Tuesday, March 13, 2007

Commissariare i concorsi?

[in editing]

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

"COMMISSARIARE I CONCORSI", ABOLIRLI O RIFORMARLI?

"I concorsi universitari andrebbero commissariati per vent'anni". E'
questa la proposta 'disperata' di uno studioso che a quaranta anni e'
riuscito ad ottenere un dottorato senza borsa (v. "Io, cervello senza
padrino, respinto per vent'anni" su QN dell'1 marzo 2007, v. nota 1).
Questa proposta fa il paio con quella dell'abolizione dei concorsi perche'
ritenuti non riformabili.
L'abolizione, formale o di fatto, dei concorsi e' richiesta anche da quei
poteri accademico-confindustriali che vogliono completare lo smantellamento
dell'Universita' statale a vantaggio dei propri centri di auto-proclamata
eccellenza.
A sostegno del 'superamento' dei concorsi, da sostituire di fatto con un
giudizio 'a valle' da parte dell'Agenzia di valutazione cosiddetta terza,
e' in corso da mesi una campagna di stampa dei professori-opinionisti
simile a quella che dieci anni fa e' stata condotta per imporre la legge
Berlinguer sui finti concorsi locali (v. nota 2).

Da anni l'ANDU propone, invece, una riforma della formazione, del
reclutamento e della carriera dei docenti che ponga fine al precariato e ai
fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo.
Per ottenere cio' e' indispensabile sottrarre TOTALMENTE la scelta finale
dei vincitori dei concorsi a ricercatore e di coloro che devono progredire
nella carriera alla 'responsabilita'' locale, affidandola invece alla
comunita' nazionale.
Qualsiasi 'cambiamento' che mantenga a livello locale la scelta finale
(come spostare la 'chiamata' dalla Facolta' al Dipartimento o ad un
Organismo centrale dell'Ateneo) non impedira' la cooptazione personale,
anche se tale scelta dovesse essere preceduta da una idoneita' nazionale a
numero piu' o meno aperto. In tutti i casi si manterrebbe il carattere
localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla
base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il
quale continuerebbe a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando
promuovere.

La delega contenuta nella Finanziaria consentirebbe al ministro Fabio
Mussi di cambiare radicalmente, entro il mese in corso, le attuali
modalita' di svolgimento dei finti concorsi a ricercatore.
E' questa un'occasione che non va sprecata se il Ministro non vuole
produrre il suo secondo flop, dopo quello che sta realizzando con l'ANVUR
(l'Agenzia di valutazione), che, come e' stato scritto, "non e' terza
rispetto al ministero, da cui viene nominata e al quale deve riportare: e
questo e' uno strano caso di coincidenza fra giudice e giudicato" (da
"Ricerca: chi valuta i valutatori?", su Economy datato 7 marzo 2007, v.
nota 3).

RECLUTAMENTO
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi
diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.

CARRIERA
La carriera dei docenti in ruolo (in tre fasce con uguali mansioni e
uguali diritti e doveri) va riformata distinguendo nettamente l'avanzamento
dal reclutamento. Le promozioni devono avvenire attraverso giudizi di
idoneita' nazionali individuali (non comparativi e quindi a numero aperto),
con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza
l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare. La composizione delle commissioni nazionali deve
essere la stessa di quelle per i concorsi a ricercatore.
Per i passaggi di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget
nazionale per i connessi incrementi stipendiali.

FORMAZIONE
Per risolvere il problema del precariato e' necessario cancellare
l'attuale giungla di figure, sostituendole con un'unica figura per la
formazione pre-ruolo. Per i giovani in formazione va prevista liberta' di
ricerca, una retribuzione dignitosa e tutti i diritti (malattia,
maternita'/paternita', ferie, contributi pensionistici). La durata del
periodo pre-ruolo non deve superare i tre anni e si deve prevedere un
numero di posti rapportato agli sbocchi in ruolo.
E' necessario, inoltre, nei prossimi anni, il bando straordinario, su
nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti nel
ruolo dei ricercatori.

TERZA FASCIA
E' inoltre necessario e urgente trasformare il ruolo dei ricercatori in
terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai
Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori
di terza fascia non confermati.

4 marzo 2007

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Io, cervello senza padrino, respinto per
vent'anni", apparso su QN dell'1.3.07:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4155.PDF
- Nota 2. Sulla 'propaganda' del 1996 a sostegno della legge Berlinguer v.
il documento dell'ANDU del 29.1.07 "Le 'novita'' di Mussi":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 29 gennaio 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/article13726.html
- Nota 3. Per leggere l'articolo "Ricerca: chi valuta i valutatoti?",
apparso su Economy datato 7.3.07:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4174.PDF

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