conosco (valutazioni da cui parzialmente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; dipende la ripartizione dei fondi) in cui si procede allegramente a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; confronti tra aree diverse, guarda caso con risultati che molto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; differiscono dalle graduatorie e dai punteggi del CIVR.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Detto questo, e dato quindi  al CIVR ciò che è del CIVR, è pure chiaro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; che per discutere costruttivamente bisogna mettersi, e accettare di essere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; messi,  in discussione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Non ritengo invece di poter condividere il punto di vista del prof.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Esposito (&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/fulvio-esposito-valutazione-partiamo.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;), rettore dell’Università di Camerino, che non entra nel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; merito dei punti sollevati, ma afferma, se capisco bene, che occorre&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; partire comunque, sperando che poi le cose si aggiustino strada facendo;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; secondo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; me, bisogna invece partire da uno schema di massima che sia largamente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; condiviso. Penso a questo proposito che ci possa essere di insegnamento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; l’esperienza del 3+2, che mostra quanto sia difficile ed energeticamente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; dispendioso correggere a posteriori le cose fatte male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Cordiali saluti a tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Orlando Ragnisco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Controrisposta di Rubele a Ragnisco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Caro Prof. Ragnisco,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ringrazio dell’attribuzione ma sono un mero dottorando di ricerca...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; In realtà le considerazioni da Lei sviluppate facevano riferimento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; all’articolo della Prof.ssa Marcuzzi, in cui non era chiaro il giudizio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; dato all’attività del CIVR - ma comunque convengo sull’opportunità di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; discutere in profondità, per la qual cosa sarà forse necessario scrivere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; o dettagliare le considerazioni al di fuori dei botta e risposta sui&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; giornali (e financo di queste e-mail...).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Sulla inter/trans-disciplinarità mi trova alleato, nel senso che ne sono&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; un sostenitore se non addirittura un praticante! Epperò come bisogna&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; procedere? Il CIVR mise in opera anche dei panel “interdisciplinari” su&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; specifici argomenti, al di fuori della rigida divisione nelle&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; “tradizionali” 14 Aree...  Certo che non bisogna vedere la realtà divisa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; in 14 (né divisa in SSD che non so più quanti sono adesso...), ma un&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; metodo migliore della divisione (non incrostata) per settori ancora non&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; l’ho visto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Anche il Consiglio Europeo delle Ricerche ha adottato una struttura con 20&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Panel, con il caveat di far giudicare un progetto a più Panel se è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; chiaramente inter/trans-disciplinare. E lì la “mission” è in generale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; molto inter-trans/disciplinare...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Quindi: viva la inter/trans-diciplinarità! Il Ns. pensiero sull’argomento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; lo può leggere nel terzo capitolo di questo &lt;a href="http://ec.europa.eu/research/conferences/2004/univ/pdf/enhancing_europeresearchbase_en.pdf"&gt;Rapporto&lt;/a&gt;, mentre sulla Peer-review può consultare i risultati della &lt;a href="http://www.pragueforscience.cz/"&gt;Conferenza di Praga&lt;/a&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Veramente qui il problema sta nel modo che il nostro sistema politico ha&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; per concepire e mettere in atto le proprie azioni: o troppa concertazione o&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; stanze ministeriali + decreti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Ci vorrebbe un bel processo di consultazione, ma fatto bene, e soprattutto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; un aggancio all’Europa (e qui potrei allargarmi ma non ora).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Cordiali saluti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Renzo Rubele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Intervento di&lt;br /&gt;Florida  Nicolai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Vorrei dare il mio contributo un po’ “controcorrente”, ma se questo, appena iniziato, deve essere un dibattito aperto, “quasi-un-blog”, penso possa starci anche la mia considerazione. Condivido tutte le perplessità relative ai criteri di valutazione e la necessità di riflettere su un sistema che possa essere garante di maggiore “obiettività”, senza tuttavia escludere un aspetto che, almeno finora, in questo dibattito appena partito, non mi sembra sia ancora emerso: quello dei giovani che si affacciano al mondo della ricerca e per i quali non possono valere gli stessi criteri adottati per i più “anziani”. Ma questo mio intervento riguarda un altro aspetto: quello del controllo nella gestione dei fondi. Mi rendo conto dell’estrema delicatezza dell’argomento, ma ritengo debba essere affrontato se si vuole veramente dare un contributo alla ricerca e contribuire ad un migliore utilizzo delle risorse  disponibili, che sono pur sempre denaro pubblico. In più, l’assegnazione di tale denaro viene a volte percepita (e poi usata) dal destinatario più come prova-strumento di “potere” che come strumento per la ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Florida  Nicolai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Università di Pi&lt;/span&gt;sa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;NOTA. Per l’intervento di Maria Cristina Marcuzzo “La ricerca non si valuta solo con la conta delle pubblicazioni“, sul Riformista del 5 dicembre 2006: &lt;a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/05SI22002.PDF"&gt;Rassegna stampa dell’Università di Pisa&lt;/a&gt;, ma anche &lt;a href="http://www.blogger.com/%20http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/maria-cristina-carpuzzo-quale-standard.html"&gt;qui&lt;/a&gt; in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Politica universitaria&lt;/span&gt;. L’intervento di Ragnisco è anche pubblicato in &lt;a href="http://www.orizzontescuola.it/article13061.html"&gt;Orizzonte Scuola&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Documenti diffusi dall’ANDU il 5 e 6 dicembre 2006. Testi unificati e rieditati da »Politica universitaria«.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116759982734013043?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116759982734013043/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116759982734013043' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116759982734013043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116759982734013043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/orlando-ragnisco-valutare-difficile.html' title='Orlando Ragnisco: valutare è difficile. Dibattito con Rubele. Intervento di Nicolai.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116757896133725560</id><published>2006-12-31T07:27:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T14:26:56.440-08:00</updated><title type='text'>Fulvio Esposito: Valutazione. Partiamo!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riceviamo da Fulvio Esposito e, con l’autorizzazione dell’Autore, diffondiamo un intervento di &lt;a href="http://www.eracareersaustria.at/conference/cv/esposito.htm"&gt;Fulvio Esposito&lt;/a&gt;, rettore dell’Università di Camerino, sull’importante questione della valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; «Salve! Sono il rettore dell’Università di Camerino, Fulvio Esposito. Solo poche righe di contributo all’interessantissimo quasi-blog che sta decollando sulla valutazione. Credo sia fondamentale ricordare che una valutazione delle università esiste da 10 anni (prima Osservatorio, poi Comitato), più recentemente è partita la valutazione della ricerca (Valutazione triennale operata dal CIVR), oggi finalmente il Ministro Mussi ha dato il via all’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/319172/5.FulvioEsposito.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/30033/5.FulvioEsposito.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non credo che ci sia, tra coloro che si occupano di valutazione del sistema dell’università e della ricerca, qualcuno che sottovaluta la complessità di tale sistema (e quindi le difficoltà dell’esercizio della valutazione) o pensa che tutte le aree del sapere possano essere valutate su un’unica scala. Ogni area ha le sue specificità e credo che debba autonomamente proporre quelli che considera gli indicatori ed i criteri migliori per produrre una valutazione efficace ed equa. Ma il peggior servizio che possiamo rendere al sistema italiano dell’università e della ricerca, che già non gode di buona fama presso l’opinione pubblica (e questa negativa percezione sta pagando pesantemente anche nell’imminente manovra finanziaria), sarebbe quello di dare l’impressione che queste difficoltà vengono amplificate ad arte al fine di dimostrare la tesi che la valutazione è impossibile e dunque di sottrarsi ad essa. Mettiamo in moto il processo, facciamo vedere a tutti che non abbiamo paura, poi si potrà modificare, migliorare, aggiustare. Ma partiamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Grazie dell’ospitalità,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;    Fulvio Esposito»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Diffuso dall'ANDU il 5 dicembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116757896133725560?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116757896133725560/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116757896133725560' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116757896133725560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116757896133725560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/fulvio-esposito-valutazione-partiamo.html' title='Fulvio Esposito: Valutazione. Partiamo!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116748971760271809</id><published>2006-12-30T06:41:00.000-08:00</published><updated>2007-01-06T10:32:35.106-08:00</updated><title type='text'>Organizzazioni della Docenza: l'ANDU</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari), costituita il 14.2.98, ha circa 600 iscritti tra professori ordinari, professori associati, ricercatori ed assistenti, distribuiti in tutti gli Atenei italiani. Nell'ultimo Congresso nazionale, tenutosi a Firenze il 30.6.06, è stato deciso di aprire l'iscrizione anche ai docenti con contratto a tempo determinato e a tempo indeterminato. L'ANDU è impegnata per la difesa e lo sviluppo dell'Università statale e per la riforma democratica della sua gestione nazionale e locale. In questa direzione, l'ANDU propone una riforma dell'organizzazione della docenza che cancelli la logica della cooptazione personale e chiede l'istituzione di Organi di governo del Sistema nazionale e dei singoli Atenei costituiti con l'elezione diretta dei rappresentanti dei docenti, dei tecnico-amministrativi e degli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;DOCUMENTI E COMUNICATI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;pubblicati in questo Blog&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-41204-su-finanziaria-e-governo.html"&gt;4.12.06: Su finanziaria e governo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-71206-finanziaria-ancora-dannosa.html"&gt;7.12.06: Finanziara ancora dannosa per le università&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-81206-eccellenze-usa-e-italiane.html"&gt;8.12.06: Eccellenze USA e italiane&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/lon-tocci-e-lagenzia-dei-ds.html"&gt;24.11.06: L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-231206-ai-segretari-dei-partiti.html"&gt;23.12.06: Ai Segretari dei Partiti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/andu-141006-settimana-di-mobilitazione.html"&gt;14.10.06: Settimana di mobilitazione negli Atenei&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/ds-esternalizzazione-dellautonomia.html"&gt;2.2.06: DS: Esternalizzazione dell’autonomia universitaria e precarizzazione della docenza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sintesi delle PROPOSTE DELL’ANDU&lt;br /&gt;per una riforma della docenza e della governance&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOCENZA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneità nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le commissioni, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facoltà e l'accesso ai fondi per la ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in una unica figura con adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternità, ferie, contributi pensionistici) e libertà di ricerca. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;GOVERNANCE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Gli Atenei devono essere governati da strutture interamente elettive interne agli Atenei stessi e, in particolare, i Senati Accademici devono essere composti esclusivamente da rappresentanze paritetiche elette direttamente da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti. I rappresentanti dei docenti devono essere espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. Devono essere riconosciuti specifici ruoli ai Collegi dei Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sistema nazionale delle Università deve essere rappresentato da un unico Organo di autogoverno composto da rappresentanti eletti direttamente dai docenti espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. Di questo organismo devono fare anche parte consistenti rappresentanze dei tecnico-amministrativi e degli studenti, elette direttamente dalle rispettive categorie. Devono essere riconosciuti specifici ruoli alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;STATUTO DELL’ANDU&lt;br /&gt;(come modificato dal Congresso nazionale del 30 giugno 2006)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Art. 1 - È costituita l’Associazione professionale, culturale e sindacale denominata ‘Associazione Nazionale Docenti Universitari’ (ANDU). L’Associazione ha come scopo la rappresentanza dei docenti dell’Università italiana e ha l’obiettivo di promuovere e coordinare iniziative per la difesa e il rinnovamento del sistema nazionale, autonomo e pubblico, delle Università italiane. L’Associazione non ha fini di lucro e ha durata illimitata.&lt;br /&gt;Art. 2 - Possono essere soci dell’Associazione tutti i docenti universitari di ruolo, fuori ruolo e in pensione. L’iscrizione avviene mediante la sottoscrizione della delega all’Amministrazione del proprio Ateneo o dell’Ente pensionistico per la trattenuta dalla retribuzione mensile della quota associativa. Copia della delega va inviata all’Esecutivo nazionale dell’ANDU. Possono inoltre essere soci dell’Associazione tutti coloro che, con un rapporto a tempo determinato o indeterminato, stiano svolgendo attività didattica e di ricerca nell’Università. Questi Soci versano periodicamente le quote associative, con assegno non trasferibile o con bonifico bancario. La quota associativa è fissata dall’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo. Il venti per cento della quota di ogni socio è destinata alle spese per le attività dell’Associazione nell’Ateneo di appartenenza e per la partecipazione dei delegati e del Coordinatore dell’Ateneo alle riunioni nazionali  dell’ANDU.&lt;br /&gt;Art. 3 - Sono Organi dell’Associazione:&lt;br /&gt;a) Il Congresso nazionale.&lt;br /&gt;b) Le Assemblee di Ateneo.&lt;br /&gt;c) I Coordinatori di Ateneo.&lt;br /&gt;d) L’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo.&lt;br /&gt;e) Il Collegio dei Revisori dei conti.&lt;br /&gt;f) L’Esecutivo nazionale.&lt;br /&gt;g) Il Coordinatore nazionale.&lt;br /&gt;Art. 4 - Il Congresso dell’Associazione si compone dei Delegati delle Sedi. Al Congresso possono partecipare senza diritto di voto tutti i docenti universitari che lo desiderino.&lt;br /&gt;Art. 5 - L’elezione dei Delegati al Congresso dell’Associazione deve effettuarsi nei singoli Atenei in Assemblee convocate su specifici O.d.G., con procedure atte a garantire i diritti delle minoranze. Ogni Assemblea di Ateneo predispone una copia del verbale di elezione dei delegati ufficiali, dal quale risulti il numero delle deleghe accreditate a ciascun delegato.&lt;br /&gt;Art. 6 - Il Congresso nazionale stabilisce gli indirizzi generali dell’Associazione, delibera sullo Statuto e sulle sue modifiche e su ogni altro argomento sottopostogli. Il Congresso nazionale ratifica i bilanci sociali.&lt;br /&gt;Art. 7 - Il Congresso dell’Associazione si riunisce in via ordinaria, ogni tre anni. Su deliberazione di almeno i quattro quinti dell’Esecutivo nazionale o i quattro quinti dell’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo sono fissate la data ed il luogo del Congresso ed è predisposto l’Ordine del Giorno. Il Congresso si riunisce, in via straordinaria, entro due mesi da quando ne facciano richiesta scritta al Coordinatore nazionale almeno un sesto degli iscritti o per decisione dell’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo dove siano rappresentati almeno due terzi degli iscritti.&lt;br /&gt;Art. 8 - L’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo è l’Organo deliberativo dell’Associazione, secondo gli indirizzi generali tracciati dal Congresso. Essa si riunisce almeno una volta l’anno e ogni qual volta lo richiedano almeno un quinto dei Coordinatori di Ateneo. Nelle votazioni ogni Coordinatore esprime un numero di voti pari al numero degli iscritti del proprio Ateneo. Ciascun Coordinatore di Ateneo può farsi rappresentare mediante delega scritta da un socio del proprio Ateneo. All’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo possono partecipare senza diritto di voto tutti i docenti universitari che lo desiderino.&lt;br /&gt;Art. 9 - L’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo è regolarmente costituita quando siano rappresentati almeno un quarto degli iscritti all’Associazione.&lt;br /&gt;Art. 10 - L’Esecutivo nazionale è composto da cinque componenti ed è eletto dal Congresso nazionale. L’Esecutivo nazionale ha il compito di attuare le delibere del Congresso e dell’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo. L’Esecutivo nazionale assicura l’unità di indirizzo operativo, sindacale e culturale dell’Associazione. Esso delibera sui provvedimenti necessari per il buon funzionamento dell’Associazione e provvede all’approvazione dei bilanci. L’Esecutivo nazionale assicura il collegamento tra  le Sedi e cura i rapporti con altre Associazioni e con Enti ed Istituzioni. Le decisioni dell’Esecutivo nazionale sono prese a maggioranza e sono valide quando partecipano alla decisione almeno tre componenti. L’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo può, con la maggioranza dei tre quinti degli iscritti rappresentati, sostituire uno o più componenti dimissionari dell’Esecutivo in un riunione convocata con all’ordine del giorno tale sostituzione.&lt;br /&gt;Art. 11 - L’Esecutivo nazionale elegge tra i suoi componenti il Coordinatore nazionale.&lt;br /&gt;Art. 12 - Il Coordinatore nazionale è il legale rappresentante dell’Associazione e coordina l’attività dell'Esecutivo nazionale, promuove le attività dell’Associazione e ne realizza i programmi, con il contributo dell’Esecutivo nazionale.&lt;br /&gt;Art. 13 - L’Esecutivo nazionale elegge tra i suoi componenti un Segretario. Al Segretario il Coordinatore nazionale può delegare propri compiti. Il Segretario svolge le funzioni di segretario degli Organi Collegiali nazionali dell’Associazione, redige i verbali, provvede alla conservazione delle scritture sociali e dell’archivio. Il Segretario redige annualmente un rendiconto economico e finanziario che è approvato dall’Esecutivo nazionale.&lt;br /&gt;Art. 14 - L’Assemblea di Ateneo è costituita dai soci di quell’Ateneo ed elegge il Coordinatore di Ateneo. L’Assemblea di Ateneo può decidere la costituzione di un Esecutivo di Ateneo. All’Assemblea di Ateneo possono partecipare senza diritto di voto tutti i docenti universitari che lo desiderino.&lt;br /&gt;Art. 15 - Il Coordinatore di Ateneo rappresenta l’Associazione a livello di Ateneo ed è unico responsabile dell’amministrazione dei fondi di cui all’art. 2 spettanti per l’attività locale dell’Associazione e per la partecipazione dei delegati e del Coordinatore stesso alle riunioni nazionali dell’ANDU.&lt;br /&gt;Art. 16 - Il patrimonio dell’Associazione è costituito dalle quote dei soci. I contributi volontari possono essere accettati, ma non devono comportare limitazioni dell’autonomia dell’Associazione.&lt;br /&gt;Art. 17 - Tutti i pagamenti vengono operati mediante assegno o vaglia postale. Dei conti correnti bancari o postali è intestatario, in nome dell’Associazione, il Coordinatore nazionale. Gli impegni per spese straordinarie sono deliberati dall'Esecutivo nazionale.&lt;br /&gt;Art. 18 - Le proposte di modifica dello Statuto devono essere sottoscritte da almeno il dieci per cento dei soci e inviate al Coordinatore nazionale che deve sottoporle per l’approvazione al Congresso nazionale.&lt;br /&gt;Art. 19 - Fino ad eventuale modifica da parte dell’Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo o del Congresso nazionale, la quota associativa è di 3,10 Euro mensili, eccetto per i docenti con rapporto a tempo determinato per i quali la quota è di 2,00 Euro mensili.&lt;br /&gt;Art. 20 - L’Esecutivo nazionale può nominare Coordinatori di Ateneo provvisori che avranno anche il compito di convocare, entro sei mesi dalla loro nomina, l’Assemblea dei Soci del proprio Ateneo per eleggere il Coordinatore di Ateneo. I Coordinatori di Ateneo provvisori decadono comunque dopo sei mesi dalla nomina. L’incarico di Coordinatore di Ateneo provvisorio non può essere immediatamente assegnato ad uno stesso Socio.&lt;br /&gt;Art. 21 - È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.&lt;br /&gt;Art. 22 - Il Congresso nazionale nomina un Collegio dei Revisori dei conti composto da tre Soci che non facciano parte dell’Esecutivo nazionale. Il Collegio dei Revisori elegge al suo interno il Presidente. I Revisori accertano che la contabilità sociale sia regolare e redigono una relazione sui bilanci annuali. In caso di impedimento permanente, di uno o più componenti del Collegio dei Revisori la loro sostituzione può essere effettuata dall’Esecutivo nazionale. Tale decisione va sottoposta a ratifica del primo Congresso nazionale utile o della prima Assemblea nazionale dei Coordinatori di Ateneo utile.&lt;br /&gt;Art. 23 - Il contributo associativo non è trasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e senza la rivalutazione del contributo stesso.&lt;br /&gt;Art. 24 - L’Associazione può essere sciolta con le stesse modalità previste per le modifiche statutarie.&lt;br /&gt;Art. 25 - In caso di scioglimento per qualsiasi causa dell’Associazione, il patrimonio della stessa sarà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, con le modalità previste dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;LINKS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;– Per ricevere notizie dall’ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con oggetto “notizie ”.&lt;br /&gt;–  Per non ricevere più notizie dall’ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con oggetto “rimuovi”.&lt;br /&gt;– Per leggere i documenti dell’ANDU: vedi pagina &lt;a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php"&gt;Bollettino Università e Ricerca&lt;/a&gt; oppure &lt;a href="http://www.blogger.com/%20www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;amp;op=newin%20dex&amp;catid=24"&gt;Orizzonte Scuola&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;– Per iscriversi all’ANDU: &lt;a href="http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf"&gt;Compila questo modulo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116748971760271809?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116748971760271809/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116748971760271809' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116748971760271809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116748971760271809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html' title='Organizzazioni della Docenza: l&apos;ANDU'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116748686458343961</id><published>2006-12-30T05:33:00.000-08:00</published><updated>2007-01-05T00:59:37.533-08:00</updated><title type='text'>ANDU 7.12.06 = Finanziaria ancora dannosa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINANZIARIA ANCORA DANNOSA PER L'UNIVERSITA'&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Da decenni si opera impunemente per demolire l’Università statale: falsa autonomia finanziaria per »gestire« la progressiva riduzione dei fondi, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione del fallimentare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;3 + 2&lt;/span&gt;, moltiplicazione degli Atenei, aumento a dismisura del precariato, legge Moratti, ecc. E proprio coloro che hanno lavorato con successo contro l’Università statale sempre più propongono soluzioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rivoluzionarie&lt;/span&gt; per farla definitivamente finita con l’idea stessa di una Università di massa e di qualità: delegificazione del reclutamento dei docenti e dell’organizzazione degli Atenei, Agenzia di valutazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forte&lt;/span&gt; che decida sulle strutture, sui finanziamenti e sui singoli docenti, concentrazione delle risorse pubbliche in pochi »centri di eccellenza«, abolizione del limite alle tasse studentesche, abolizione del valore legale del titolo di studio. Mentre si intensifica il bombardamento mediatico dei liberisti-aziendalisti che dispongono delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;basi permanenti&lt;/span&gt; del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt; e del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sole 24-ore&lt;/span&gt; e dell'accesso quasi esclusivo, nei momenti&lt;span style="font-style: italic;"&gt; giusti&lt;/span&gt;, a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; e al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt;, il Governo tenta, in maniera peraltro confusa e pasticciata, di »tradurre«  in leggi le richieste e gli interessi di chi ha deciso di imporre al nostro Paese il »modello anglosassone« opportunamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;italianizzato&lt;/span&gt;. Idee e interessi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forti&lt;/span&gt; da affermare con i soliti strumenti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forti&lt;/span&gt;: decreti-legge, finanziarie, voti di fiducia.  In conformità agli interessi privatistici di un gruppo ristretto ma potente di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;eccellenti&lt;/span&gt; accademici, si è cominciato a luglio con il decreto Bersani-Visco che sottrae alle Università per quest’anno il 10% e per l’anno prossimo il 20%  dei »consumi intermedi«. Un provvedimento mirato contro l’Università, come dimostra il fatto che dai tagli è stata esclusa, fin dall’inizio, la Scuola e che, nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;passaggio&lt;/span&gt; della Finanziaria alla Camera, sono stati esclusi anche gli Enti di Ricerca. E mentre si sottraggono soldi all’Università si stanziano invece 300 milioni per i bandi di ricerca e 700 milioni per la ricerca industriale! Bisogna impedire che continui il gioco al massacro dell’Università statale. Un gioco condotto da un Governo nel quale è chiaro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo &lt;/span&gt;che a prevalere sono i poteri forti, ma in cui non è chiaro a quali Ministeri (e a quali loro “stanze”) compete occuparsi dell’Università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla mobilitazione del mondo universitario, si sono eliminate alcune norme previste originariamente dalla Finanziaria: si è eliminata la “follia accademica” del doppio canale di reclutamento; si sta rimediando all’incostituzionale previsione di “delegificare” gli Enti di Ricerca; si è eliminato il dimezzamento degli scatti biennali dei docenti. Inoltre si è evitata (finora) l’introduzione di una Agenzia per la valutazione “forte“, come quella voluta dai Ds e dalla lobby accademico-confindustriale. Permane invece il blocco delle assunzioni per il 2007 (che sono fortemente limitate per gli anni successivi) e rimangono assolutamente insufficienti i fondi previsti per il reclutamento straordinario e per il diritto allo studio. È stata introdotta una punitiva limitazione agli adeguamenti stipendiali dei docenti che percepiscono oltre 53.000 euro lordi l’anno per darla comunque vinta a coloro che si ostinano a non volere prendere atto che scatti e adeguamenti fanno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;strutturalmente&lt;/span&gt; parte della retribuzione dei docenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ministro ha finora scelto di interloquire prevalentemente con l’accademia che conta (soprattutto quella che può scrivere sulla “grande” stampa) e con la Confindustria e non ha ancora avviato un reale, organico e fattivo confronto con le Organizzazioni unitarie dell’Università (ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR) e con tutte le componenti dell’Università. Tale confronto è ancora più indispensabile e urgente nel momento in cui, passata la Finanziaria, si dovrà dare contenuto alle questioni impropriamente previste, peraltro con deleghe quasi in bianco, dal Decreto fiscale appena approvato (l’Agenzia per la valutazione) e dalla Finanziaria in corso di approvazione (le nuove modalità dei concorsi a ricercatore).  Queste questioni vanno discusse assieme a quelle della radicale revisione del “3 + 2”, dell’abolizione del precariato, dell’istituzione della terza fascia e dell’avanzamento nella carriera dei docenti per idoneità individuale (l’opposto dell’organizzazione piramidale prefissata della docenza o della introduzione della fascia dei ‘professori eccellenti’), della riforma del CUN e della organizzazione degli Atenei. A monte di tutto ciò va fatta una scelta chiara e definitiva a favore del Sistema nazionale delle Università statali, scelta alternativa alle posizioni e alle richieste liberiste e insieme dirigiste di »aggregazioni« accademiche trasversali (come &lt;a href="http://www.associazionetreelle.it/"&gt;TreeLLLe&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.magna-carta.it/"&gt;Magna Carta&lt;/a&gt;) e della Confindustria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt; 7 dicembre 2006&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116748686458343961?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116748686458343961/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116748686458343961' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116748686458343961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116748686458343961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-71206-finanziaria-ancora-dannosa.html' title='ANDU 7.12.06 = Finanziaria ancora dannosa'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116742545287983768</id><published>2006-12-29T12:46:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T06:17:37.253-08:00</updated><title type='text'>ANDU: 8.12.06 = Eccellenze USA e italiane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ECCELLENZE USA E ITALIANE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECCELLENZE USA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Invitiamo a leggere l’articolo “Daddy University. Che fine ha fatto l'American Dream? Il nepotismo dilaga anche negli Usa. Le opportunità non sono più per tutti. Ma per i figli dei ricchi: programmati fin da piccoli a emergere”, apparso sull’&lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Daddy-University/1455084"&gt;Espresso&lt;/a&gt; datato 14 dicembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="ttp://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/06-12/061208/CUECL.tif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ECCELLENZE ITALIANE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Invitiamo anche a leggere l’articolo “Patto fra maggioranza e opposizione per puntare sulla qualità scientifica”, apparso sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/06-12/061208/CUDBJ.tif"&gt;Messaggero&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; dell'8 dicembre 2006. Nell’articolo si dà notizia che in Senato si è sottoscritto “un patto bipartisan tra maggioranza e opposizione”. «Promotori due senatori, Andrea Ranieri, dei Ds, e Rocco Buttiglione, dell’Udc». «Cdl e Unione, dunque, si sono messi d’accordo su finanziamento e merito per il rilancio dell’università». Ranieri dichiara: «sosteniamo insieme che quote crescenti di finanziamento dovranno essere assegnate sulla base dei criteri di merito». «Almeno 500 milioni di euro - prosegue Buttiglione - dovranno essere dati secondo rigorosi parametri scientifici, internazionalmente riconosciuti. Anche per costruire aree di eccellenza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo ai Senatori promotori del “patto bipartisan”, e in particolare al sen. Buttiglione, se i “rigorosi parametri scientifici, internazionalmente riconosciuti” saranno come quelli che hanno portato, ‘nonostante’  la Costituzione (nota), a un finanziamento ‘particolare’ di 1,5 milioni di euro l’anno per l’Istituto di studi politici “San Pio V” di Roma, approvato ‘bipartisanamente’ dalla Camera l'8 ottobre del 2003, con 254 voti a favore, 136 astenuti e appena 28 contrari. Oppure, chiediamo ancora ai Senatori promotori del “patto bipartisan”, se i “rigorosi parametri scientifici, internazionalmente riconosciuti” saranno come quelli che hanno portato al finanziamento ‘particolare’ dell'IIT di Genova, dell’IMT di Lucca e del SUM di Firenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;  8 dicembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTA. Il comma 3 dell'articolo 33 della Costituzione della Repubblica italiana recita:  «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI per lo Stato».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116742545287983768?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116742545287983768/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116742545287983768' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116742545287983768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116742545287983768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-81206-eccellenze-usa-e-italiane.html' title='ANDU: 8.12.06 = Eccellenze USA e italiane'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116742431590606093</id><published>2006-12-29T12:30:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T05:10:44.700-08:00</updated><title type='text'>ANDU: 23.12.06 = Ai Segretari dei Partiti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Le Organizzazioni e le Associazioni dei docenti e degli studenti universitari, in relazione all’approvazione della Legge Finanziaria, ribadiscono il giudizio assolutamente negativo sull’insieme delle norme che riguardano l’Università:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;-    sul piano economico, gravissima è la povertà delle risorse finanziarie ed umane attribuite per il 2007 e per gli anni futuri;&lt;br /&gt;-    sul piano politico, non vi è traccia degli impegni assunti nel programma elettorale della maggioranza, dove la politica della conoscenza aveva un ruolo centrale di traino per l’intero sistema Paese.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Particolarmente grave è la mancata esclusione delle Università e degli Enti per il diritto allo studio dal taglio dei costi intermedi previsti dal decreto Bersani, taglio che avrà conseguenze pesantissime sul funzionamento dell’Università, ma in particolare proprio sui servizi agli studenti. Altrettanto grave è la carenza di risorse per il diritto allo studio, in primo luogo per le borse degli studenti, così come la previsione di diversi ‘blocchi’ per le assunzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Dalla Finanziaria discenderanno nuove norme regolamentari e ministeriali quali le regole per i concorsi a ricercatore e quelle per l’accesso ai fondi FIRST. Attendono inoltre rapida soluzione problemi urgenti come la legge sulla terza fascia docente, la determinazione delle regole di funzionamento della neonata Agenzia per la valutazione, il recupero e l’attribuzione di nuove risorse che consentano almeno la sopravvivenza, oggi, di un sistema universitario pubblico in Italia. Risulta, inoltre, sempre più urgente un serio monitoraggio della riforma della didattica, prima di ulteriori modifiche normative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Le Organizzazioni e le Associazioni universitarie chiedono ai Responsabili di tutti i Partiti un incontro al fine di riportare al centro dell’attenzione del Governo e del Parlamento il ruolo strategico dell’Università e invitano il Ministro a mantenere l’impegno di attivare urgentemente un confronto, puntuale e tempestivo, nel merito di tutte le questioni non risolte nelle precedenti legislature o aperte dal decreto Bersani e dalla Finanziaria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;  21 dicembre 2006&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/organizzazioni-della-docenza-landu.html"&gt;Homepage ANDU&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116742431590606093?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116742431590606093/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116742431590606093' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116742431590606093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116742431590606093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/andu-231206-ai-segretari-dei-partiti.html' title='ANDU: 23.12.06 = Ai Segretari dei Partiti'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-38426114.post-116739794483083833</id><published>2006-12-29T05:11:00.000-08:00</published><updated>2007-01-03T04:18:09.156-08:00</updated><title type='text'>Marina Montacutelli: Babbo Unione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diffondiamo un intervento di Marina Montacutelli su &lt;a href="http://www.aprileonline.info/"&gt;Aprile Online&lt;/a&gt; del 24 dicembre 2006 che esprime l’amarezza e la delusione di quanti avevano creduto che il Governo di Centro-Sinistra avrebbe operato scelte a favore dell’Università statale, di massa e di qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricerca, università: per fortuna, io credo nella Befana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Marina Montacutelli&lt;/span&gt;*&lt;br /&gt; Da &lt;a href="http://www.aprileonline.info/"&gt;Aprile Online.info&lt;/a&gt; del 24 dicembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Letterina di Natale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho scoperto che Babbo Natale non esiste: è terribile, anzi terribilissimo. È andata così. Avevo preparato la letterina e l’avevo data per tempo a un signore coi baffi che mi sembrava proprio perbene. Sono previdente, io. Non avevo chiesto tanto: mi avevano spiegato che Babbo Natale, quest’anno, è povero; mi avevano anche detto che siamo tanti: che ci sono i tassisti che menano e pure i notai che se lo annotano. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/667978/1.babbo%20natale%201.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/194587/1.babbo%20natale%201.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E che ci sono i bisognosi, col macchinone fuoristrada o il negozio birichino. Insomma, avevo capito: sono giudiziosa, io. Anche se mi ricordavo bene che l’altr’anni avevo trovato sotto l’alberello solo i gusci delle noci, e l’ultimo neanche quelli, avevo chiesto appena qualche soldino e il cominciare a ridarci un po’ di speranza e di dignità. Poi, ho aspettato. Cercando di far la brava,  è naturale. Io lo so che bisogna comportarsi bene e crederci tanto tanto, se vuoi che arrivi qualcosa. Io lo so che i bambini sono bambini e Babbo Natale è Babbo Natale: ciascuno al suo posto, insomma; ciascuno secondo le sue responsabilità, ciascuno secondo le sue competenze, dicono. Però si può anche parlare, ci si può anche aiutare. Magari è utile, disturbare ogni tanto il manovratore. E gliel’ho detto, al signore coi baffi, che Babbo Natale ci aveva promesso tanto l’altr’anno. Sono discola, io. E ho memoria, io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è successo che hanno cominciato tutti a litigare: non ho capito bene, per la verità. Dev'essere una cosa di grandi. Però vedevo il signore coi baffi agitarsi tanto e non succedeva niente: non lo so se è perché non conta tanto lui o perché Babbo Natale è cattivo o ha cambiato idea su questa storia della ricerca e dell’università come futuro del paese. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/406367/2.Romano-Prodi-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/894860/2.Romano-Prodi-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E allora ho pensato che nella letterina avrei dovuto aggiungere che i soldini servono per scoprire a quale specie appartengono le renne, oppure cosa mangiano, oppure come si curano. Magari suggerendogli - come si usa adesso - che ci guadagna anche lui, che gli può tornare utile e non è solo cosa che si dice pensando alle favole, Babbo Natale forse si dava una regolata. Sono tarda, io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, ho capito pure io: Babbo Natale non esiste. E il signore coi baffi non lo so se gli perdona tutto perché ci crede ancora o è scurnacchiat’ assaje. Il fatto è che neanche se mi avviluppo il cervello nella resina e fodero gli occhi in una fiducia davvero smarrita posso tornare a crederci, a Babbo Natale. Ma c’è una cosa più grave ancora: non solo non esiste, o forse ha appeso la slitta al chiodo e mandato le renne a pascolare in ordine sparso: vuol farci credere che volano pure gli asini. E allora non ci sto. Sono analitica, io. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/515154/3.toiletsleigh.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/81393/3.toiletsleigh.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perché se uso le tabelline, tre più due mi viene dubbio risultato; se mi impegno nel calcolo combinatorio, mi chiedo a che servono i dottori di ricerca: sono così tanti che ormai li prepara il cepu. Se passo all’analisi logica, non distinguo bene le università principali da quelle subordinate ma ne sento l’odorino come quando si brucia la torta (e chi andrà in castigo?); se il dizionario, mi dico che all’autorità che valuta e controlla preferirei l’autorevolezza. E quando mi tocca la biologia, vedo che hanno allevato le larve: quelle degli enti; e non ho ben capito che esperimento vogliono farci e se per comprovar l’eutanasia oppure il suicidio. Soprattutto, e questo riguarda l’ora di etica, sento una politica che delegittima se stessa: e non è antipolitica il gridarlo; sento aria di provincialismo, di rese dei conti interne. Di quattro spiccioli, e i precari stanno tutti lì: per programmare bisognerebbe fare un salto nel futuro e non ratificare le calze coi buchi o sancire i buchi sulle calze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo mancette private: ma speriamo che Babbo Natale abbia sbagliato camino. Sono stanca, io. Qui volano i cervelli, e gli asini siamo noi. Vorrei che fosse Pasqua, ma quella passata: quando le speranze c’erano tutte, ancora. È triste, il Natale: l’allegrezza piena, e la fiducia, le ritrovi affogate quest’anno nella gravezza della disillusione. Non abbiamo più, proprio più, le parole per dirlo; anche, per crederci. Abbiamo solo la forza di sussurrare, giacché quella di parlare non ci è data: non fate niente. Lasciateci in pace. Per fortuna, io credo nella Befana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/2928/4.befana.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/603888/4.befana.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La Befana è diversa da Babbo Natale: è donna, e pure meridionale. La Befana sfida la forza di gravità e le calze rotte sa cosa sono. La Befana non si veste coi colori della Coca Cola: ha personalità e dignità; un piano di volo non solo in base agli ordinativi, ma con obiettivi precisi e priorità. La Befana un programma ce l’ha davvero e sa distinguere le ciminiere dai comignoli. La Befana sa cosa è proprio indifferibile; si ricorda che sapere sarà pure patire: ma che questo è già successo, e poi patire è altro da patimento; e che gli dei - che vogliono per definizione e non per conteggio postumo tener saldo il timone del mondo - devono prima o poi abbandonare la tracotanza, l’autolesionismo e l’autoreferenzialità  se vogliono ’ncamminarsi sulla diritta via. Non è difficile e non serve neanche il navigatore satellitare: basta la bussola di Flavio Gioia, o chi per lui., e qualche idea. Da parte nostra - che dei non siamo, né ci sentiamo - non cerchiamo più nemmen le stelle, che pure ci avevano promesso: ci basterebbe mantener i piedi in terra, e non in un continuo, estenuante, inutile rullio di una nave che va sempre e non viene mai; ci basterebbe che si smettesse di indicar la luna, quando non si vuole offrire nemmeno il dito. La Befana tutto questo, e altro ancora, lo sa. La Befana esiste, senza dubbio. La Befana esiste, speriamo. Non muriamo i camini, ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon anno, intanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*ricercatrice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/38426114-116739794483083833?l=politica-universitaria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/feeds/116739794483083833/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=38426114&amp;postID=116739794483083833' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116739794483083833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/38426114/posts/default/116739794483083833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-universitaria.blogspot.com/2006/12/marina-montacutelli-babbo-unione.html' title='Marina Montacutelli: Babbo Unione'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
