Thursday, March 01, 2007

Corruzione strutturale

[da editare]

ANDU - Associazione Nazionale docenti Universitari

CORRUZIONE STRUTTURALE

Diffondiamo volentieri il contributo qui allegato di Alessandro Ferrara
che affronta il nodo centrale del potere accademico italiano, quello che
piu' volte l'ANDU ha definito il 'mercato dei concorsi' e che genera
nepotismo, clientelismo e corruzione. Fenomeni questi che non si eliminano
ne' con le campagne talvolta scandalistiche, ne' con l'Agenzia e nemmeno
con la magistratura.
Come scrive giustamente Ferrara, il problema e' strutturale. E cio' e'
quanto sostiene da anni anche l'ANDU, che chiede proprio sul piano
strutturale un intervento urgente e radicale.
Bisogna infatti fare 'saltare' le attuali dinamiche - ben descritte da
Ferrara - che rendono subalterno, scientificamente e umanamente, il docente
che vuole avanzare nella carriera a chi 'deve' trovargli il budget per un
finto concorso.

Da anni l'ANDU propone il superamento STRUTTURALE dell'attuale
insostenibile situazione prevedendo che l'ingresso nel ruolo docente
avvenga per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e che
il passaggio di fascia avvenga per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' INDISPENSABILE prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi d'ingresso e per i passaggi di
fascia, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.

Solo in tal modo e' possibile in Italia impedire la cooptazione personale
e il controllo anche 'umano' negli avanzamenti di carriera basato sulla
'necessita'' di conquistare, caso per caso, il 'budget differenziale'.
Quanto proposto dall'ANDU va nella direzione opposta a quanto previsto dal
Progetto di legge Tessitore, presentato assieme ad altri Deputati
dell'Ulivo, e alla 'piramidalizzazione' della docenza che il ministro Mussi
vuole imporre agli Atenei.

11 febbraio 2007

======

Contributo di Alessandro Ferrara*:

Aria brutta per i furbi che influenzano i concorsi universitari nella piu'
completa impunita' o quasi. Cosi' ha piu' volte annunciato il Ministro
Mussi in uscite pubbliche e interviste. Da piu' parti si plaude al ruolo
dissuasore che la neonata Agenzia di valutazione avra' sul nepotismo
endemico della nostra macchina universitaria. La volonta' politica sembra
esserci. Ma e' adeguata la diagnosi?
Il Ministro ha dichiarato in un'intervista che il fatto che con qualunque
sistema concorsuale fin qui provato si riproduce la stessa corruzione
rimanda a "un problema culturale che va risolto prima di dedicarsi alle
alchimie del concorso perfetto". Ma e' solo un problema culturale?
Una studiosa americana come Susan Rose-Ackerman, famosa nel mondo per i
suoi studi comparativi sulla corruzione e autrice di una delle piu'
interessanti analisi sulla lezione che i paesi latinoamericani possono
trarre dalla vicenda italiana della maxi-tangente Enimont, sostiene che la
repressione per via giudiziaria ovunque alla lunga e' impotente a
contrastare la corruzione se questa gode di un incentivo strutturale nel
settore di riferimento. In altri termini, se il guadagno addizionale
ottenibile con il comportamento corrotto supera continuativamente e
nettamente il rischio di sanzioni, nel lungo periodo la repressione non ce
la fa a contrastare il fenomeno.
Torniamo al caso dell'universita'. Se in Italia, a differenza degli USA,
non abbiamo tenure-track, ovvero non c'e' obbligo per l'universita' che
assume un ricercatore di procurarsi il budget per i suoi futuri avanzamenti
di carriera subordinandoli solo a un giudizio di merito, ma se invece il
giudizio di merito - emesso da una commissione concorsuale - neanche viene
in essere se prima non e' stata vinta una dura e vera battaglia per
l'impiego delle scarse risorse presenti nelle facolta', non ci troviamo qui
di fronte a un elemento strutturale, e non soltanto culturale, che
incentiva la corruzione?
E' evidente infatti che le qualita' che un candidato deve avere per
assicurarsi che fra tutte le aspirazioni di carriera presenti nella sua
facolta' proprio la sua, assieme a quella di pochi altri fortunati, si
traduca in un bando di concorso e che la volonta' di bandire questa
piuttosto che quella materia si mantenga per tutto il tempo necessario
nelle lunghe stagioni pre-concorsuali italiane (come questa che si annuncia
adesso, ad esempio) sono qualita' completamente diverse dal chinare il capo
sui libri. Bisogna tenere insieme maggioranze, stringere accordi, fare
patti, poi eleggere commissari, tutte lodevoli attivita' ma che
disgraziatamente richiedono capacita' che con l'eccellenza nello studio
mantengono un rapporto assai tenue.
E se stesse proprio nella "marcia in piu'" (in piu' rispetto alla qualita'
dei propri studi) che e' oggi condizione necessaria per vincere un concorso
- in primis la capacita' di tessere rapporti che conducano al famoso "bando
di concorso", di proporsi come centro di una rete, di ottenere l'elezione
di commissari ben disposti, di mantenere questa buona disposizione nel
tempo, ecc - se fosse in questa variabile strutturale, e per nulla solo
culturale, la spiegazione dell'ostinato persistere di quella corruzione che
ha reso il termine italiano "concorso" una parola nota ai colleghi
stranieri, in cui suscita sempre un sorriso? Se fosse qui una delle ragioni
del suo resistere a ogni riforma?
La conclusione da trarne sarebbe che e' vana la speranza di contrastarla
con la magistratura - strada che fra l'altro impone piu' rischi al
ricorrente, colpito da immediato ostracismo, che al corrotto, certo che una
eventuale condanna ci mettera' anni a colpirlo - se non si attaccano le
basi strutturali della corruzione. Adottiamolo davvero, il sistema
americano della tenure-track ed elimineremo le premesse sui cui poggiano i
comportamenti corrotti nostrani. Il cambio di "cultura istituzionale"
seguira' allora, con i suoi tempi e l'aiuto della repressione giudiziaria.

*Alessandro Ferrara e' ordinario di Filosofia politica presso l'Universita'
di Roma "Tor Vergata" e Presidente della Societa' Italiana di Filosofia
Politica

==========================
= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con
oggetto "notizie ANDU"
= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad
anduesec@tin.it con oggetto "rimuovi"
= per leggere i documenti dell'ANDU:
www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
oppure
www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&file=categories&op=newindex&cat
id=24
= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf

No comments: