Saturday, January 06, 2007

L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

L’ON. TOCCI E L’AGENZIA DEI DS

L’on. Walter Tocci si è dimesso da responsabile DS del settore Università e Ricerca. Nella lettera (vedi) con la quale egli motiva la sua scelta, ricorda di essersi battuto alla Camera, senza successo, contro i pesanti tagli all’Università e alla Ricerca. Tocci è comunque fiducioso «che al Senato si potranno determinare ulteriori miglioramenti, forse l’eliminazione completa dei tagli e magari anche risorse aggiuntive da distribuire secondo i risultati della valutazione».
Nella sua lettera l'on. Tocci scrive anche:
«Avevamo individuato nella valutazione la leva capace di spezzare l’alleanza perversa tra i vizi e le virtù della nostra accademia, in modo da liberare le migliori energie che oggi sono ingabbiate e favorire un ricambio generazionale basato sul merito. Si tratta di un nuovo approccio che non può convivere con la vecchia logica burocratica ed implica dunque non tanto l’approvazione di nuove leggi quanto la cancellazione di quelle inutili. Se non vuole rimanere un vezzo retorico il primato della valutazione deve comportare una rivoluzione copernicana nel governo del sistema: si tratta di eliminare l’apparato di controllo normativo e passare alla verifica dei risultati. Solo per questa via la sacrosanta Autonomia potrà finalmente conciliarsi con la sorella smarrita che si chiama Responsabilità».
Il fatto è che l’on. Tocci non ritiene ‘sufficiente’ l’Agenzia di valutazione prevista nel Decreto Legge (Decreto fiscale) che accompagna la Finanziaria e che è stato definitivamente convertito in legge dal Senato il 23 novembre 2006. Questo provvedimento prevede una ‘normale’ Agenzia, che lascia giustamente al potere politico la gestione dei risultati dell’attività di valutazione da essa svolta. All’on. Tocci questa Agenzia non piace. Egli voleva che nella Finanziaria fosse prevista l’istituzione di «una vera Authority, come proposto dal disegno di legge presentato dai DS (e l’Unione?, ndr) in campagna elettorale» (vedi). Una struttura che «implica un ribaltamento radicale del vecchio metodo di governo del sistema», in una «logica della valutazione» dove «ciascun ente e università assuma come meglio crede, purché sia chiaro che i finanziamenti diminuiranno se i risultati non saranno positivi»(vedi).

Insomma, l’on. Tocci chiedeva che si imponesse con un Decreto Legge il progetto dei DS che prevede la creazione di un’Agenzia forte. Con il loro progetto i DS - i quali ‘coerentemente’ rifiutano l’idea stessa di un Organismo nazionale di autogoverno del Sistema delle Università che ne difenda l’autonomia dai poteri forti - si propongono di regolare-controllare l’autonomia (?) degli Atenei. Con questo progetto si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell'Università per mezzo di un’Autorità permeabile a tali poteri, i quali hanno sempre condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.

All’Autorità verrebbero di fatto attribuiti anche compiti propri del Ministero, impedendo così l’individuazione della responsabilità politica delle scelte. Con questa sorta di esternalizzazione dell’autonomia universitaria, si concentrerebbe in poche mani l’immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università. Nelle stesse mani si accentrerebbe di fatto anche la gestione delle carriere dei singoli docenti, il cui ruolo verrebbe precarizzato rendendo periodicamente possibile la loro espulsione dall’Università. Si tratta, dunque, di un progetto in totale contrasto con l’art. 33 della Costituzione che garantisce l’autonomia dell’Università. Tutto questo lo abbiamo denunciato già nel documento del febbraio 2006 DS: “esternalizzazione dell’autonomia universitaria e precarizzazione permanente della docenza”, dove è contenuta una puntuale analisi del disegno di legge dei DS (qui).

Il gruppo politico-accademico-confindustriale, che da anni domina sull’Università, è allo sbando, ma non per questo è meno pericoloso: tutti contro tutti, ma tutti contro l’Università statale di massa e di qualità. Questo gruppo, dopo avere operato per demolire l’Università (falsa autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione del “3 + 2”, moltiplicazione degli Atenei, aumento a dismisura del precariato, progressiva riduzione dei finanziamenti, legge Moratti, ecc.), continua a pretendere di ‘salvarla’ per, in realtà, concentrare in poche mani e in poche sedi (le loro ‘eccellenze’) le risorse pubbliche per l’Alta formazione e la Ricerca.

È necessario e urgentissimo che il Ministro e il Governo non si facciano più ‘carico’ degli interessi delle oligarchie accademico-confindustriali, ma, invece, prendano finalmente a cuore gli interessi generali dell’Università e del Paese, assumendo come propri interlocutori l’intero mondo universitario e le sue rappresentanze. Da anni le Organizzazioni della docenza propongono, finora inascoltate, soluzioni ragionate e organiche per i problemi del diritto allo studio, della didattica, del precariato, del reclutamento e della carriera dei docenti, della rappresentanza del Sistema nazionale dell’Università e della riorganizzazione degli Atenei. Da anni, in particolare, l’ANDU su queste questioni ha elaborato proposte (nota 1) rispetto alle quali finora si sono operate scelte accademico-ministeriali diametralmente opposte, con i risultati devastanti che sono sotto gli occhi di tutti.

24 novembre 2006

- Diffuso dall'ANDU il 24 novembre 2006
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Nota 1. Per la “Sintesi delle proposte dell’Andu per una riforma della docenza e della governance”: vedi in BUR o anche qui.


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