Thursday, January 04, 2007

Proposte ANDU e iniziative unitarie (25.1.06)

ANDU
Associazione Nazionale Docenti Unversitari

Quale contributo al dibattito che in questa fase pre-elettorale si sta sviluppando nelle Università anche per iniziativa delle Organizzazioni della docenza (v. in calce i dibattiti e il documento unitari), della CRUI, di Gruppi accademici e di Partiti, riproponiamo le posizioni dell’ANDU sulla Docenza e sulla Governance.

SINTESI DELLE PROPOSTE DELL’ANDU SU DOCENZA E GOVERNANCE

DOCENZA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneità nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l’ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente già lavora e continuerà a lavorare. Per il passaggio di fascia è indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facoltà e l’accesso ai fondi anche per i professori di terza fascia non confermati. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni e bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20000 posti di terza fascia, con cancellazione dell’attuale giungla di figure precarie.

GOVERNANCE

Gli Atenei devono essere governati da strutture elettive interne agli Atenei stessi e, in particolare, i Senati accademici devono essere composti esclusivamente da rappresentanze paritetiche di ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti. I rappresentanti dei docenti devono essere espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.

Il Sistema nazionale delle Università deve essere rappresentato da un unico Organo di autogoverno composto da rappresentanti dei docenti espressi da poche aree (5-6) equivalenti, con elettorato attivo e passivo comune alle tre fasce. Di quest’organismo devono fare anche parte consistenti rappresentanze dei tecnico-amministrativi e degli studenti, elette direttamente dalle rispettive categorie.

LE INIZIATIVE UNITARIE DELLE ORGANIZZAZIONI DELLA DOCENZA

ADI, ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR

Le Organizzazioni unitarie della docenza promuovono alcune iniziative di confronto sulle questioni centrali dell’Università sulla base delle posizioni da esse sostenute da anni e riassunte nel recente documento unitario qui allegato. Le sedi universitarie già individuate per il confronto sono:

Milano - 24 febbraio 2006
Pisa - 3 marzo 2006
Napoli - 14 marzo 2006

A queste iniziative saranno invitati a partecipare i docenti, i precari e gli studenti.

Roma, 20 gennaio 2006

ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR

UNA NUOVA UNIVERSITÀ PER L’ITALIA

L’Università di oggi è investita dai bisogni e dalle richieste provenienti da un Paese sicuramente in forte cambiamento, ma a metà del guado tra decadenza e progresso, con l’acqua alla gola.

IL CONTESTO

L’Università di oggi, in Italia, deve confrontarsi ad almeno quattro livelli:

1. Un livello internazionale globale, che deve essere di competizione con la realtà dei Paesi avanzati e di solidarietà con i Paesi in via di sviluppo.
2. Un livello europeo, nel quale la crescita comune deve essere obiettivo prioritario, perseguito in modo equilibrato e tenendo conto della diversità delle competenze.
3. Un livello nazionale, nel quale si confrontino i singoli Atenei, nell’ambito di un sistema nazionale di indirizzo e di valutazione, sistema che sia strutturalmente legato agli obiettivi ed agli strumenti delle politiche nazionali.
4. Un livello locale, dimensionato e coordinato come una rete di stretti rapporti tra gli Atenei dello stesso bacino, con i bisogni del territorio, con le strutture produttive e del terziario, con gli enti locali, in primo luogo Comuni e Regioni.

GLI OBIETTIVI

Nella cornice generale costituita dagli artt. 9, 33 e 34 della Costituzione italiana, dal Trattato che istituisce una Costituzione europea, nel quadro ordinamentale disegnato dagli artt. 97, 98 e 117, nel contesto sopra delineato, costituiscono obiettivi primari:

a) rendere il più ampio e proficuo possibile l’accesso all’istruzione superiore (assicurando ovunque il diritto di accedervi ai “capaci e meritevoli”);
b) elevare la qualità dell’insegnamento e della ricerca scientifica e artistica (garantendone ovunque la libertà), rimanendo sempre uniti insegnamento e ricerca;
c) individuare efficienti modalità di governo e di funzionamento degli Atenei e dell’Università (che coniughino il miglior andamento con il massimo della partecipazione democratica di ogni componente ai processi decisionali).

I SOGGETTI

Individui.

• I docenti: funzione essenziale dei docenti universitari è insegnare e ricercare nella libertà ed essi rispondono - per se stessi e per la struttura in cui operano - della qualità dell’attività svolta e della rispondenza di essa ai compiti istituzionali; poiché questa libertà è loro concessa perché essa è garanzia della libertà di pensiero per tutti, i docenti universitari rivestono una funzione pubblica. In ragione dell’unicità della loro funzione, dopo un periodo di formazione non troppo lungo e un rigoroso e trasparente concorso di accesso, il ruolo è unico, articolato su tre fasce in una progressione di carriera basata su valutazioni individuali.
• Gli studenti universitari, nelle diverse tipologie di studenti a tempo pieno, studenti-lavoratori e lavoratori-studenti, sono tutti parte essenziale del futuro del Paese: perciò ai diversi livelli degli studi universitari essi costituiscono un investimento del Paese e quindi devono fruire di risorse e servizi pubblici almeno decorosi.
• Essenziale per il raggiungimento degli obiettivi è il personale tecnico-amministrativo, che deve essere adeguato qualitativamente e quantitativamente, motivato e riconosciuto come facente parte dell’università.

Soggetti collettivi.

• Gli Atenei possono essere pubblici o privati: solo i primi hanno diritto ad accedere al finanziamento pubblico, che è dovere dello Stato nazionale nei confronti di una propria funzione primaria, non svolgibile nella sua interezza di diritto e di fatto da altri soggetti. Sono Atenei e Università (pubblici e privati) solo quelle istituzioni che pratichino insieme didattica - a tutti i livelli, ivi compresa la formazione del futuro docente - e ricerca; e solo questi possono rilasciare titoli di studio e partecipare a progetti di ricerca.
• L’insieme degli Atenei pubblici e privati accreditati costituisce il sistema universitario nazionale; sono docenti universitari solo coloro che hanno vinto il relativo concorso, essi appartengono al ruolo unico nazionale con i relativi diritti e doveri; possono prestare servizio solo nelle Università pubbliche o nelle private accreditate.
• La legge disciplina la formazione delle professioni sanitarie, alla quale sono preposti i Policlinici universitari, e le modalità di partecipazione delle Università alle attività nell’ambito del sistema nazionale sanitario.

LE REGOLE E GLI STRUMENTI

La legge deve disciplinare:

a) un’autorità centrale politica (MIUR), che programmi e indirizzi (a monte), premi o sanzioni (a valle);
b) un’autorità centrale tecnica (Authority), che valuti la qualità dell’attività svolta, secondo parametri noti e discussi con la comunità scientifica;
c) un organismo nazionale elettivo, che svolga funzioni di rappresentanza e di coordinamento funzionale delle autonomie considerate come un sistema unitario ed esprima la corte di disciplina;
d) l’autonomia dei singoli Atenei, come potere di autodisciplinarsi nei limiti e nel rispetto di regole comuni di autogoverno fissate da legge nazionale, contemplanti almeno la figura di un rettore eletto dall’intera universitas, un ampio organo elettivo titolare del potere di indirizzo e di sfiducia nei confronti del rettore, un più ristretto organo di gestione.

Dicembre 2005
- Diffuso dall’Andu il 25 gennaio 2006
Homepage ANDU

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